Venezia 83, cosa aspettarsi dal Lido: cinque italiani in gara, l’ultimo Bertolucci e una sola regista in concorso

30 Agosto 2026 di 5 min di lettura
Festival del Cinema di Venezia (Depositphotos)
Festival del Cinema di Venezia (Depositphotos)

Si apre mercoledì 2 settembre con Danny Boyle e il Leone alla carriera a George Clooney. Ma le storie più interessanti stanno altrove: il ritorno di Moretti dopo quarantacinque anni, una sceneggiatura postuma e un dato sulla presenza femminile che ha riaperto il dibattito.

L’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica comincia mercoledì e si chiude sabato 12 settembre. Venti film in concorso, tutti in prima mondiale, ottantotto lungometraggi nella selezione ufficiale, un direttore artistico, Alberto Barbera, che l’ha presentata definendo il cinema uno strumento di conoscenza del reale.

Al di là della formula, questa edizione ha alcune caratteristiche che vale la pena conoscere prima che il Lido si riempia.

Chi apre e chi premia

La serata inaugurale del 2 settembre, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, è affidata a INK di Danny Boyle, che al Lido non aveva mai portato un film. È un biopic sul giornalismo: racconta come nel 1969 Rupert Murdoch e Larry Lamb trasformarono il Sun nel quotidiano più venduto al mondo. Nel cast Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy.

Nella stessa giornata George Clooney riceve il Leone d’oro alla carriera. Il secondo va a Ellen Burstyn.

La giuria è presieduta da Maggie Gyllenhaal, affiancata da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnny To. Le cerimonie di apertura e chiusura sono condotte da Greta Scarano e Nicolas Maupas.

Il dato che ha fatto discutere

Fra i venti film in concorso, uno solo è diretto da una donna: la danese May el-Toukhy con “Woman Unknown”.

È un numero che ha riaperto il dibattito sulla presenza femminile nelle selezioni dei grandi festival internazionali, e che stona con il fatto che la giuria sia presieduta da una regista. Non è una polemica costruita a tavolino: è un rapporto di uno a venti.

Cinque italiani a caccia di un premio che manca dal 2013

Su venti titoli in gara, cinque sono italiani. È la presenza più consistente da anni, e arriva dopo un’edizione di Cannes che aveva lasciato pochissimo spazio al nostro cinema.

Succederà questa notte di Nanni Moretti. È il ritorno più atteso, e sulla distanza temporale conviene fare una precisazione che diverse ricostruzioni si perdono. Moretti torna in concorso a Venezia quarantacinque anni dopo “Sogni d’oro” del 1981: “Palombella rossa”, nel 1989, fu presentato al Lido come proiezione speciale della Settimana della Critica, non in competizione. È il suo quindicesimo lungometraggio di finzione ed è tratto ancora una volta da un’opera di Eshkol Nevo, dopo “Tre piani”. Nel cast Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro, Elena Lietti e lo stesso regista.

The Echo Chamber di Andrea Pallaoro. È forse la curiosità più forte dell’intera selezione: il film nasce dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci, insieme a Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi. Nel cast Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon.

Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, che torna in concorso diciotto anni dopo “Birdwatchers”, con una storia legata alla memoria della dittatura argentina.

Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis.

L’estranea di Paolo Strippoli, thriller psicologico con Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi.

Il contesto rende la posta più alta del solito: un Leone d’oro italiano manca dal 2013, quando lo vinse “Sacro GRA”.

I nomi internazionali

In concorso si contano Werner Herzog, Hirokazu Kore-eda, Tsukamoto Shin’ya, Lee Chang-dong, Martin McDonagh, Casey Affleck e Florian Zeller.

Fra i titoli più discussi alla vigilia c’è Primetime di Lance Oppenheim, con Robert Pattinson, che ricostruisce la nascita del programma televisivo americano “To Catch a Predator”, ideato per smascherare persone sospettate di adescare minori online.

E c’è Bucking Fastard di Werner Herzog, ritorno alla finzione dopo sette anni, con Kate e Rooney Mara insieme sullo schermo per la prima volta, Orlando Bloom e Domhnall Gleeson.

Sul red carpet sono attesi, fra gli altri, Penélope Cruz, Javier Bardem, John Malkovich, Dakota Johnson, Alicia Vikander e Susan Sarandon.

Quello che manca

C’è un’assenza che gli addetti ai lavori hanno notato subito: i grandi studios hollywoodiani. La presenza americana è più contenuta del solito, in continuità con quanto già visto a Cannes questa primavera.

Non significa un’edizione più povera. Significa un’edizione più spostata sul cinema d’autore e sulle coproduzioni internazionali, con meno anteprime pensate per il botteghino.

Paradossalmente, il peso del festival in ottica Oscar cresce: i recenti cambiamenti al regolamento dell’Academy rendono il passaggio veneziano più rilevante di prima nella corsa alle statuette.

Fuori concorso, dove spesso si trova il meglio

Nessun dolore di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, non è in gara per il Leone d’oro. Stessa collocazione per Scherzetto di Mario Martone, girato quasi interamente in interni a Napoli, con Toni Servillo nei panni di un illustratore solitario alle prese con il nipotino.

Fra i documentari il più chiacchierato è Oasis: Don’t Look Back in Anger, sulla reunion di Liam e Noel Gallagher, che contiene la loro prima intervista congiunta.

E c’è una novità di formato: Peccato, mockumentary in sei episodi diretto da Valerio Vestoso e scritto con Emanuela Fanelli, è l’unica serie televisiva del programma.

Una curiosità sul manifesto

L’immagine dell’edizione 2026 è firmata da Manuele Fior, fumettista e illustratore, che aveva già realizzato quella dell’anno precedente. Raffigura fenicotteri rosa illuminati da un faro cinematografico, in volo sulla laguna.

Domande frequenti

Quando si svolge la Mostra del Cinema di Venezia 2026? Dal 2 al 12 settembre 2026 al Lido di Venezia. La premiazione è sabato 12.

Chi presiede la giuria? Maggie Gyllenhaal, attrice, sceneggiatrice e regista statunitense.

Quali sono i film italiani in concorso? Succederà questa notte di Nanni Moretti, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, L’estranea di Paolo Strippoli e Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis.

Chi riceve il Leone d’oro alla carriera? George Clooney ed Ellen Burstyn.

Qual è il film di apertura? INK di Danny Boyle, in concorso, sulla nascita del Sun di Rupert Murdoch.

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Caporedattore di Lifestyleblog.it. Adoro il mondo del Lifestyle

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