Chiara Galiazzo ritrova le sue canzoni in “Nuova Luce”: nell’EP anche il duetto con Ermal Meta
Chiara Galiazzo torna a guardare al proprio repertorio da una prospettiva diversa. Il 18 settembre esce “Nuova Luce”, EP digitale che trasforma sei brani della sua carriera attraverso l'incontro tra quartetto d'archi ed elettronica. Tra questi anche “Straordinario”, che undici anni dopo Sanremo diventa per la prima volta un duetto con Ermal Meta. Da novembre il progetto arriverà anche nei teatri italiani.
Non è una raccolta e neppure una semplice operazione celebrativa. Con “Nuova Luce”, in uscita venerdì 18 settembre 2026 per Altafonte Italia, Chiara Galiazzo torna su alcune delle canzoni che hanno segnato il suo percorso per immaginare come potrebbero suonare oggi.
Sei brani provenienti da momenti differenti della sua carriera vengono completamente riletti attraverso una formula che mette insieme quartetto d'archi ed elettronica. Da una parte la componente acustica e organica degli strumenti, dall'altra texture contemporanee e atmosfere più intime e cinematografiche.
Il progetto porta la firma di Alessandro Galdieri, produttore, arrangiatore e direttore musicale dell'intero lavoro, e rappresenta anche l'anticipazione del nuovo tour teatrale che partirà a novembre.
“Straordinario” diventa un duetto con Ermal Meta
La sorpresa più significativa dell'EP riguarda “Straordinario”, uno dei brani maggiormente legati alla storia sanremese di Chiara.
La cantante lo presentò al Festival di Sanremo 2015. A scriverlo furono Ermal Meta e Gianni Pollex e proprio Meta entra adesso nella nuova versione del brano, trasformandolo per la prima volta in un duetto.
A undici anni di distanza da quel Festival, autore e interprete si ritrovano quindi sulla stessa canzone.
È un incontro che assume un significato particolare all'interno di un progetto costruito proprio sull'idea di osservare il passato con una sensibilità nuova: “Straordinario” non viene semplicemente riproposta, ma diventa il punto d'incontro tra due percorsi artistici che nel 2015 si erano incrociati attraverso la scrittura del brano.
Da “Due respiri” a “Nessun posto è casa mia”: le sei canzoni scelte
La tracklist di “Nuova Luce” attraversa diversi album e differenti fasi della carriera di Chiara Galiazzo.
Non poteva mancare “Due respiri”, la canzone che accompagnò la sua affermazione dopo la vittoria di X Factor nel 2012. Scritta da Eros Ramazzotti, Luca Chiaravalli e Saverio Grandi, è uno dei brani che più immediatamente vengono associati alla cantante.
Chiara negli anni ne ha suggerito anche una lettura personale: oltre al rapporto profondo tra due persone raccontato dalla canzone, quei “due respiri” possono rappresentare anche il suo rapporto con la musica, percepita come una presenza indispensabile.
Da Un posto nel mondo del 2013 torna invece “Cuore nero”, scritta da Neffa e rimasta nel tempo una presenza importante nelle scalette dal vivo.
Il repertorio sanremese è rappresentato anche da “Nessun posto è casa mia”, presentata al Festival nel 2017 e inserita nell'omonimo album prodotto da Mauro Pagani. Scritta da Niccolò Verrienti e Carlo Verrienti, ruota attorno a un'idea di casa che supera il semplice spazio fisico per diventare qualcosa legato soprattutto alle persone e agli affetti.
Anche “Bonsai” trova una nuova dimensione
Due brani arrivano invece da “Bonsai”, album pubblicato nel 2020.
Il primo è “L'ultima canzone del Mondo”, scritta da Chiara insieme a Mahmoud e Katoo. Il pezzo nasce anche dall'esperienza vissuta dall'artista in Islanda e affronta il tema del cambiamento climatico.
Il secondo è “Bambola Daruma”, firmato dalla stessa Chiara con Danti e Katoo. Il riferimento è alla tradizionale bambola giapponese Daruma, associata alla perseveranza e alla capacità di rialzarsi dopo una caduta.
Completano così “Nuova Luce” sei canzoni che non appartengono a un unico periodo, ma disegnano un percorso che parte dall'esordio e attraversa gli album pubblicati negli anni successivi.
Il filo conduttore diventa la nuova veste musicale: archi ed elettronica cambiano l'ambiente sonoro nel quale quelle melodie e la voce di Chiara vengono collocate.
“Nuova Luce” diventa un tour nei teatri
L'EP è soltanto la prima parte del progetto. Da novembre la stessa idea arriverà dal vivo con “Nuova Luce – il tour nei teatri”, organizzato da IMARTS – International Music And Arts.
Anche sul palco le canzoni saranno ripensate attraverso il dialogo tra quartetto d'archi e sonorità elettroniche.
Il debutto è fissato per il 20 novembre al Teatro Corte di Coriano, seguito il 23 novembre dal Teatro Manzoni di Milano e il 27 novembre dal Teatro Corso di Mestre. A dicembre il tour proseguirà il 9 al Teatro Nuovo di Ferrara e il 17 all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma.
I biglietti sono già disponibili in prevendita attraverso TicketOne e i circuiti abituali.
Una nuova fase dopo oltre dieci anni di musica
“Nuova Luce” arriva in un momento nel quale Chiara può ormai guardare a più di un decennio di carriera e scegliere quali canzoni continuano a rappresentarla.
Dalla vittoria di X Factor nel 2012 sono arrivati quattro album in studio e tre partecipazioni al Festival di Sanremo, nel 2013, 2015 e 2017, oltre alle collaborazioni con diversi protagonisti della musica italiana.
Il nuovo EP non cerca però di raccontare quella storia seguendo semplicemente l'ordine cronologico. La scelta è quasi opposta: prendere sei canzoni già conosciute, smontarne l'abito sonoro e verificare cosa possano ancora raccontare nel 2026.
E proprio il ritorno di “Straordinario” insieme a Ermal Meta, undici anni dopo Sanremo, sintetizza bene il senso dell'operazione: non cancellare ciò che è stato, ma provare a illuminarlo diversamente.
Tracklist “Nuova Luce”
- Cuore nero
- L'ultima canzone del Mondo
- Straordinario – con Ermal Meta
- Bambola Daruma
- Due respiri
- Nessun posto è casa mia
Date “Nuova Luce – il tour nei teatri”
20 novembre – Coriano (RN), Teatro Corte
23 novembre – Milano, Teatro Manzoni
27 novembre – Mestre (VE), Teatro Corso
9 dicembre – Ferrara, Teatro Nuovo
17 dicembre – Roma, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone