Keanu Reeves e i Dogstar alla Fiera del Levante: a Bari l’unica data al Sud del tour di “All In Now”

13 Luglio 2026 di 4 min di lettura
Keanu Reeves e i Dogstar alla Fiera del Levante: a Bari l'unica data al Sud del tour di "All In Now"

Domenica 12 luglio l’Arena del Levante ha ospitato i Dogstar, il trio californiano nato nel 1991 in cui la star di Matrix e John Wick suona il basso. Per Bari l’unica tappa nel Sud Italia del tour europeo che accompagna “All In Now”, il quarto album della band, uscito il 29 maggio e prodotto da Nick Launay. Una storia lunga trentacinque anni che il clamore hollywoodiano tende, ingiustamente, a coprire. FOTO STEFANO LISCO

BARI – Trentacinque anni fa, in una Los Angeles piena di band che nascevano nei garage, un attore che stava per diventare una delle facce più riconoscibili del pianeta incontrava un altro attore dietro un bancone di supermercato. Il primo suonava il basso, il secondo la batteria. Da lì sono nati i Dogstar, ed è una storia che quasi nessuno racconta: perché quando al basso c’è Keanu Reeves, la curiosità arriva sempre prima della musica.

Domenica 12 luglio quella storia è passata da Bari, all’Arena del Levante, per l’unica tappa del tour nel Sud Italia.

Un’esclusiva per tutto il Sud

La tappa barese di domenica 12 luglio era l’unica prevista in tutto il Sud Italia. Il tour europeo del trio ha toccato l’Italia in quattro date: sabato 11 luglio la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, domenica 12 Bari, poi il Pordenone Blues & Co. Festival il 14 e il Teatro Arcimboldi di Milano il 15.

All’Arena del Levante — l’area 47 della Fiera, davanti all’ingresso Edilizia — i cancelli si sono aperti alle 19, con il live partito alle 21. Un appuntamento che si inserisce nel cartellone estivo curato da Bass Culture, che quest’anno porta al quartiere fieristico ventitré concerti da giugno a settembre.

“All In Now”, il disco della maturità ritrovata

I Dogstar sono arrivati a Bari per presentare “All In Now”, il loro quarto album in studio, pubblicato il 29 maggio 2026 dalla loro etichetta Dillon Street Records. Un disco importante nella traiettoria della band, perché è il primo a dimostrare che il ritorno del 2023 — dopo oltre vent’anni di silenzio — non era un fuoco di paglia nostalgico.

Dietro il suono c’è la firma di Nick Launay, produttore con un curriculum che dice molto sulla direzione presa: Nick Cave and the Bad Seeds, Yeah Yeah Yeahs, Idles, Amyl and the Sniffers. Un nome che significa chitarre sporche al punto giusto e zero levigature da studio. Lo stesso Launay ha raccontato di essersi divertito moltissimo con Bret Domrose, Robert Mailhouse e Keanu Reeves, descrivendo il lavoro in studio come passione pura e nessun compromesso.

Le dodici tracce del disco — dall’apertura di “Math” alla chiusura di “Wing”, passando per la title track, “Exalted”, “Joy” e quella “The Whisper” che è forse il picco emotivo dell’album — sono la materia prima che la band sta portando in giro per l’Europa.

Il concept del tour, nelle parole della band

Il tour “All In Now” ha un’impostazione dichiarata: brani nuovi e repertorio storico mescolati senza gerarchie, senza effetti superflui, con tre musicisti che si ascoltano e si rispondono. È così che la band stessa lo ha presentato, e già in fase di annuncio i Dogstar avevano fatto sapere di voler provare dal vivo anche qualche brano inedito.

È una linea che dice qualcosa. Una band con un frontman-celebrità avrebbe mille ragioni per costruirsi attorno uno spettacolo; i Dogstar dichiarano di voler fare l’opposto. Il riferimento resta un alternative rock californiano con le radici nei Novanta — l’epoca in cui la radio suonava chitarre — ma con l’attitudine più affilata che il lavoro di Launay ha portato in studio.

Trentacinque anni in tre atti

Vale la pena ricordare da dove arrivano, perché la storia è più lunga di quanto il clamore hollywoodiano suggerisca.

I Dogstar nascono nel 1991 nella scena rock californiana, dall’incontro tra Keanu Reeves e l’attore-batterista Robert Mailhouse. Negli anni Novanta aprono i concerti di Bon Jovi e David Bowie, arrivano a Glastonbury, pubblicano l’EP “Quattro Formaggi” (1996), poi gli album “Our Little Visionary” (1996) e “Happy Ending” (2000). Nel 2002 l’ultimo concerto in Giappone e lo scioglimento.

Il ritorno arriva nel 2023, con “Somewhere Between the Power Lines and Palm Trees” e il debutto dal vivo al BottleRock Napa Valley. Da lì un’attività live sempre più fitta tra Stati Uniti ed Europa, fino al disco di quest’anno.

Come ha detto Domrose, l’album precedente è sembrato il biglietto d’ingresso a una festa: ora ci sono arrivati, tutti e tre insieme. E a giudicare dalla scelta di attraversare l’Europa in piena estate — Bari compresa — sembra che non abbiano intenzione di andarsene presto.

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La redazione di Lifestyleblog.it

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