Maturità 2026, le tracce della prima prova: Pavese e Brancati per l’analisi del testo, Saragat per il tema storico

18 Giugno 2026 Aggiornato: 19 Giugno 2026 di 7 min di lettura
Esami di maturità
di mediaphotos di Getty Images Signature via canva.com

Alle 8:30 di stamattina, giovedì 18 giugno 2026, oltre mezzo milione di studenti si è seduto ai banchi d’esame in tutta Italia per affrontare la prima prova della maturità. Il tema di italiano — uguale per tutti, indipendentemente dall’indirizzo scolastico — ha aperto ufficialmente la sessione degli esami 2026. Sono 527.747 i candidati che quest’anno affrontano la maturità, un numero in leggera crescita rispetto all’anno precedente. Il toto-tracce, che ha animato settimane di previsioni e analisi, si è chiuso nel momento in cui le commissioni hanno aperto i plichi telematici. Ecco cosa è uscito.

Come è strutturata la prima prova del 2026

Le tracce sono comuni a tutti gli indirizzi di studio e sono in tutto sette, divise in tre tipologie diverse: due analisi del testo (uno poetico e l’altro in prosa), tre di testo argomentativo e due temi di attualità. Una struttura consolidata, che il Ministero dell’Istruzione e del Merito ripropone invariata da anni. I candidati hanno sei ore di tempo per svolgere una delle sette tracce ministeriali, suddivise tra analisi del testo (Tipologia A), testo argomentativo (Tipologia B) e tema d’attualità (Tipologia C).

Il voto massimo ottenibile nella prima prova è 20. Lo stesso vale per la seconda prova e per l’esame orale. Per essere promossi alla maturità è necessario raggiungere una valutazione complessiva di almeno 60/100, sommando i voti delle prove (fino a 60 punti) e i crediti scolastici accumulati nel triennio (fino a 40 punti). Va detto che quest’anno l’esame porta anche alcune novità significative sul versante dell’orale, di cui si parlerà più avanti.

Tipologia A: Pavese e Brancati per l’analisi del testo

Sono Cesare Pavese e Vitaliano Brancati i due autori scelti dal MIM per l’analisi del testo della prima prova della maturità 2026. Una coppia che ha sorpreso in parte, almeno per quanto riguarda Brancati, rimasto ai margini delle previsioni della vigilia. Pavese, invece, era tra i nomi più attesi.

Per la poesia (A1) è uscita Passerò per piazza di Spagna di Cesare Pavese, lirica scritta nel 1950 e poi inclusa nella raccolta Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, pubblicata postuma nel 1951. Si tratta di una poesia sull’amore non ricambiato per l’attrice statunitense Constance Dowling, tormento degli ultimi mesi di vita dell’autore. Per la prosa (A2), un brano tratto da I piaceri di Vitaliano Brancati, il diario in cui lo scrittore siciliano raccolse meditazioni, fantasie e ricordi. Due autori del Novecento italiano, due stili profondamente diversi, entrambi capaci di interrogare il lettore su aspetti essenziali dell’esperienza umana.

Tipologia B: dalla Costituente alla scienza, fino ai confini

Il testo argomentativo, come da regolamento, comprende obbligatoriamente una traccia di ambito storico. La traccia B1 porta i maturandi al cuore della storia istituzionale italiana: al centro c’è il discorso di insediamento di Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente, pronunciato nella seduta del 26 giugno 1946. Agli studenti viene chiesto di confrontarsi con il momento in cui l’Italia, lasciandosi alle spalle le sofferenze della guerra, si apprestava a scrivere le regole della sua nuova convivenza democratica, ragionando sulla democrazia non come semplice meccanismo istituzionale ma come relazione tra persone.

La seconda proposta della stessa tipologia (B2) è tratta da Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire di Piero Bianucci (Zanichelli, 2008), divulgatore scientifico e giornalista. Il testo verte sulla creatività scientifica: agli studenti viene chiesto perché, secondo l’autore, le storie scientifiche facciano leva sulla sorpresa e sul colpo di scena, e quale funzione abbia la creatività in relazione alle scoperte. Un tema che chiama i candidati a ragionare sul metodo scientifico e sull’intuizione come motore della conoscenza.

Per la terza traccia argomentativa (B3), il Ministero ha scelto un brano del professor Frank Furedi, tratto da I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere. Furedi è professore emerito di sociologia all’università del Kent e i suoi studi si sono concentrati sulla sociologia della conoscenza e dell’educazione, sul ruolo della paura e dell’incertezza, nonché sulle guerre culturali nelle società occidentali. Un testo attualissimo, in un’epoca in cui la parola “confini” — geografici, culturali, digitali — è tornata al centro del dibattito globale.

Tipologia C: la fatica e l’incanto come temi di attualità

I due temi di attualità di quest’anno giocano su una polarità interessante: da un lato la fatica, dall’altro la meraviglia. Per la traccia C2, il focus si sposta su un valore concreto e generazionale, il concetto di “fatica”. La bussola per la riflessione degli studenti è rappresentata dalle pagine di Mario Calabresi, tratte dal suo libro Alzarsi all’alba (Mondadori, 2025).

La traccia C1 porta invece sui banchi d’esame il concetto di “incanto”. Lo spunto arriva da un articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann (Die Zeit), intitolato Funziona a meraviglia e pubblicato sulla rivista Internazionale nel gennaio 2026. Partendo dal racconto di un’aurora boreale, il testo si interroga sulla capacità dell’uomo di continuare a provare stupore di fronte ai fenomeni naturali. Una domanda semplice in apparenza, ma tutt’altro che banale per chi vive immerso negli schermi.

Il filo conduttore della maturità 2026

Guardando l’insieme delle sette tracce, emerge una coerenza di fondo. Non c’è solo verifica linguistica, ma educazione alla cittadinanza, alla complessità, alla responsabilità personale. Letteratura, Costituzione, scienza, generazioni, meraviglia e fatica compongono una maturità centrata su identità, conoscenza e futuro. Il MIM ha scelto autori e testi capaci di attraversare decenni e discipline diverse, senza cedere alla facile attualità dei trend.

Del resto, il toto-tracce della vigilia aveva puntato forte su intelligenza artificiale, anniversari letterari (da Pirandello a D’Annunzio) e soprattutto sugli 80 anni dalla nascita della Repubblica e dal referendum istituzionale. Proprio quest’ultima previsione è in parte soddisfatta dalla traccia su Saragat e la Costituente, mentre le ipotesi più gettonate sul fronte letterario non si sono materializzate.

Le novità dell’esame 2026

La prima prova non è l’unico elemento di novità di questa sessione. I cambiamenti principali riguardano soprattutto il colloquio orale, che diventa un requisito indispensabile per conseguire la promozione finale: chi rifiuta di sostenerlo o fa “scena muta” va incontro alla bocciatura. Si riduce inoltre a quattro il numero delle discipline coinvolte nell’orale. Cambia anche la modalità di svolgimento: non si partirà più da uno spunto proposto dalla commissione, ma i candidati dovranno presentare una breve riflessione sul proprio percorso scolastico e personale.

Più snelle anche le commissioni, che da quest’anno passano da sette a cinque membri: due commissari interni, due esterni e un presidente esterno. Scendono infine da 5 a 3 i punti bonus a disposizione della commissione, sbloccabili solo per chi arriva ad almeno 90 punti.

Domani, venerdì 19 giugno, toccherà alla seconda prova scritta, quella disciplinare: Latino al Liceo classico, Matematica al Liceo scientifico, Scienze umane al Liceo delle Scienze umane, Economia aziendale per gli Istituti Tecnici del settore economico. A differenza del tema di italiano, uguale per tutti a livello nazionale, le tracce del secondo scritto variano a seconda degli indirizzi. Per i maturandi, insomma, il lavoro è appena cominciato.

Cosa portare e cosa è vietato in aula

Alla prima prova sono ammessi sia il vocabolario di italiano sia quello bilingue nel caso in cui il candidato non sia di madrelingua italiana, oltre a penne e carta d’identità. Non è ammesso invece il vocabolario dei sinonimi e dei contrari. Sul fronte tecnologico, nessun margine di tolleranza: la nota operativa del Ministero ribadisce il divieto assoluto di utilizzare telefoni cellulari, smartphone e smartwatch di qualsiasi tipo, oltre a dispositivi in grado di consultare file o di inviare e ricevere immagini. La violazione può comportare l’esclusione da tutte le prove d’esame. Una regola che ogni anno si ripete, e che ogni anno qualcuno dimentica.

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Betty Barletta
Scritto da

Caporedattore di Lifestyleblog.it. Adoro il mondo del Lifestyle

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