La Spagna è campione del mondo 2026: Ferran Torres piega l’Argentina ai supplementari, seconda stella 16 anni dopo
La Spagna è campione del mondo per la seconda volta nella sua storia: al MetLife Stadium di East Rutherford batte 1-0 ai tempi supplementari l’Argentina detentrice del titolo, con un gol di Ferran Torres al 106′ su sponda di Nico Williams. Sedici anni dopo Johannesburg, la Roja di Luis de la Fuente sale sul tetto del mondo da campione d’Europa in carica, come la generazione dorata del 2008-2012, e diventa la prima nazionale a vincere due Mondiali nel Ventunesimo secolo. Finisce in lacrime, e senza lieto fine, l’ultima partita mondiale di Lionel Messi: come Maradona, sconfitto in finale quattro anni dopo aver alzato la Coppa.
Una finale dominata, decisa come nel 2010: da un subentrato oltre il 90′
La finale del primo Mondiale a 48 squadre, arbitrata dallo sloveno Slavko Vincic in un pomeriggio torrido del New Jersey, davanti a uno stadio esaurito e con Donald Trump in tribuna, ricalca il copione del 2010: la Spagna comanda il gioco dal primo all’ultimo minuto, l’avversaria resiste oltre i regolamentari, e a decidere è un subentrato — allora Iniesta, stavolta Ferran Torres.
Il primo squillo è di Lamine Yamal al 5′, con un sinistro deviato da Lisandro Martínez che quasi beffa il Dibu; poi la partita si fa fisica e spezzettata, con la Roja a palleggiare e l’Albiceleste chiusa a protezione della propria area. Al 39′ ci prova Oyarzabal dal limite, poi Cucurella sfiora il palo. Scaloni, che aveva sorpreso rilanciando Nico González accanto a Messi e Julián Álvarez, perde Lisandro Martínez per infortunio al 44′ (dentro Otamendi): il primo tempo si chiude sullo 0-0, con l’Argentina aggrappata al suo portiere.
L’episodio che indirizza la notte: il rosso a Enzo Fernández
Nella ripresa la Spagna alza il pressing e mette alle corde i campioni in carica: il Dibu Martínez para quasi tutto e tiene a galla i suoi oltre ogni aspettativa, mentre De la Fuente pesca dalla panchina Ferran Torres e Pedri al 62′, poi Merino e Nico Williams al 75′. Un gol di Ferran viene annullato per fuorigioco confermato dal VAR, e dopo tre minuti di recupero si va ai supplementari sullo 0-0.
Al 93′ l’episodio che cambia la notte: Enzo Fernández, già ammonito, entra duro su Cubarsí e si prende il secondo giallo. L’Argentina resta in dieci per tutta la mezz’ora extra e si consegna a una difesa a oltranza che regge fino al 106′: azione manovrata, Nico Williams fa la torre di testa e Ferran Torres, a tu per tu col Dibu, non sbaglia. È il primo gol nel torneo dell’attaccante del Barcellona, il più pesante della sua vita.
Il finale è un assedio disperato dell’Albiceleste, che paradossalmente trova il suo primo tiro in porta al 120′: Cubarsí devia in angolo un cross velenoso di Messi al 119′, Giuliano Simeone spara alto da sette metri al 122′. Al triplice fischio di Vincic, la Spagna è campione del mondo.
Una Roja da leggenda: Rodri Pallone d’Oro, Simón e Cubarsí premiati
Il trionfo ha tanti volti. Rodri è il Pallone d’Oro del Mondiale ed entra in un club esclusivo: campione del mondo, vincitore del Pallone d’Oro e della Champions League. Unai Simón, un solo gol subito in tutto il torneo e ottavo clean sheet in finale, è il miglior portiere dell’edizione, un premio soffiato proprio al Dibu che l’aveva vinto nel 2022. Pau Cubarsí, decisivo anche nel finale dei supplementari, è il miglior giovane. E poi c’è la dimensione storica: la Spagna è campione del mondo e d’Europa in carica, proprio come la generazione capace di vincere Euro 2008, il Mondiale 2010 ed Euro 2012 — e i campioni di allora erano in tribuna a celebrare i loro eredi. Per De la Fuente il ciclo è completo: Europeo, Nations League, Mondiale.
L’ultimo atto di Messi: la leggenda non vale la seconda stella
Dall’altra parte c’è la fine di un’epoca. Lionel Messi, 39 anni, chiude la sua carriera ai Mondiali con una sconfitta in finale e le lacrime alla premiazione, senza premi individuali e con un destino che ricalca quello di Maradona, battuto in finale nel 1990 quattro anni dopo il trionfo dell’86. Il numero 10 è stato l’ultimo ad arrendersi, ma l’Argentina, che aveva vinto tutte e sette le partite fino alla finale, non è mai riuscita a costruire una vera occasione fino al forcing finale. Niente da fare anche per la Scarpa d’Oro: senza gol nella finale, Messi chiude a 8 reti e lascia il titolo di capocannoniere a Kylian Mbappé (10), che si conferma anche miglior marcatore della storia dei Mondiali con 22 gol contro i 21 dell’argentino.
Curiosità da red carpet per la serata: nell’half-time show della finale, sul palco Laura Pausini con Robbie Williams, e in tribuna Madonna scortata da Ronaldo e Ronaldinho.
Il tabellino di Spagna-Argentina 1-0 (d.t.s.)
Spagna (4-2-3-1): Unai Simón; Porro, Laporte (99′ Eric García), Cubarsí, Cucurella; Rodri (99′ Zubimendi), Fabian Ruiz (62′ Pedri); Lamine Yamal, Olmo (75′ Merino), Baena (75′ Nico Williams); Oyarzabal (62′ Ferran Torres). Ct: De la Fuente. Argentina (4-4-2): E. Martínez; Montiel (58′ Molina), Romero (70′ Medina), L. Martínez (44′ Otamendi), Tagliafico; De Paul (70′ Simeone), Enzo Fernández, Mac Allister, Nico González (45′ Paredes); Messi, Julián Álvarez (102′ Senesi). Ct: Scaloni. Marcatori: 106′ Ferran Torres. Ammoniti: L. Martínez, Paredes, Mac Allister (A). Espulso: 93′ Enzo Fernández (A) per doppia ammonizione. Arbitro: Slavko Vincic (Slovenia).
FAQ
Chi ha vinto i Mondiali 2026? La Spagna, che ha battuto 1-0 l’Argentina ai tempi supplementari nella finale del MetLife Stadium con un gol di Ferran Torres al 106′. È il secondo titolo dopo il 2010.
Chi ha vinto il Pallone d’Oro del Mondiale? Rodri, premiato come miglior giocatore del torneo. Unai Simón è il miglior portiere, Pau Cubarsí il miglior giovane.
Chi è il capocannoniere dei Mondiali 2026? Kylian Mbappé con 10 gol, davanti a Messi (8): il francese è anche il nuovo miglior marcatore della storia dei Mondiali con 22 reti.
Perché l’Argentina è rimasta in dieci? Per l’espulsione di Enzo Fernández al 93′, doppia ammonizione dopo un intervento su Cubarsí.
