Cos'è lo share televisivo e come si calcola

Lo share è la percentuale di telespettatori che guardano un programma rispetto a tutti quelli che in quel momento hanno la televisione accesa. Lo misura l'Auditel attraverso un campione di 16.100 famiglie e circa 41.000 individui. È il numero più citato della televisione italiana, e anche il più frainteso: lo stesso 20% può corrispondere a pubblici molto diversi.

Cos'è lo share televisivo e come si calcola
Foto di Piotr Cichosz / Unsplash
B di • martedì 22 settembre 2026 • 5 min di lettura

Ogni mattina, poco prima delle dieci, esce un numero che decide carriere, palinsesti e contratti pubblicitari. È lo share, e compare in quasi ogni articolo sui programmi tv. Eppure pochi sanno esattamente cosa misura, e ancora meno sanno perché due share identici possono raccontare successi molto diversi.

Cos'è lo share

Lo share è il rapporto percentuale tra il numero medio di spettatori che guardano un programma e il totale delle persone che nello stesso momento stanno guardando la televisione, su qualunque canale.

Non misura quante persone in Italia hanno visto un programma. Misura quale fetta della torta si è preso quel programma, all'interno del pubblico che in quel momento era davanti allo schermo.

La formula

Il calcolo è semplice:

Share (%) = ascolto medio del programma ÷ totale dei telespettatori nella stessa fascia × 100

Un esempio rende tutto concreto. Se in una certa fascia oraria ci sono 20 milioni di persone davanti alla televisione e un programma ne raccoglie in media 4 milioni, il suo share è del 20%.

Ascolto medio e share non sono la stessa cosa

Qui nasce la gran parte della confusione. I due numeri che accompagnano ogni dato di ascolto misurano cose diverse.

L'ascolto medio è il numero medio di spettatori che hanno seguito il programma, calcolato minuto per minuto lungo tutta la sua durata. È un valore assoluto, espresso in persone.

Lo share è invece un valore relativo, una percentuale. Da solo non dice quante persone hanno visto la trasmissione: dice quanto quella trasmissione ha pesato sul pubblico disponibile in quel momento.

C'è poi un terzo dato, i contatti, che indica quante persone diverse si sono sintonizzate sul programma anche solo per un breve intervallo. È il numero più alto dei tre, perché conta anche chi è passato per pochi istanti facendo zapping.

Perché lo share può ingannare

È il punto che vale la pena capire, perché cambia il modo di leggere qualsiasi dato di ascolto.

Lo share dipende da quante persone guardano la televisione in quel momento, e quel totale cambia moltissimo. In pieno inverno, in prima serata, il pubblico complessivo davanti allo schermo è molto più ampio che in una sera d'agosto.

Il risultato è controintuitivo. Un programma estivo può ottenere uno share alto con pochi spettatori, semplicemente perché la concorrenza è debole e la platea ridotta. Un programma invernale può ottenere uno share più basso raccogliendo molte più persone.

Lo stesso vale per le fasce orarie. Uno share del 20% al mattino e uno del 20% in prima serata rappresentano platee completamente diverse, perché al mattino il totale di chi guarda la tv è molto più piccolo.

Per questo il confronto corretto è sempre tra programmi nella stessa fascia e nello stesso periodo. Confrontare lo share di un pomeriggio d'estate con quello di una prima serata di gennaio non ha significato.

Chi misura gli ascolti: l'Auditel

In Italia gli ascolti televisivi sono rilevati dall'Auditel, società nata a Milano il 3 luglio 1984. La rilevazione vera e propria è cominciata il 7 dicembre 1986, e da allora i suoi dati sono diventati il metro del successo e dell'insuccesso delle trasmissioni.

Come funziona la rilevazione

Il sistema si basa su un campione, chiamato SuperPanel, composto da 16.100 famiglie scelte per rappresentare l'intera popolazione italiana nelle sue caratteristiche geografiche, demografiche e socioculturali.

Nelle case di queste famiglie è installato il Meter, un'apparecchiatura che riconosce automaticamente il canale sintonizzato attraverso l'audio-matching, cioè confrontando l'audio che esce dal televisore con quello dei canali trasmessi. Il sistema conta 30.540 Meter, che registrano le scelte di circa 41.000 individui.

Ogni componente della famiglia segnala la propria presenza davanti allo schermo con un telecomando dedicato, e il sistema rileva anche gli ospiti eventualmente presenti. L'ascolto viene registrato minuto per minuto, su tutti i canali, per ogni televisore in funzione.

Dato che il campione è una porzione della popolazione, ogni individuo viene "pesato" con un fattore di espansione, un sistema di ponderazione che permette di ricavare stime valide per l'intero Paese.

Quando escono i dati

I dati del giorno precedente vengono resi pubblici ogni mattina, poco prima delle 10. È il momento in cui escono gli ascolti che finiscono nei titoli dei giornali.

Nel conteggio rientrano anche i programmi registrati e rivisti fino a sette giorni dopo la messa in onda.

La Total Audience e lo streaming

Il modo di guardare la televisione è cambiato, e anche la misurazione. Oggi Auditel affianca al sistema del campione un secondo sistema, di tipo censuario, che rileva gli ascolti in streaming direttamente nei player delle piattaforme attraverso un software dedicato, e non su un campione.

La somma dei due, campionario e censuario, dà la Total Audience, il dato che restituisce il quadro più completo dei consumi su televisore, smart tv, computer, tablet e smartphone.

Per chi legge i dati il messaggio è uno: lo share del mattino e il pubblico complessivo di un programma non sono più la stessa cosa. Una parte crescente degli spettatori guarda in differita o in streaming, e sfugge alla fotografia della prima serata.

Domande frequenti

Cos'è lo share televisivo?

È il rapporto percentuale tra il numero medio di spettatori di un programma e il totale delle persone che, nello stesso momento, stanno guardando la televisione su qualunque canale. Indica quale fetta del pubblico disponibile ha scelto quel programma.

Come si calcola lo share?

Si divide l'ascolto medio del programma per il totale dei telespettatori nella stessa fascia oraria e si moltiplica per cento. Con 20 milioni di persone davanti alla tv e 4 milioni di spettatori medi, lo share è del 20%.

Qual è la differenza tra share e ascolto medio?

L'ascolto medio è un numero assoluto, cioè quante persone in media hanno seguito il programma. Lo share è una percentuale relativa al pubblico complessivo di quel momento. Uno share alto non significa necessariamente molti spettatori.

Chi misura gli ascolti in Italia?

L'Auditel, attraverso un campione di 16.100 famiglie rappresentative della popolazione italiana, dotate di apparecchi chiamati Meter che registrano l'ascolto minuto per minuto. La rilevazione è iniziata il 7 dicembre 1986.

A che ora escono i dati di ascolto?

I dati del giorno precedente vengono pubblicati ogni mattina poco prima delle 10. Includono anche i programmi registrati e rivisti fino a sette giorni dopo la trasmissione.

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Scritto da Betty Barletta Redattrice TV e spettacolo

Caporedattore di Lifestyleblog.it. Adoro il mondo del Lifestyle