Nazionale, il punto: Pirlo si sfila, Maldini e Leonardo lasciano dopo 16 giorni. Oggi il consiglio federale decide il nuovo ct

28 Luglio 2026 di 5 min di lettura
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Tutto da rifare, di nuovo. Il progetto azzurro presentato appena una settimana fa è naufragato in 48 ore: Andrea Pirlo ha annunciato di non essere più candidato alla panchina della Nazionale dopo la bufera sui suoi rapporti commerciali con il provider russo di scommesse, e a stretto giro Paolo Maldini e Leonardo — che quel nome lo avevano proposto — hanno firmato la risoluzione consensuale con la FIGC, chiudendo la loro avventura da direttore tecnico e advisor dopo appena 16 giorni. Oggi, martedì 28 luglio, alle 12 il consiglio federale è chiamato a dare le risposte: in cima alla lista dei candidati ct circolano i nomi di Mancini, Conte, Thiago Motta, Palladino e Pioli, con l’esordio contro il Belgio fissato per il 25 settembre che si avvicina.


La giornata che ha demolito il progetto: Pirlo si chiama fuori

Pirlo (Depositphotos)
Pirlo (Depositphotos)

Il lunedì del caos azzurro si è aperto con l’annuncio dello stesso Pirlo, che sui social ha certificato la propria uscita di scena dichiarando di non essere più candidato alla panchina della Nazionale. Una resa arrivata dopo giorni di polemiche, anche politiche, per il suo ruolo di ambassador di una piattaforma russa di scommesse e per il contratto con lo United FC di Dubai: la FIGC, come ha riconosciuto il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Abete al termine della riunione delle componenti, non era a conoscenza di quelle attività quando la scelta era stata fatta — un dettaglio che pesa sulla ricostruzione di tutta la vicenda.

Pirlo era il nome indicato da Maldini e Leonardo dopo il tentativo, fallito, di portare Guardiola in azzurro. E la sua bocciatura ha trascinato con sé l’intero progetto.

Maldini e Leonardo, addio lampo: risoluzione firmata dopo 16 giorni

La seconda scossa è arrivata in serata: Maldini e Leonardo hanno comunicato al presidente federale Malagò la decisione di lasciare i rispettivi incarichi e hanno firmato la risoluzione consensuale del contratto con la FIGC. Si chiude così, dopo appena 16 giorni dalla nomina dell’11 luglio, l’avventura dei due dirigenti chiamati a rilanciare il progetto tecnico della Nazionale — un progetto presentato ufficialmente in Lega Calcio appena una settimana fa e naufragato con la candidatura del suo primo tassello. Maldini, del resto, aveva blindato Pirlo nei giorni scorsi, non escludendo il passo indietro in caso di mancata nomina: è andata esattamente così.

Lo scontro istituzionale: Abodi attacca, Malagò replica

Sul caos sportivo si è innestato il duello istituzionale. Il ministro dello Sport Abodi ha criticato apertamente la gestione della pratica da parte della FIGC, parlando di una brutta figura da recuperare; il presidente federale Malagò ha replicato a distanza, rimandando al mittente la responsabilità dell’immagine compromessa. Nel mezzo, una giornata di incontri fiume a Roma: l’assemblea con i dilettanti, la riunione dalle 18 con tutte le componenti del calcio italiano — Serie A, B e C, giocatori, allenatori e arbitri — e l’uscita di scena serale da una porta secondaria, senza dichiarazioni. Il presidente ha comunque ammesso che si sta lavorando tra mille complessità, trattandosi di una vera trasformazione, e ha rinviato ogni annuncio a oggi.

Oggi alle 12 il consiglio federale: la rosa dei candidati

Le risposte sono attese dal consiglio federale convocato per mezzogiorno, al termine del quale Malagò parlerà pubblicamente. La caccia al nuovo commissario tecnico è un rebus con diversi nomi sul tavolo: Roberto Mancini e Antonio Conte sono i profili più esperti e ingombranti, Thiago Motta — su cui il presidente non si è sbilanciato né in un senso né nell’altro — e Raffaele Palladino le opzioni più giovani, con Stefano Pioli e Silvio Baldini citati tra le ipotesi da alcune ricostruzioni. Il presidente degli allenatori Ulivieri ha ricordato che, come da statuto, la scelta finale spetta al presidente federale, spendendo comunque parole di stima per la preparazione tecnica dello stesso Pirlo.

Cosa c’è in gioco: il tempo stringe verso il 25 settembre

Il paradosso è tutto nel calendario: la Nazionale che ha appena vissuto la terza esclusione mondiale consecutiva — un’estate passata a guardare gli altri alzare la Coppa — doveva ripartire con un progetto nuovo e si ritrova senza ct, senza direttore tecnico e senza advisor a meno di due mesi dall’esordio stagionale, fissato per il 25 settembre a Roma contro il Belgio. La ricostruzione del calcio azzurro, promessa dopo la notte di Zenica, riparte oggi da via Allegri: con la consapevolezza che stavolta non sono ammessi altri passi falsi.

FAQ

Perché Pirlo non sarà il ct della Nazionale? Si è chiamato fuori lui stesso, annunciando sui social di non essere più candidato, dopo la bufera sul suo ruolo di ambassador di una piattaforma russa di scommesse: attività che la FIGC, per ammissione delle sue stesse componenti, non conosceva al momento della scelta.

Perché Maldini e Leonardo si sono dimessi? Avevano proposto e blindato la candidatura di Pirlo: dopo la sua bocciatura hanno comunicato l’addio a Malagò e firmato la risoluzione consensuale, chiudendo l’incarico dopo appena 16 giorni dalla nomina dell’11 luglio.

Chi sono i candidati alla panchina azzurra? I nomi che circolano sono quelli di Mancini, Conte, Thiago Motta, Palladino e Pioli: la decisione è attesa dal consiglio federale di oggi, martedì 28 luglio, convocato per le 12.

Quando esordisce la nuova Nazionale? Il 25 settembre a Roma contro il Belgio: meno di due mesi per ricostruire l’intera struttura tecnica azzurra.

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Dalla Puglia con furore. Appassionato di calcio e sport, ma anche di tutto il mondo del Lifestyle.

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