Europei 2032, la lista degli stadi e delle città candidate dalla Figc
Sono 16 gli impianti in corsa in 13 città, ma l'Italia ne porterà solo cinque: entro il 30 settembre i dossier idonei partono per la Uefa.
Sedici stadi, tredici città e cinque posti disponibili. È questa la partita che l'Italia sta giocando in vista degli Europei 2032, organizzati insieme alla Turchia. Entro il 30 settembre 2026 la Figc trasmetterà alla Uefa i dossier degli impianti ritenuti idonei: il termine fissato da Nyon è il 1° ottobre e la Federcalcio ha già escluso qualsiasi rinvio.
Il torneo si giocherà tra giugno e luglio 2032. La Uefa lo ha assegnato a Italia e Turchia il 10 ottobre 2023, con cinque stadi per ciascun Paese.
Le 13 città e i 16 stadi candidati
Le candidature sono arrivate alla Figc entro il 31 luglio. Le città sono più degli stadi del dossier originario del 2023, che ne contava dieci: nel frattempo si sono aggiunte Palermo, Lecce e Salerno. Roma e Napoli, poi, hanno presentato più di un progetto.
Città | Stadio candidato |
|---|---|
Bari | San Nicola |
Bologna | Renato Dall'Ara |
Cagliari | Nuovo stadio |
Firenze | Artemio Franchi |
Genova | Luigi Ferraris |
Lecce | Via del Mare |
Milano | San Siro (progetto del nuovo stadio di Inter e Milan) |
Napoli | Diego Armando Maradona |
Napoli | Nuovo stadio proposto dal presidente Aurelio De Laurentiis |
Palermo | Renzo Barbera |
Roma | Olimpico |
Roma | Nuovo stadio della Roma a Pietralata |
Roma | Flaminio |
Salerno | Arechi |
Torino | Allianz Stadium |
Verona | Marcantonio Bentegodi |
Solo Torino è già in regola
Tra i sedici impianti, l'unico che oggi rispetta tutti i requisiti Uefa è l'Allianz Stadium della Juventus. Tutti gli altri dipendono da lavori di ristrutturazione o da cantieri ancora da aprire. Per questo la scelta si baserà sulle garanzie scritte nei dossier: autorizzazioni, coperture finanziarie, tempi di realizzazione e capacità di gestire l'evento. Il nome della città, da solo, non basta.
Secondo le ricostruzioni della stampa sportiva, Olimpico, nuovo stadio di Milano e Franchi di Firenze sono i progetti più avanti. Roma ha giocato su due tavoli, candidando sia l'Olimpico sia il nuovo impianto giallorosso. Il 28 settembre è arrivato il via libera al progetto di Pietralata: il club punta a posare la prima pietra a marzo 2027 e ad aprire lo stadio tra il 2029 e il 2030.
Il grande assente: lo stadio di Udine
Nell'elenco manca uno degli stadi più moderni d'Italia. Il Bluenergy Stadium di Udine, l'ex Friuli, è di proprietà dell'Udinese ed è stato ristrutturato da cima a fondo nel 2016. È uno dei pochi impianti italiani che non avrebbe bisogno di ruspe. Eppure Figc e Governo lo hanno lasciato fuori dalla lista dei sedici, e con lui anche il Mapei Stadium di Reggio Emilia, altro stadio di proprietà privata.
Il motivo sta tutto in un numero. La Uefa chiede almeno 30.000 posti, mentre lo stadio friulano si ferma intorno ai 25.000. Il paradosso è evidente: quasi tutte le città in corsa devono ristrutturare o costruire da zero per arrivare agli standard europei, mentre Udine ha già l'impianto pronto ma le mancano qualche migliaio di seggiolini. L'Udinese aveva preparato un progetto di ampliamento, che prevede di chiudere gli spazi tra il grande arco e le due curve. Secondo la stampa locale costerebbe circa 10 milioni di euro e richiederebbe sei mesi di lavori, ma non è entrato nel piano degli interventi. Così per il Nordest resta in corsa soltanto Verona con il Bentegodi.
Come funziona la selezione
Il percorso l'ha spiegato la Figc al termine dell'ultimo Consiglio federale, dopo la relazione del presidente Giovanni Malagò: "La Uefa svolgerà le necessarie verifiche di conformità dei dossier e successivamente la Federazione procederà alla scelta delle cinque sedi ospitanti".
Le tappe sono tre:
- 30 settembre 2026: la Figc invia alla Uefa i dossier degli stadi giudicati idonei;
- 1° ottobre 2026: scade il termine Uefa per la consegna, senza proroghe;
- dopo le verifiche Uefa: la Federcalcio sceglie le cinque sedi, più eventuali riserve.
Una data per l'annuncio finale non è stata ancora fissata.
Perché conviene esserci anche senza essere scelti
Entrare nella lista vale già qualcosa. Gli stadi candidati possono accedere ai fondi pubblici previsti dalla legge sugli stadi, con la priorità riservata ai cinque impianti selezionati. Secondo le stime di Calcio e Finanza, per ciascuno di questi il contributo potrebbe aggirarsi tra i 25 e i 30 milioni di euro.
Il ritardo italiano sull'impiantistica resta il nodo. Dal 2000 a oggi in Italia gli stadi nuovi o ristrutturati sono appena sei, contro i 226 del resto d'Europa, sempre secondo un'analisi di Calcio e Finanza.
Domande frequenti
Quali sono gli stadi candidati per gli Europei 2032 in Italia?
Gli stadi candidati sono 16 in 13 città: San Nicola (Bari), Dall'Ara (Bologna), nuovo stadio di Cagliari, Franchi (Firenze), Ferraris (Genova), Via del Mare (Lecce), San Siro (Milano), Maradona e un nuovo stadio (Napoli), Barbera (Palermo), Olimpico, Pietralata e Flaminio (Roma), Arechi (Salerno), Allianz Stadium (Torino) e Bentegodi (Verona).
Quanti stadi italiani ospiteranno gli Europei 2032?
L'Italia ospiterà gli Europei 2032 in cinque stadi, come la Turchia, che organizza il torneo insieme all'Italia. La Figc sceglierà le cinque sedi tra gli impianti candidati dopo le verifiche di conformità della Uefa, e potrà indicare anche alcuni stadi di riserva.
Quando si sapranno le cinque sedi italiane di Euro 2032?
La data non è ancora ufficiale. La Figc consegna alla Uefa i dossier degli stadi idonei entro il 30 settembre 2026, con termine ultimo al 1° ottobre. Dopo le verifiche tecniche della Uefa, la Federcalcio annuncerà le cinque città ospitanti.
Perché lo stadio di Udine non è tra i candidati a Euro 2032?
Il Bluenergy Stadium di Udine, ristrutturato nel 2016 e tra i più moderni d'Italia, è stato escluso per la capienza. La Uefa chiede almeno 30.000 posti per le partite degli Europei, mentre lo stadio dell'Udinese ne ha circa 25.000. Il progetto di ampliamento del club non è entrato nel piano degli interventi.