Quanto costa dormire a Sanremo durante la settimana del Festival 2027

Appena annunciate le date della 77ª edizione (16-20 febbraio 2027), i prezzi degli alloggi sono già alle stelle. Abbiamo simulato una prenotazione per una persona su Booking e Airbnb per l’intera settimana: si va da circa 1.600 euro fino a sfiorare i 60 mila. Ecco cosa abbiamo trovato.

Bastano poche ore. Il tempo di un video su Instagram – quello con cui Stefano De Martino ha svelato le date del suo primo Festival da direttore artistico, dal 16 al 20 febbraio 2027 – e la corsa all’alloggio sanremese è già partita. All’indomani dell’annuncio, una rapida ricerca sulle principali piattaforme di prenotazione racconta una storia che chiunque abbia mai seguito la kermesse conosce bene: trovare un letto a Sanremo nella settimana del Festival costa, e costa parecchio.
Abbiamo provato a metterci nei panni del semplice appassionato che, con quasi nove mesi di anticipo, decide di organizzarsi. Simulazione per una sola persona, date che coprono le serate dell’Ariston. Il risultato è una fotografia eloquente del mercato in queste prime ore.
Gli hotel? Praticamente introvabili
La prima sorpresa riguarda proprio gli alberghi. Nella settimana del Festival, le strutture ricettive tradizionali della città risultano in larghissima parte già non disponibili: camere bloccate, occupate o riservate molto prima che il grande pubblico possa anche solo pensare di prenotare. È una dinamica nota agli addetti ai lavori. Buona parte della disponibilità alberghiera viene assorbita ben in anticipo dalla macchina del Festival: artisti, delegazioni, troupe, discografici, uffici stampa, accreditati e tutto l’indotto professionale che ruota attorno alle cinque serate.
Il risultato è che, per chi cerca un hotel “normale” nei giorni della kermesse, lo spazio si riduce quasi a zero. E quel poco che resta sul mercato si sposta su un altro tipo di offerta: appartamenti, case vacanza, suite e affittacamere. O spostarsi nei comuni limitrofi.
Booking: dai 1.600 ai 60 mila euro per la settimana
Filtrando la ricerca sulla settimana del Festival, dal 14 al 21 febbraio, la piattaforma restituisce circa un centinaio di strutture, quasi tutte appartamenti e case vacanza. Ordinando i risultati dal prezzo più basso, la soluzione più economica per una persona parte da circa 1.611 euro per l’intero soggiorno. Da lì si sale rapidamente: poco sotto i 1.800, poi 2.000, 2.150, 2.280 euro, e via fino a oltre i 3.800 euro per i primi appartamenti vista mare.
Ma è salendo lungo il listino che si capisce la portata del fenomeno: le sistemazioni di fascia alta – attici, ville e appartamenti di pregio vista mare – arrivano a costare diverse decine di migliaia di euro, fino a sfiorare i 60 mila euro per la settimana. Una forbice enorme, dai 1.600 ai 60 mila euro, che racconta meglio di qualsiasi media quanto il Festival incida sul mercato. E c’è un secondo dato, ancora più eloquente, in cima alla pagina: oltre nove strutture su dieci risultano già non disponibili per le date selezionate, con quasi nove mesi di anticipo.
Airbnb: dai 600 ai 3.700 euro, ma il margine si assottiglia
Sul fronte degli affitti brevi tra privati la situazione è leggermente più morbida, ma il trend è lo stesso. Per la settimana del Festival la piattaforma propone oltre centosessanta alloggi nell’area di Sanremo. Le soluzioni più accessibili – un appartamento con vista mare in zona, ad esempio – si trovano attorno ai 600-660 euro per l’intero soggiorno. La fascia più popolata si colloca però tra i 1.500 e i 2.600 euro totali, con diverse case e appartamenti centrali che superano i 3.700 euro.
Anche qui vale la regola del Festival: più ci si avvicina alle date, più le sistemazioni migliori spariscono e i prezzi si irrigidiscono. Quel che oggi sembra un’occasione, tra qualche settimana potrebbe non esistere più.
Perché i prezzi esplodono così in fretta
Il meccanismo è quello classico della domanda che supera enormemente l’offerta in una finestra temporale ristretta. Sanremo è una città di dimensioni contenute, con una capacità ricettiva limitata, che per cinque giorni l’anno diventa il centro mediatico d’Italia. La parte alberghiera viene impegnata con largo anticipo dall’organizzazione e dagli operatori del settore; al pubblico resta soprattutto il mercato degli affitti brevi, dove i proprietari – ben consapevoli del valore di quei giorni – applicano tariffe da evento eccezionale.
La conseguenza è visibile in tempo reale: è bastato l’annuncio delle date per innescare i primi rialzi. Chi vuole vivere il Festival dal vivo, anche solo per godersi l’atmosfera della città, ha di fatto due strade: muoversi con mesi di anticipo oppure mettere in conto una spesa importante.
