Giuseppe Zeno diventa Giovannino Guareschi: su Rai 1 la storia dell'uomo che creò Don Camillo e Peppone

Giuseppe Zeno interpreta Giovannino Guareschi in “Non muoio neanche se mi ammazzano”, il film TV in onda domenica 20 settembre in prima serata su Rai 1. Dalla prigionia nei lager tedeschi alla nascita del Mondo Piccolo, fino al successo di Don Camillo e Peppone: per la prima volta una fiction racconta la vita dello scrittore emiliano.

Giuseppe Zeno diventa Giovannino Guareschi: su Rai 1 la storia dell'uomo che creò Don Camillo e Peppone
B di • giovedì 17 settembre 2026 • 4 min di lettura

Dietro Don Camillo e Peppone c'era un uomo che delle contraddizioni aveva fatto quasi una forma di libertà. Giovannino Guareschi fu scrittore, giornalista, disegnatore e sceneggiatore, ma soprattutto un osservatore dell'Italia capace di trasformare le grandi divisioni politiche del suo tempo nelle storie di un piccolo paese della Bassa Padana.

A raccontarlo per la prima volta in una fiction è “Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano”, film TV di 100 minuti diretto da Andrea Porporati, con Giuseppe Zeno nel ruolo del protagonista. L'appuntamento è per domenica 20 settembre in prima serata su Rai 1.

Il film è una produzione Anele in collaborazione con Rai Fiction ed è liberamente tratto dal romanzo Chi sogna nuovi gerani di Alberto e Carlotta Guareschi. Alla sceneggiatura di Porporati ha collaborato Marco Ferrazzoli, mentre il progetto si è avvalso della consulenza di Alberto Guareschi, figlio dello scrittore.

Giuseppe Zeno racconta il Guareschi oltre Don Camillo

Guareschi è inevitabilmente associato ai suoi due personaggi più famosi, ma il film prova ad andare oltre quella notorietà.

Il racconto parte dal 1945, quando lo scrittore torna nella Bassa emiliana dopo la prigionia nei lager tedeschi. Ad aspettarlo ci sono la moglie Ennia e i figli Albertino e Carlotta.

È in quel mondo che Guareschi torna a fare ciò che gli riesce meglio: osservare ciò che accade intorno a lui e trasformarlo in parole e disegni. Nascono così il Mondo Piccolo, Don Camillo e Peppone, destinati a entrare nell'immaginario italiano e successivamente a conquistare anche il cinema.

Il pressbook descrive Guareschi come un uomo poco incline al compromesso: si rifiutò di combattere con i nazisti e nella Repubblica Sociale e venne deportato in un campo di prigionia tedesco. Fu fortemente anticomunista e contrario alla dittatura sovietica, ma allo stesso tempo critico verso il consumismo capitalista americano.

Dalla famiglia al carcere: la vita privata entra nella Storia

“Non muoio neanche se mi ammazzano” non vuole però essere soltanto il racconto dello scrittore famoso.

Al centro c'è anche il rapporto con la moglie Ennia Guareschi, interpretata da Benedetta Cimatti, con i figli e con la Bassa Padana. Proprio quel territorio sarebbe diventato la materia dalla quale costruire il suo Mondo Piccolo.

Il film segue inoltre il percorso che condusse alla trasposizione cinematografica di Don Camillo e Peppone e attraversa le pagine più complesse della biografia dell'autore, compresa la reclusione nel carcere di Parma per diffamazione a mezzo stampa di Alcide De Gasperi.

Don Camillo e Peppone diventano le voci della storia

Andrea Porporati ha scelto un espediente particolare per raccontare una vita così ricca in cento minuti: far accompagnare Guareschi proprio dalle sue creature più celebri.

Don Camillo e Peppone diventano le voci narranti del film, interpretando gli avvenimenti da prospettive spesso opposte.

Per il regista i due personaggi rappresentano le due parti dell'anima di Guareschi: destra e sinistra, punti di vista differenti che finiscono per osservare lo stesso uomo e la stessa Italia. Le loro voci sono affidate a Claudio Lauretta.

È una scelta che permette alla fiction di utilizzare lo stesso immaginario creato dallo scrittore per raccontarne la vita.

Il cast con Andrea Roncato, Maurizio Donadoni e Salvatore Striano

Accanto a Giuseppe Zeno e Benedetta Cimatti troviamo Andrea Roncato, che interpreta Primo Augusto Guareschi, padre dello scrittore.

Maurizio Donadoni veste invece i panni di Angelo Rizzoli, mentre Salvatore Striano interpreta il produttore cinematografico Peppino Amato. Nel cast figurano anche Andrea Gherpelli, Rita Bosello, Claude William Jan, Alessandro Bianchi, Jerry Mastrodomenico e Massimo Scola.

Una fiction girata nei luoghi di Guareschi

Anche i luoghi hanno un ruolo centrale.

Il film è stato interamente girato in Emilia-Romagna, attraversando Bagnolo in Piano, Brescello, Castelfranco Emilia, Colorno, Coltaro, Guastalla, Luzzara, Mezzano Rondani, Novellara, Polesine Zibello, Poviglio, Reggio Emilia, Sissa Trecasali e Sorbolo Mezzani.

La scelta permette alla storia di tornare nei territori reali che ispirarono l'universo letterario di Guareschi e nei piccoli paesi lungo il Po che diventarono parte fondamentale della sua opera.

Per Porporati la contrapposizione tra il “mondo piccolo” e quello grande diventa anche una scelta visiva: gli ambienti chiusi ospitano maggiormente la dimensione pubblica, politica ed editoriale, mentre gli spazi aperti della Bassa restituiscono la vita privata e la terra di Guareschi. Per sottolineare questa dimensione, il direttore della fotografia Marcello Montarsi ha utilizzato anche lenti anamorfiche.

Una maniera per riportare sullo schermo non soltanto l'autore di Don Camillo e Peppone, ma l'uomo che c'era prima e dietro quei personaggi.

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Scritto da Betty Barletta Redattrice TV e spettacolo

Caporedattore di Lifestyleblog.it. Adoro il mondo del Lifestyle