Venezia 83, il recap del 9 settembre: De Angelis porta il quarto italiano in gara, DAU divide il Lido
Ottava giornata sotto la pioggia, con tre film in Concorso e un pomeriggio internazionale. Vanessa Scalera e Lino Musella chiudono la serata in Sala Grande, il kolossal russo da 195 minuti fa discutere, e sul tappeto rosso arrivano Ellen Burstyn, Pamela Anderson e Taika Waititi.
La giornata in breve
Mercoledì 9 settembre 2026 la 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia è entrata nella sua ottava giornata, con il Lido sferzato dal maltempo e un programma tra i più densi della seconda parte del festival.
Tre i titoli in Concorso: il francese Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, il monumentale DAU di Ilya Khrzhanovsky e l'italiano Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis. Fuori Concorso, nella sezione Venice Open, il momento più glamour della giornata con Place to Be di Kornél Mundruczó.
Il fuoco che ti porti dentro, il quarto italiano in gara
La serata in Sala Grande si è chiusa alle 22 con il film di Edoardo De Angelis, tratto dall'omonimo romanzo di Antonio Franchini. Protagonisti Vanessa Scalera e Lino Musella, affiancati da Elena Radonicich, Ivana Lotito e Nicole Malaj.
La storia è quella di Antonio, partito da Napoli anni prima per costruirsi a Milano una famiglia e una carriera, e di sua madre Angela, donna eccessiva nel bene e nel male, che lo raggiunge per le feste di Natale e sembra intenzionata a restare. Tutto si concentra attorno a una cena della vigilia, con i legami irrisolti che riemergono uno dopo l'altro.
È il quarto film italiano presentato in Concorso in questa edizione, particolarmente ricca di titoli nostrani: in gara ci sono anche Nanni Moretti con Succederà questa notte, che torna al Lido dopo trentasette anni, Marco Bechis con Ritorno a Buenos Aires, Andrea Pallaoro con The echo chambers e Paolo Strippoli con L'estranea.
DAU, il film che divide
Alle 15.45 è arrivato il titolo più discusso del festival: DAU di Ilya Khrzhanovsky, 195 minuti più quindici di intervallo, con il direttore d'orchestra Teodor Currentzis nel ruolo del fisico sovietico Lev Landau.
Il film attraversa quattro decenni di storia sovietica raccontando il rapporto tra scienza, potere e apparato statale, e arriva da una lavorazione fuori misura: il regista ha spiegato che il montaggio unisce materiale girato circa quindici anni fa e sequenze più recenti, con migliaia di comparse e tre direttori della fotografia, Jürgen Jürges, Manuel Alberto Claro e Lol Crawley.
La presenza del film in Concorso ha suscitato polemiche in Ucraina, dove il progetto è stato accusato di veicolare propaganda filorussa. Accuse respinte sia dalla Biennale sia dal regista, che al Lido si è espresso pubblicamente a favore della vittoria ucraina nel conflitto.
Alba Rohrwacher e il dramma sociale di Brizé
Alle 19.45 il Concorso ha proposto Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, con Alba Rohrwacher e Vincent Lindon. Un dramma di impianto sociale che ha creato quella che i cronisti al Lido hanno raccontato come una sfida tutta italiana tra le due protagoniste della giornata, Rohrwacher e Vanessa Scalera.
Il piccione, Ellen Burstyn e Pamela Anderson
Alle 16.45, alla Sala Giardino, il registro è cambiato del tutto con Place to Be di Kornél Mundruczó, fuori Concorso, e con un cast che ha riempito il tappeto rosso: Ellen Burstyn, Pamela Anderson, Taika Waititi, Murray Bartlett e David Wenham.
La trama è la meno solenne della giornata. Brooke, vedova e solitaria, e Nelson, divorziato, si ritrovano imbarcati in un viaggio attraverso gli Stati Uniti da Chicago a New York per riportare a casa un piccione viaggiatore smarrito. Da un compito bizzarro nasce un'amicizia improbabile tra due persone che hanno perso la direzione.
Per Ellen Burstyn la giornata ha aggiunto un capitolo al suo percorso in questa edizione, dopo il Leone d'Oro alla carriera ricevuto pochi giorni prima.
Sul red carpet Pamela Anderson ha scelto un abito in raso giallo firmato Carolina Herrera, mentre Marina Abramović si è presentata in total black.
E poi
La giornata si era aperta alle 13.30 con Union Town, documentario di Barbara Kopple sul sindacalismo americano, seguito da Listy (Letters from the Silenced Country) di Andrei Kutsila. Nella sezione Film on Films è stata proiettata la seconda parte di Joie de Vivre di Luca Guadagnino, mentre Orizzonti ha proposto La moula di Jérôme Pierrat e The Color of the Sun di Xavier Tera, entrambi seguiti da un incontro con gli autori.
Fuori dalle sale, il canadese Robert Gaudette ha vinto il Reply AI Film Festival 2026 con il cortometraggio A face only a mother could love, la competizione dedicata all'uso dell'intelligenza artificiale nel linguaggio cinematografico.
Domande frequenti
Quali film sono stati presentati in Concorso il 9 settembre a Venezia? Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, DAU di Ilya Khrzhanovsky e Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis.
Di cosa parla Il fuoco che ti porti dentro? Tratto dal romanzo di Antonio Franchini, racconta il ritorno della madre Angela nella vita del figlio Antonio, che vive a Milano, durante le feste di Natale. Protagonisti Vanessa Scalera e Lino Musella.
Perché DAU ha fatto discutere? Per la durata monumentale di 195 minuti, per una lavorazione durata anni e per le polemiche sollevate in Ucraina, dove il film è stato accusato di propaganda filorussa: accuse respinte dalla Biennale e dal regista.
Chi c'era sul red carpet il 9 settembre? Tra gli altri Ellen Burstyn, Pamela Anderson e Taika Waititi per Place to Be, oltre ad Alba Rohrwacher, Vanessa Scalera, Lino Musella e Marina Abramović.
Quanti film italiani ci sono in Concorso a Venezia 83? Cinque: Nanni Moretti, Marco Bechis, Edoardo De Angelis, Andrea Pallaoro e Paolo Strippoli.
Quando finisce la Mostra del Cinema di Venezia 2026? Il 12 settembre, con la cerimonia di premiazione.
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