Olimpio Talarico e Gianluigi Nuzzi, quando letteratura e cronaca si incontrano alla ricerca della verità

Dove finisce il fatto e dove comincia il racconto? Può la letteratura avvicinarsi alla verità e quali strumenti narrativi servono…

olimpio talarico gianluigi nuzzi
R di • giovedì 10 settembre 2026 • 4 min di lettura

Dove finisce il fatto e dove comincia il racconto? Può la letteratura avvicinarsi alla verità e quali strumenti narrativi servono al giornalismo per raccontare la complessità di una vicenda umana? Sono alcune delle domande che hanno attraversato l’incontro alla Biblioteca Cadioli di Sesto San Giovanni tra lo scrittore Olimpio Talarico e Gianluigi Nuzzi, nato in occasione della presentazione del romanzo “Avrei voluto scriverti cantando”.

Due modi differenti di osservare la realtà, ma una domanda comune: come si racconta una storia senza perdere di vista le persone che la attraversano?

Da una parte la letteratura di Olimpio Talarico, dall’altra il giornalismo e la cronaca di Gianluigi Nuzzi. Il loro incontro alla Biblioteca Cadioli di Sesto San Giovanni è andato oltre la tradizionale presentazione di un libro, trasformandosi in un confronto sul rapporto tra verità e narrazione.

Pubblicità

L’occasione è stata la presentazione di “Avrei voluto scriverti cantando”, romanzo di Talarico pubblicato da Compagnia Editoriale Aliberti.

Olimpio Talarico racconta “Avrei voluto scriverti cantando”

Il romanzo porta il lettore nella Calabria del Novecento, dove vicende familiari e contrapposizioni ideologiche si intrecciano con un omicidio, una condanna, un presunto suicidio e la storia d’amore tra due giovani appartenenti a famiglie nemiche.

Al centro del racconto c’è soprattutto il rapporto con il passato e con una verità rimasta nascosta a lungo.

Temi che si inseriscono nel percorso letterario di Talarico, caratterizzato dall’attenzione per la memoria, le relazioni umane e le contraddizioni della storia.

Nato a Crotone e cresciuto a Caccuri, Olimpio Talarico è scrittore e docente di Italiano e Storia. Laureato in Lettere Moderne, vive e lavora a Bergamo e dal 2012 è tra gli organizzatori del Premio Caccuri, appuntamento nazionale dedicato alla saggistica.

Tra le sue opere figurano Il due di bastoni, L’assenza che volevo, Racconti tra nord e sud, Cosa rimane dei nostri amori e, appunto, Avrei voluto scriverti cantando.

Il confronto con Gianluigi Nuzzi

La presenza di Gianluigi Nuzzi ha permesso di spostare la conversazione dal territorio della narrativa a quello della cronaca.

Giornalista, scrittore e conduttore televisivo, conosciuto dal grande pubblico anche per “Quarto Grado”, Nuzzi ha costruito parte importante del proprio percorso professionale attraverso inchieste, ricostruzioni documentali e il racconto di vicende di cronaca di grande rilevanza pubblica.

Il dialogo con Talarico ha così messo uno di fronte all’altro due approcci differenti: lo scrittore può costruire personaggi e utilizzare gli strumenti della finzione narrativa, mentre il giornalista deve partire dai fatti e dalla loro ricostruzione.

Proprio il confine tra questi due territori è diventato uno dei temi centrali dell’incontro.

Dove finisce il fatto e comincia il racconto?

Durante la conversazione sono emerse domande che riguardano direttamente sia chi scrive romanzi sia chi racconta quotidianamente la cronaca.

Che cosa significa raccontare una storia vera? Quanto può la letteratura avvicinarsi alla verità? E in che modo la cronaca può restituire la complessità di una storia senza ridurla alla semplice successione degli avvenimenti?

Da Torquato Tasso alle vicende più recenti della cronaca nera, il confronto ha attraversato epoche e linguaggi diversi, arrivando a temi come la costruzione di un personaggio, il dolore, la colpa, la memoria e il perdono.

Un passaggio particolarmente delicato riguarda la responsabilità nei confronti delle persone coinvolte: dietro una vittima, un’indagine o una vicenda giudiziaria esistono infatti storie individuali che non possono essere ridotte soltanto al fatto di cronaca.

Letteratura e giornalismo, due strade verso le storie delle persone

È proprio su questo terreno che i percorsi di Talarico e Nuzzi, pur molto differenti, hanno trovato un punto di contatto.

La letteratura può interrogare la memoria, lavorare sul verosimile e cercare attraverso i personaggi una chiave per interpretare le contraddizioni umane. Il giornalismo, invece, deve confrontarsi con fatti, documenti e testimonianze, assumendosi la responsabilità della loro ricostruzione.

L’incontro di Sesto San Giovanni ha messo in relazione questi due linguaggi partendo dal romanzo di Talarico per arrivare a una riflessione più ampia sul modo in cui raccontiamo ciò che accade.

Per “Avrei voluto scriverti cantando” si tratta inoltre di una nuova tappa del percorso di presentazioni del libro.

E forse la domanda che meglio riassume il confronto tra Olimpio Talarico e Gianluigi Nuzzi è proprio quella emersa dalla serata: come si racconta la verità quando dietro ogni fatto c’è una persona?

Seguici su TelegramLe notizie sul telefono, gratis Unisciti
Pubblicità
R
Scritto da Redazione La redazione

La redazione di Lifestyleblog.it racconta ogni giorno televisione, musica, motori e lifestyle con notizie, interviste e approfondimenti.