Venezia 83, la domenica dell’ultimo Bertolucci: tre film in concorso e Susan Sarandon sul red carpet
Il secondo italiano in gara è The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, nato dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci. In…
Il secondo italiano in gara è The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, nato dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci. In concorso anche il danese Woman Unknown e il coreano Possible Love, già scelto per la corsa agli Oscar. E in serata il Filming Italy Venice Award.
Tre film in concorso in una sola giornata, il secondo titolo italiano in gara e un red carpet che ha alternato icone di stile e qualche scivolone. La quinta giornata di Venezia 83 è stata densa come poche.
Il film nato dall’ultima sceneggiatura di Bertolucci
Il momento più atteso è arrivato con The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, secondo dei cinque titoli italiani in concorso.
La sua origine è quella che lo rende diverso da tutto il resto della selezione: il film nasce dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci, insieme a Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi.
Racconta una storia in cui i confini fra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. Leo e Anne si inseguono, si sfiorano, si perdono e si cercano, senza riuscire né a lasciarsi né a liberarsi. Fra le stanze risuona la voce di Ava, che attraversa il tempo.
Nel cast Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, tutti presenti al Lido.
Marinelli, sul tappeto rosso, ha sintetizzato il film con una formula che ha fatto il giro delle cronache: non spiega, lascia vivere.
Gli altri due in gara
Woman Unknown di May el-Toukhy, dalla Danimarca. È ambientato nell’immediato dopoguerra e segue Marie, domestica e bambinaia che sta per sposare il ricco vedovo per cui lavora. Il matrimonio significherebbe diventare la signora della casa, ma un segreto rischia di mandare tutto in frantumi: durante il conflitto ha avuto una relazione con un soldato tedesco. Nel cast Mathilde Arcel, Carsten Bjørnlund, Thorbjørn Hedegaard e Marina Bouras.
Possible Love di Lee Chang-dong, dalla Corea del Sud. Il film è stato appena scelto per rappresentare il proprio Paese nella corsa agli Oscar, e questo lo colloca automaticamente fra i titoli più osservati della competizione. Racconta l’incontro fra due coppie sposate attraverso la macchina da presa: un lavoratore licenziato con la moglie e una documentarista. Protagonisti Jeon Do-yeon, Sul Kyung-gu, Zo In-sung e Cho Yeo-jeong.
Sono stati proprio gli interpreti del film coreano ad aprire le sfilate sul tappeto rosso, nel primo pomeriggio.
Il red carpet
La presenza più commentata della giornata è stata quella di Susan Sarandon, arrivata interamente in nero, con occhiali da sole a sole ormai tramontato, collana d’oro e una spilla a forma di colomba della pace.
Insieme a lei Luca Marinelli e Alicia Vikander, oltre a Gael García Bernal e a Ricky Martin, che ha scaldato la passerella a ritmo di musica.
Un dettaglio di colore che al Lido ha creato più disagio di quanto sembri: nel corso della giornata la connessione internet è andata in tilt, lasciando fotografi e inviati senza possibilità di caricare nulla in tempo reale.
E in serata il premio a Orlando Bloom
La domenica si è chiusa con la cerimonia dell’ottava edizione del Filming Italy Venice Award, ideato e diretto da Tiziana Rocca.
Il Filming Italy International Award è andato a Orlando Bloom, che al Lido è presente anche come interprete di Bucking Fastard di Werner Herzog, in concorso.
Il giorno dopo gli Oasis
Il documentario Oasis: Don’t Look Back in Anger, presentato sabato sera fuori concorso, ha raccolto una risposta di pubblico fra le più calorose dell’edizione.
Fra gli episodi rimasti nelle cronache, quello di Liam Gallagher che ha scherzato con una fan presente con la maglietta di un’altra band, in uno di quei momenti che sul Lido valgono più di una conferenza stampa.
Cosa arriva adesso
La Mostra prosegue fino a sabato 12 settembre, giorno della premiazione.
Restano da presentare in concorso tre titoli italiani: Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, L’estranea di Paolo Strippoli e, venerdì 11, Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis.
Fra i fuori concorso attesi nella parte finale ci sono il documentario What Love Builds di Russell Crowe e Nino. Un film su Nino Rota di Walter Fasano. La proiezione di chiusura, dopo la cerimonia del 12, sarà Dio ride di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando.
Domande frequenti
Quali film sono stati presentati il 6 settembre? Tre titoli in concorso: The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, Woman Unknown di May el-Toukhy e Possible Love di Lee Chang-dong.
Perché The Echo Chamber è particolare? Perché nasce dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci, insieme a Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi.
Chi c’era sul red carpet? Susan Sarandon, Luca Marinelli, Alicia Vikander, Gael García Bernal e Ricky Martin, oltre agli interpreti del film coreano.
Chi ha ricevuto il Filming Italy Venice Award? Orlando Bloom, insignito del Filming Italy International Award nella cerimonia serale.
Quando finisce la Mostra? Sabato 12 settembre 2026, con la cerimonia di premiazione.