Dopo il femminicidio c'è chi resta: il Premio Edela accende una luce sui figli delle vittime

A Palazzo Wedekind di Roma si è svolta la quarta edizione del Premio Edela, dedicato all'impegno contro la violenza di genere e, soprattutto, a chi lavora per non lasciare soli i figli delle vittime di femminicidio. Tra i riconoscimenti quelli a Barbara De Rossi, Ettore Bassi, Matteo Bassetti, Roberta Floris, Francesca Pascale e Javier Zanetti. Ma le testimonianze più forti della giornata sono arrivate proprio da chi porta sulla propria vita le conseguenze della violenza.

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R di • giovedì 17 settembre 2026 • 5 min di lettura

Quando si parla di femminicidio, l'attenzione si concentra inevitabilmente sulla donna uccisa, sulla ricostruzione della violenza e sulle responsabilità. Esiste però un “dopo” che rischia di rimanere molto più lontano dai riflettori: quello dei figli che hanno perso la propria madre e delle famiglie chiamate ad accompagnarli in un percorso doloroso e complesso.

È proprio su questo aspetto che ha voluto riportare l'attenzione la quarta edizione del Premio Edela, ospitata a Palazzo Wedekind a Roma.

L'iniziativa è legata all'attività dell'Associazione Edela, fondata e presieduta da Roberta Beolchi con l'obiettivo di sostenere gli orfani di femminicidio e le famiglie affidatarie.

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Il Premio Edela e il tema di chi resta dopo la violenza

Il messaggio della manifestazione parte da un principio preciso: le conseguenze di un femminicidio non terminano con la morte della vittima.

Restano i figli, spesso molto giovani, e le persone che improvvisamente devono assumersi il compito di accompagnarli nella crescita. Il lavoro dell'associazione si concentra proprio su questa fase, affiancando all'assistenza anche attività di sensibilizzazione e prevenzione.

A condurre la cerimonia è stato l'avvocato Cataldo Calabretta, docente universitario di diritto dell'informazione e componente del Comitato scientifico dell'Associazione Edela.

I riconoscimenti hanno coinvolto personalità provenienti da ambiti molto differenti: istituzioni, magistratura, università, informazione, spettacolo, medicina, sport e società civile.

Da Barbara De Rossi a Ettore Bassi, i volti dello spettacolo

Tra i premiati figura Barbara De Rossi, che nel corso della sua attività televisiva ha dedicato particolare attenzione al tema della violenza sulle donne, anche attraverso la conduzione di Amore Criminale.

Un riconoscimento è stato assegnato anche all'attore Ettore Bassi, per il suo percorso artistico e per la sensibilità mostrata nei confronti di tematiche sociali.

Sul fronte dell'informazione sono state premiate Roberta Floris, giornalista e conduttrice del Tg5, e Giada Fazzalari, giornalista e direttrice de L'Avanti della Domenica.

Tra i riconoscimenti anche quelli a Valeria Altobelli, artista, conduttrice televisiva e docente universitaria impegnata in attività sociali e solidali, e a Francesca Pascale, per il suo impegno sui temi dei diritti civili, dell'inclusione e della tutela delle persone vulnerabili.

Premiato inoltre Matteo Bassetti, medico e divulgatore scientifico, per l'attività di comunicazione sui temi della salute e della prevenzione.

I riconoscimenti dal mondo delle istituzioni e della giustizia

La quarta edizione ha riservato ampio spazio anche alle professionalità impegnate sul fronte istituzionale, giuridico e scientifico.

Il Premio Edela è stato assegnato all'onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza.

Tra i premiati figurano inoltre Claudia Eccher, avvocata e consigliera del Consiglio Superiore della Magistratura; il magistrato Valerio de Gioia; Anna Maria Giannini, criminologa e docente universitaria alla Sapienza; e l'avvocata penalista Laura Sgrò.

A Nicola Graziano, presidente di UNICEF Italia, è stato invece riconosciuto l'impegno nella tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, un tema che assume un significato particolare all'interno di una manifestazione dedicata anche ai bambini che hanno perso la madre a causa della violenza.

Sono stati premiati inoltre Chantal Hamende, direttore esecutivo di Fondazione Terna; Caterina Belletti, presidente di FS International; la scrittrice e presidente Aide Anna Silvia Angelini, oltre a Giacomo Coppola e Jessica Dalla Fontana.

Javier Zanetti premiato per l'impegno nella solidarietà

Tra i nomi dello sport figura Javier Zanetti, ex capitano e attuale vicepresidente dell'Inter e presidente della Fondazione Pupi.

Il riconoscimento, ritirato attraverso una rappresentanza, è legato al suo impegno nella solidarietà e nella tutela dell'infanzia.

Un Premio Edela è stato assegnato anche a Luca Massaccesi, presidente dell'Osservatorio Bullismo e Disagio Giovanile, per l'attività dedicata alla prevenzione del bullismo, del disagio giovanile e delle diverse forme di violenza che possono coinvolgere i ragazzi.

Con lui hanno ritirato il riconoscimento Annalisa Minetti, cantante e atleta impegnata in numerose iniziative sociali, e Alessia Pieretti, campionessa mondiale di pentathlon.

Summer Skye Bechini diventa Ambassador Edela a 12 anni

Uno dei riconoscimenti più particolari della quarta edizione è andato a Summer Skye Bechini, artista di 12 anni nominata Ambassador Edela per le nuove generazioni.

La giovane ha realizzato una tela ispirata all'attività dell'associazione. L'opera sarà destinata a un'asta e il ricavato sarà devoluto ai progetti rivolti agli orfani di femminicidio.

Premiata anche la sedicenne Sofia Donadio, superstite della tragedia di Crans-Montana, che ha dedicato il riconoscimento alle vittime che non sono sopravvissute e alle persone chiamate ad affrontarne le conseguenze.

Le testimonianze degli orfani di femminicidio

Al di là dei nomi conosciuti dal pubblico, il significato più profondo della manifestazione è emerso attraverso la presenza di persone che conoscono direttamente le conseguenze della violenza.

Alla cerimonia ha partecipato Marco Sancandi, orfano di femminicidio, portando una testimonianza concreta della necessità di sostenere chi perde la propria madre e deve ricostruire il proprio futuro.

Presente anche Valentina Belvisi, anche lei orfana di femminicidio, che ha trasformato la propria esperienza personale in un impegno al fianco dell'Associazione Edela e delle donne vittime di violenza.

A leggere le motivazioni dei riconoscimenti è stata l'attrice Eva Lucchini, che attraverso il musical Regina dei cuori ha sostenuto un progetto estivo dell'associazione rivolto a sei bambini orfani di femminicidio.

Una libellula come simbolo di rinascita

Anche il premio consegnato durante la cerimonia porta con sé un significato preciso.

Le opere, realizzate dall'artista Letizia Moroni, si ispirano infatti alla libellula, scelta come simbolo di trasformazione e rinascita.

Un'immagine che riassume il messaggio della quarta edizione: contrastare la violenza significa lavorare sulla prevenzione, ma anche occuparsi delle conseguenze che quella violenza lascia dietro di sé.

Perché dopo un femminicidio esistono vite che continuano. Ed è proprio su quei bambini e ragazzi, e sulla possibilità di accompagnarli nella costruzione del loro futuro, che il Premio Edela ha scelto ancora una volta di accendere i riflettori.

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Scritto da Redazione La redazione

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