Cambiare operatore telefonico senza perdere il numero: come funziona la portabilità

Non serve mandare la disdetta al vecchio gestore, non si paga nulla per il trasferimento e il numero resta lo stesso. Servono però il codice giusto e un po’ di attenzione ai dettagli, perché è lì che si blocca la maggior parte delle pratiche.
La portabilità è un diritto e non un favore che l’operatore concede. Chiunque abbia un numero italiano, fisso o mobile, può portarlo con sé cambiando gestore quante volte vuole, senza pagare nulla per il trasferimento in sé.
Eppure ogni anno migliaia di pratiche si arenano. Quasi mai per motivi tecnici: quasi sempre per una cifra sbagliata, un dato anagrafico che non coincide o una fattura rimasta aperta.
Ecco come funziona davvero, e dove si sbaglia.
La regola che risolve metà dei problemi: non chiamare il vecchio operatore
L’errore più comune è disdire prima. Non va fatto.
La procedura la avvia sempre il nuovo gestore, che in gergo tecnico si chiama recipient. Basta sottoscrivere l’offerta scelta indicando che si vuole mantenere il proprio numero: sarà il nuovo operatore a inoltrare la richiesta al vecchio, il donating, e a gestire tutto il passaggio. Al termine della migrazione il contratto precedente si risolve in automatico.
Se si manda la disdetta per conto proprio, il rischio è di ritrovarsi senza linea prima che la nuova sia attiva, e di perdere il numero.
Il codice che serve, e dove trovarlo
Qui la differenza fra mobile e fisso è netta.
Per il cellulare serve l’ICCID, il codice identificativo della SIM: diciannove cifre che in Italia cominciano con 8939. Si trova stampato sul retro della tessera plastificata della SIM. Su iPhone, senza estrarre nulla, è in Impostazioni, Generali, Info. Per le eSIM è indicato nel documento riepilogativo consegnato insieme al QR code, oppure nell’area personale del gestore.
Per la linea fissa serve invece il codice di migrazione, un codice alfanumerico che gli operatori sono obbligati a stampare su ogni bolletta. Se non si trova, si può chiedere al servizio clienti o recuperarlo dall’area riservata. Non ha scadenza: si può richiedere oggi e usarlo fra un mese.
Un consiglio pratico: copiarlo e ricopiarlo a mano è il modo migliore per sbagliare. Meglio uno screenshot o un copia e incolla.
Quanto tempo ci vuole
Sui tempi le fonti divergono parecchio, e vale la pena dirlo invece di dare una cifra secca.
Sul mobile la procedura è rapida: nella pratica la maggior parte dei trasferimenti si chiude in ventiquattro o quarantotto ore. L’AGCOM, sul proprio sito, fissa come riferimento il termine di due giorni lavorativi, superato il quale scatta il diritto all’indennizzo.
Sul fisso i tempi si allungano e dipendono dalla tecnologia. Per una linea in fibra mista rame si parla in genere di sette-dieci giorni lavorativi, per una fibra fino a casa di dieci-quindici, con l’eventuale intervento di un tecnico che allunga i tempi.
Attenzione al conteggio, perché è la fonte di gran parte dei malintesi: si contano i giorni lavorativi, sabato, domenica e festivi esclusi. Una richiesta inserita venerdì pomeriggio comincia a essere lavorata lunedì. Per chi aspetta sono passati cinque giorni di calendario, per la norma il termine è rispettato. Se si può scegliere, conviene far partire la pratica a inizio settimana.
Quanto costa
Il trasferimento del numero è gratuito per legge. Il vecchio operatore non può addebitare nulla che sia legato specificamente alla portabilità.
Restano invece dovuti, se previsti dal contratto: il costo di attivazione della nuova SIM o della nuova linea, le rate residue di uno smartphone o di un modem acquistato a rate, e gli eventuali costi di recesso anticipato se si è ancora in vincolo contrattuale. Sono voci diverse dalla portabilità, ed è bene leggere le condizioni prima di firmare.
Perché una pratica si blocca
Le cause ricorrenti sono sempre le stesse:
- un errore di battitura nel codice ICCID o nel codice di migrazione, anche di una sola cifra;
- dati anagrafici che non coincidono fra vecchio e nuovo operatore, per esempio un indirizzo aggiornato solo da una parte o un contratto ancora intestato a un familiare;
- fatture insolute con il gestore di provenienza, che possono sospendere il passaggio;
- una SIM già scaduta o disattivata.
Nel frattempo il servizio non si interrompe. Sul mobile il nuovo operatore assegna in genere un numero provvisorio, che viene sostituito da quello definitivo al momento del passaggio effettivo. Sul fisso la vecchia linea resta attiva fino alla commutazione, con un’interruzione che di norma si misura in minuti o in poche ore.
Se il passaggio va per le lunghe
Qui c’è un diritto che in pochi conoscono. Sul proprio sito l’AGCOM indica che, in caso di ritardo superiore a due giorni lavorativi nella portabilità del numero mobile, il cliente può ottenere su richiesta un indennizzo stabilito dall’operatore e comunque non inferiore a 2,50 euro per ogni giorno di ritardo. Il riferimento è la delibera 147/11/CIR, in vigore dal 1 gennaio 2013.
Va detto che sulle cifre e sui termini esatti le fonti secondarie riportano numeri diversi fra loro, e che il quadro degli indennizzi è stato aggiornato negli anni: prima di quantificare conviene verificare le condizioni del proprio contratto e la pagina dedicata sul sito dell’Autorità, perché in alcuni casi gli indennizzi contrattuali sono più favorevoli di quelli minimi previsti dalla regolamentazione.
Un’avvertenza segnalata dalle associazioni dei consumatori merita attenzione. Quando il cliente si lamenta, capita che il servizio clienti proponga giga extra, sconti in fattura o bonus. Accettare quella proposta, anche solo confermandola al telefono o via SMS, significa in genere chiudere la questione: si rinuncia formalmente a chiedere un indennizzo in denaro. Prima di dire sì, vale la pena fare due conti.
Se la trattativa con l’operatore non porta a nulla, resta la conciliazione tramite ConciliaWeb, la piattaforma dell’AGCOM per le controversie con i gestori di telecomunicazioni.
Domande frequenti
Devo disdire il contratto con il vecchio operatore? No. Ci pensa il nuovo gestore, e al termine della migrazione il vecchio contratto si risolve automaticamente. Mandare una disdetta autonoma può far perdere il numero.
La portabilità si paga? No, il trasferimento del numero è gratuito. Possono restare dovuti costi di attivazione, rate residue di dispositivi o penali di recesso anticipato, che sono cose diverse.
Posso cambiare operatore se sono ancora in vincolo? Sì, ma il contratto può prevedere costi di recesso anticipato o il pagamento delle rate residue del telefono. Vanno verificate le condizioni prima di procedere.
Resto senza telefono durante il passaggio? Sul mobile il nuovo operatore assegna in genere un numero provvisorio fino al trasferimento. Sul fisso l’interruzione è di norma di pochi minuti o poche ore.
Il codice di migrazione scade? No. Si può richiedere e utilizzare anche in un secondo momento.
