Giochi del Mediterraneo, la Puglia si prende la scena: quattro stadi, 26 Paesi e la squadra più giovane del torneo

Taranto 2026 è entrata nel vivo. Tra Lecce, Brindisi, Francavilla Fontana e Taranto si gioca il torneo di calcio, con una Nazionale di sedicenni che all’esordio ha pareggiato 1-1 con un’Albania di quattro anni più vecchia. E l’impiantistica pugliese, dice il presidente della FIGC, fa invidia alle grandi città europee.
Per una volta la Puglia non è lo sfondo di un evento: ne è il centro. I XX Giochi del Mediterraneo, aperti il 21 agosto con la cerimonia allo stadio Erasmo Iacovone di Taranto davanti al presidente della Repubblica e alla presidente del Consiglio, hanno portato oltre quattromila atleti da 26 Paesi in una manifestazione che tocca 33 discipline e si estende su un pezzo consistente della regione.
Il torneo di calcio maschile, in particolare, è distribuito su quattro impianti: lo Iacovone di Taranto, il Via del Mare di Lecce, il Franco Fanuzzi di Brindisi e il Giovanni Paolo II di Francavilla Fontana. Una scelta logistica che ha un effetto collaterale evidente e non banale: porta partite internazionali in città che raramente ne ospitano, e distribuisce l’indotto su un’area larga invece di concentrarlo in un solo capoluogo.
Un’Italia di sedicenni contro avversari nati nel 2005
La prima partita degli Azzurrini, sabato 22 agosto al Via del Mare di Lecce davanti a circa tremila spettatori, si è chiusa sull’1-1 contro l’Albania. Ma il risultato racconta poco senza il dato che lo accompagna.
La Nazionale allenata da Daniele Franceschini si presenta al torneo con un’età media di 16,9 anni: nei diciotto convocati sono tutti classe 2009, con l’eccezione di due 2010. Di fronte c’era un’Albania costruita su ragazzi nati nel 2005 e nel 2006. È lo scarto anagrafico più ampio dell’intero torneo maschile, e in quella fascia d’età tre o quattro anni non sono un dettaglio statistico: sono centimetri, chili, minuti di tenuta nel finale.
Gli Azzurrini sono comunque andati sotto solo in pieno recupero del primo tempo, con Marinaj, per poi pareggiare al 56′ con Casagrande. Nella ripresa hanno costruito molto senza trovare il gol del sorpasso.
In tribuna c’erano il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e il presidente del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC Vito Tisci.
Malagò: la migliore cerimonia di sempre, ora servono gestione e competenza
Il presidente della FIGC Giovanni Malagò, presente a Taranto, ha speso parole nette sulla manifestazione: ha definito quella pugliese la migliore cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo alla quale abbia assistito e ha descritto l’impiantistica di Taranto 2026 come straordinaria, sostenendo che quelle strutture farebbero invidia alle grandi città italiane ed europee.
Il passaggio più interessante, però, riguarda il dopo. Malagò ha messo l’accento sul futuro degli impianti — pensati anche in ottica multidisciplinare — sottolineando che meritano gestione, attenzione, professionalità e competenza. Che è, tradotto, il vero nodo di ogni grande evento sportivo ospitato da un territorio: non la settimana delle gare, ma i dieci anni successivi.
Sul fronte sportivo, il presidente federale ha ricordato che la Nazionale maschile impegnata a Taranto è composta in parte dal gruppo campione d’Europa con l’Under 17 e si affaccia ai Giochi come la squadra più giovane della competizione, mentre la selezione femminile è formata da ragazze classe 2009. A entrambe ha rivolto l’invito a godersi un evento destinato a restare nella loro memoria sportiva e personale.
Perché Taranto 2026 conta per la Puglia
Ci sono almeno tre ragioni per cui vale la pena seguire questa manifestazione anche fuori dalle pagine sportive.
La prima è infrastrutturale. I Giochi hanno portato a Taranto e provincia impianti nuovi o rigenerati — dallo Stadio del Nuoto Torre d’Ayala agli interventi sui campi di gara — in una città che negli ultimi vent’anni è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso la vicenda dell’ex Ilva. Sono strutture che restano, con tutto quello che questo comporta in termini di responsabilità gestionale.
La seconda è reputazionale. Una manifestazione internazionale ospitata in quattro città pugliesi, con delegazioni da 26 Paesi tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente, produce esposizione mediatica difficile da comprare altrimenti — e la produce fuori stagione turistica alta, in una finestra di fine agosto.
La terza è generazionale. Le due Nazionali italiane di calcio in gara sono composte da ragazzi e ragazze nati nel 2009: per molti di loro questa è la prima competizione internazionale della carriera, giocata davanti a un pubblico di casa. È il tipo di esperienza che, a distanza di anni, i calciatori raccontano come punto di partenza.
Il programma del calcio azzurro
Torneo maschile — gruppo B
- Lunedì 24 agosto, ore 21, Brindisi (stadio Franco Fanuzzi): Italia-Algeria
- Mercoledì 26 agosto, ore 21, Taranto (stadio Erasmo Iacovone): Kosovo-Italia
Le semifinali si giocano venerdì 28 agosto a Taranto, alle 10.30 e alle 21. Domenica 30 agosto le finali: bronzo alle 10, oro alle 19. Passano il turno le prime due di ciascuno dei due gironi.
Dopo la prima giornata il gruppo B vede l’Algeria a quota 3 punti, Italia e Albania a 1, il Kosovo a 0. Gli Azzurrini arrivano a questa edizione da vicecampioni in carica, dopo l’argento di Orano 2022; la Francia, detentrice del titolo, non partecipa.
I Giochi proseguono fino al 3 settembre.
