Primi malanni di stagione, cosa sta circolando davvero: i 262 virus e i tre segnali dell'influenza

Raffreddori, mal di gola e tosse sono tornati con il rientro a scuola, ma l'influenza vera arriva più tardi: il numero che gira in questi giorni riguarda tutti i virus respiratori, non i ceppi influenzali.

Primi malanni di stagione, cosa sta circolando davvero: i 262 virus e i tre segnali dell'influenza
Foto di Andrea Piacquadio / Pexels
B di • lunedì 28 settembre 2026 • 6 min di lettura

Con il rientro a scuola e i primi sbalzi di temperatura sono tornati raffreddori, mal di gola e tosse. Non è ancora influenza: i virus influenzali veri arrivano più tardi. Per la stagione 2026-2027 le previsioni diffuse dalle agenzie di stampa parlano di 12-14 milioni di casi di infezioni respiratorie e di 262 agenti infettivi in circolazione.

Quello che circola adesso non è influenza

Fine settembre è il momento in cui gli studi dei medici di famiglia e dei pediatri si riempiono, e quasi nessuno di quei pazienti ha l'influenza. I responsabili di questa fase sono altri: rinovirus in testa, che sono i virus del raffreddore comune, insieme a un gruppo di agenti che danno quadri somiglianti.

Il meccanismo è quello di ogni settembre. Le aule riaprono, i bambini tornano a stare vicini per sei ore al giorno, le finestre si chiudono man mano che le temperature scendono e i virus ricominciano a passare di persona in persona.

Sul fronte dei dati ufficiali siamo in una zona vuota. La sorveglianza nazionale RespiVirNet, coordinata dall'Istituto superiore di sanità, pubblica bollettini settimanali durante la stagione epidemica, che si apre in autunno: per la stagione 2026-2027 i numeri di incidenza non sono ancora disponibili. Chi in questi giorni cita percentuali precise di "casi di influenza" sta usando altro.

I 262 virus: cosa dice davvero quel numero

Il dato dei 262 agenti infettivi circola parecchio e viene raccontato male. Non sono 262 tipi di virus influenzale. Sono 262 agenti che nel complesso provocano infezioni respiratorie, e l'influenza vera e propria è una fetta di quell'insieme.

Nella lista, accanto ai virus influenzali, ci sono:

  • il Covid-19, che continua a circolare
  • il virus respiratorio sinciziale (RSV), pericoloso soprattutto per i lattanti e per gli anziani
  • il metapneumovirus
  • i rinovirus, responsabili del raffreddore comune
  • un gruppo ampio di altri agenti che provocano quadri simili a quello influenzale

La differenza conta per un motivo pratico. Il vaccino antinfluenzale protegge dai ceppi influenzali, non dagli altri duecentocinquanta e più agenti della lista. Vaccinarsi e poi prendere un raffreddore non significa che il vaccino non abbia funzionato: significa che quel raffreddore non era influenza.

Come si riconosce l'influenza

Il quadro classico dell'influenza si distingue da un raffreddore per il modo in cui comincia. La febbre sale di colpo e supera i 38 gradi, si accompagna a sintomi respiratori come tosse o mal di gola e a sintomi che riguardano tutto il corpo, dai dolori muscolari alla spossatezza che costringe a letto.

Il raffreddore lavora in un altro modo. Comincia piano, resta nella zona di naso e gola, porta starnuti e congestione e di rado alza la febbre oltre i 38 gradi. Chi si sveglia con il naso chiuso e va al lavoro non ha l'influenza.

Sulla terminologia vale la pena una precisazione, perché in questi mesi si leggerà di tutto. Dalla stagione 2025-2026 la sorveglianza italiana ha cambiato definizione di caso: non monitora più le sindromi simil-influenzali (ILI) ma le infezioni respiratorie acute (ARI). La nuova definizione richiede un esordio improvviso dei sintomi, almeno un sintomo respiratorio fra tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria e congestione nasale, e il giudizio del medico che attribuisca il quadro a un'infezione. Nella soglia non compare un valore di febbre.

Tradotto: i numeri che si leggeranno nei bollettini contano tutte le infezioni respiratorie, non solo l'influenza. Confrontarli con quelli di stagioni precedenti raccolti con il vecchio criterio è un esercizio che va fatto con prudenza.

Cosa aspettarsi da questa stagione

La stima che circola è di almeno 12-14 milioni di casi di infezioni respiratorie nel corso della stagione. È un numero in leggera flessione rispetto alla precedente, che aveva superato i 15 milioni.

Quanto pesi davvero una stagione dipende da variabili che non si conoscono a settembre. Le ondate di freddo spingono i contagi, un autunno lungo e mite li rallenta, e l'andamento reale si misura solo quando la curva parte.

Fra i ceppi influenzali attesi le previsioni riportate dalle agenzie indicano l'H3N2 nella variante K, già in circolazione in Australia, l'H1N1 e il B Victoria. L'emisfero australe funziona da osservatorio anticipato: quello che gira là fra giugno e agosto è spesso quello che arriva in Europa nei mesi successivi.

Il picco, come sempre, non cade in autunno ma nel cuore dell'inverno.

La campagna vaccinale parte a ottobre

La campagna antinfluenzale comincia nella prima settimana di ottobre 2026, con nove vaccini aggiornati autorizzati da AIFA ed EMA.

La vaccinazione è offerta gratuitamente a:

  • persone dai 60 anni in su
  • donne in gravidanza e nel periodo dopo il parto
  • bambini dai 6 mesi ai 6 anni
  • persone con condizioni che aumentano il rischio di complicanze
  • residenti nelle strutture di lungodegenza
  • lavoratori dei servizi pubblici essenziali, fra cui personale sanitario, forze dell'ordine e vigili del fuoco
  • donatori di sangue e chi lavora a contatto con gli animali

Modalità e calendario cambiano da regione a regione, quindi per sapere dove e quando vaccinarsi il riferimento resta la propria ASL o il medico di famiglia.

Cosa fare nei primi giorni

Per un adulto in buona salute i primi giorni di un raffreddore o di una sindrome influenzale si gestiscono con riposo, liquidi e i farmaci da banco per il controllo dei sintomi, chiedendo consiglio al farmacista quando serve. Se il quadro non migliora o peggiora, il passaggio successivo è il medico.

La regola cambia per bambini piccoli, donne in gravidanza, anziani e persone con patologie croniche: in quei casi il confronto con il medico curante o con il pediatra va anticipato, senza aspettare.

Sul fronte della prevenzione le indicazioni sono le stesse di sempre e continuano a funzionare: lavarsi le mani spesso, arieggiare le stanze anche quando fa freddo, evitare i luoghi chiusi e affollati quando si ha la febbre, restare a casa nella fase acuta invece di portare il virus in ufficio o in classe.

Le domande più frequenti

Quanti virus respiratori circolano in autunno e inverno?Le stime che circolano parlano di 262 agenti infettivi. Non si tratta di 262 tipi di influenza: l'insieme comprende virus influenzali, Covid-19, virus respiratorio sinciziale, metapneumovirus, rinovirus e altri agenti che provocano quadri simili a quello influenzale.

Come capire se è influenza o raffreddore?L'influenza comincia di colpo, con febbre oltre i 38 gradi, sintomi respiratori come tosse o mal di gola e sintomi generali come dolori muscolari e spossatezza marcata. Il raffreddore comincia piano, resta concentrato su naso e gola e di rado porta la febbre oltre i 38.

Quanti casi sono previsti nella stagione 2026-2027?Almeno 12-14 milioni di casi di infezioni respiratorie, in leggero calo rispetto alla stagione precedente che ha superato i 15 milioni.

Quando inizia la campagna vaccinale antinfluenzale 2026?Nella prima settimana di ottobre 2026, con nove vaccini aggiornati autorizzati da AIFA ed EMA.

Chi può fare il vaccino antinfluenzale gratis?Le persone dai 60 anni in su, le donne in gravidanza e dopo il parto, i bambini fra 6 mesi e 6 anni, chi ha condizioni a rischio di complicanze, i residenti nelle lungodegenze, i lavoratori dei servizi pubblici essenziali, i donatori di sangue e chi lavora a contatto con gli animali.

Quali ceppi influenzali sono attesi quest'anno?L'H3N2 nella variante K, già circolante in Australia, l'H1N1 e il B Victoria.

Cosa significa che la sorveglianza ora monitora le ARI e non le ILI?Dalla stagione 2025-2026 l'Istituto superiore di sanità ha sostituito la sorveglianza delle sindromi simil-influenzali con quella delle infezioni respiratorie acute. I bollettini contano quindi tutte le infezioni respiratorie con esordio improvviso e almeno un sintomo respiratorio, non soltanto i casi compatibili con l'influenza.

Perché a settembre ci si ammala anche se non è ancora inverno?Il rientro a scuola riporta i bambini a contatto ravvicinato per molte ore, gli ambienti si chiudono con il calo delle temperature e i virus del raffreddore trovano condizioni favorevoli. Sono infezioni diverse dall'influenza, che arriva più avanti nella stagione.

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Scritto da Betty Barletta Redattrice TV e spettacolo

Caporedattore di Lifestyleblog.it. Adoro il mondo del Lifestyle