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Aria condizionata in auto, i 10 consigli per usarla senza ammalarsi

Aria condizionata auto
(Depositphotos)

Con l’estate alle porte, l’aria condizionata in auto diventa un’alleata indispensabile per affrontare le temperature elevate. Ma usata male può trasformarsi in nemica della salute: mal di gola, torcicollo, congiuntivite, dolori cervicali, sinusite e raffreddore estivo sono i disturbi più frequenti. La regola d’oro è una differenza di temperatura non superiore a 5-7 gradi rispetto all’esterno. Ecco i consigli pratici per sopravvivere ai grandi caldi senza pagare il conto in farmacia. Particolare attenzione va riservata ai viaggi con bambini nel seggiolino e anziani, che soffrono più degli altri gli sbalzi termici

L’estate è alle porte e le temperature italiane già sfiorano i 35 gradi in molte zone del Paese. In auto, l’aria condizionata diventa la salvezza per chi affronta lunghi tragitti, code estive e tratti autostradali sotto il sole cocente. Tuttavia, l’uso scorretto del climatizzatore di bordo può trasformare il viaggio in un calvario sanitario. I medici stimano che ogni estate si registrino oltre 100 mila casi di laringiti e mal di gola provocati dall’uso improprio dell’aria condizionata, una percentuale significativa dei quali è imputabile proprio all’uso del climatizzatore in auto. Vediamo dunque come godersi il fresco del clima dell’auto senza rovinarsi le vacanze.

La regola dei 6 gradi di differenza: il fondamento da non violare mai

Il primo consiglio, il più importante di tutti, riguarda la temperatura interna dell’abitacolo. Gli specialisti otorinolaringoiatri raccomandano una differenza tra interno ed esterno non superiore a 5-7 gradi. Se all’esterno l’auto registra 33 gradi, l’abitacolo non dovrebbe mai scendere sotto i 26-27. Diversamente, lo shock termico dovuto allo sbalzo provoca infiammazione delle mucose di naso e gola, vasocostrizione delle vie respiratorie e riduce le difese immunitarie locali. Il risultato? Mal di gola, raffreddore estivo, mal di testa e talvolta anche febbre transitoria. Una temperatura ideale dell’abitacolo in un viaggio estivo si attesta tra i 22 e i 24 gradi, sufficiente per il comfort senza rischiare.

Le bocchette: mai dirette sul corpo, e attenzione al collo

Il secondo errore più frequente è puntare le bocchette direttamente sul corpo di conducente e passeggeri. Lo fanno tutti, in particolare quando si sale in macchina con la temperatura interna ormai insopportabile. Ma quel getto d’aria fredda sparato in faccia o sulla nuca è il responsabile numero uno del torcicollo estivo. La cervicalgia da aria condizionata in auto è un disturbo molto comune che può trasformare un’intera giornata di lavoro in un tormento. La regola è semplice: orientare le bocchette verso il parabrezza o verso l’alto, mai sul corpo. Il flusso d’aria fredda si distribuisce uniformemente nell’abitacolo per convezione, senza colpire direttamente nessuno.

Spegnere il climatizzatore qualche minuto prima dell’arrivo

Una buona abitudine, raccomandata da medici e da meccanici, è quella di spegnere il climatizzatore qualche minuto prima di arrivare a destinazione. Il motivo è doppio. Da un lato, evita lo shock termico che si verifica quando si esce all’aperto con il sudore della temperatura ambientale: passare da 24°C a 35°C in pochi secondi può essere devastante. Spegnere prima permette al corpo di acclimatarsi gradualmente. Dall’altro lato, lasciare la ventola accesa con il compressore spento permette all’evaporatore di asciugarsi ed evitare la formazione di umidità, muffe e batteri che producono i tipici cattivi odori del climatizzatore.

Non accendere subito al massimo: ventilare prima

Quando si sale in macchina dopo che è rimasta sotto il sole, non accendere subito il climatizzatore al massimo. Il rituale corretto:

Aprire tutti i finestrini per far uscire l’aria torrida accumulata (può superare anche i 60°C all’interno dell’auto parcheggiata al sole)

Mettersi in moto con i finestrini ancora aperti per circa 1-2 minuti, lasciando defluire l’aria calda

Chiudere i finestrini e accendere il climatizzatore a velocità media, impostando la temperatura desiderata gradualmente

In questo modo si riduce lo stress termico iniziale e si fa lavorare meno il climatizzatore. Un’alternativa è utilizzare la funzione di pre-condizionamento con la chiave/app, disponibile sulle auto più moderne (soprattutto elettriche).

Bambini in seggiolino: massima attenzione al flusso

I bambini, specie quelli in seggiolino sui sedili posteriori, sono particolarmente vulnerabili agli sbalzi termici dell’aria condizionata. La loro termoregolazione è meno efficiente di quella degli adulti, le mucose sono più delicate, e spesso le bocchette posteriori sono orientate direttamente verso il volto del piccolo passeggero. Consigli per i viaggi con bambini:

Verificare la posizione delle bocchette: mai dirette sul viso o sul torace del bambino

Vestire il bambino a strati: una maglietta di cotone leggera sotto un’eventuale copertina permette di adattarsi gradualmente alle variazioni di temperatura

Idratare frequentemente: acqua naturale a temperatura ambiente, non fredda, ogni 30-40 minuti

Pause regolari nei viaggi lunghi, per uscire dall’auto e fargli prendere aria all’aperto (preferendo zone d’ombra)

Anziani e soggetti fragili: i più esposti

Anche gli anziani soffrono più degli altri lo sbalzo termico dell’aria condizionata in auto. Riducono progressivamente la loro capacità di termoregolazione e sono più esposti a problemi respiratori, dolori articolari e cervicalgie da freddo. Per loro vale la regola della moderazione: temperatura non troppo bassa, mai esposizione diretta al flusso d’aria, idratazione costante. La stessa attenzione vale per asmatici, allergici e soggetti con patologie respiratorie croniche: il filtro abitacolo deve essere mantenuto pulito e sostituito regolarmente, e prima di lunghi viaggi è consigliabile una sanificazione professionale dell’impianto.

Idratazione: il vero scudo del viaggiatore estivo

L’aria condizionata asciuga le mucose di naso e gola, riducendo le difese naturali contro virus e batteri. La conseguenza più frequente è il classico mal di gola o raffreddore estivo. Per contrastare la disidratazione delle mucose:

Bere costantemente: acqua naturale, magari arricchita con sali minerali nei lunghi viaggi

Evitare bevande ghiacciate: preferire temperatura ambiente o appena fresche

Frutta a portata di mano: mela, banana, anguria a fette aiutano a mantenere l’idratazione e fornire vitamine

Caramelle alla salvia o al miele: aiutano a mantenere idratata la gola e a contrastare la secchezza

Viaggi brevi (sotto i 10 minuti): meglio i finestrini aperti

Per spostamenti molto brevi (sotto i 10 minuti), non accendere affatto il climatizzatore. Le ragioni:

Il sistema non ha il tempo di rinfrescare adeguatamente. Si lavora soltanto e male

Si rischia di entrare e uscire dall’auto subito, con tutto lo stress termico associato

I cattivi odori potrebbero accentuarsi per la formazione di condensa che non riesce ad asciugarsi

Per percorsi cittadini brevi, meglio i finestrini aperti (a basse velocità il consumo di carburante non aumenta significativamente). Alle velocità superiori ai 70-80 km/h, invece, l’aria condizionata diventa più efficiente del finestrino aperto per via dell’aerodinamica.

I sintomi da segnalare: quando andare dal medico

Se al termine di un viaggio estivo notate uno o più di questi sintomi, prendete provvedimenti:

Mal di gola persistente (oltre 48 ore): possibile faringite o laringite

Torcicollo o rigidità cervicale: contrattura muscolare da freddo, da trattare con calore e antinfiammatori

Sintomi influenzali estivi (febbricola, dolori muscolari, rinite): il classico raffreddore da condizionatore

Congiuntivite: bruciore agli occhi, lacrimazione, sensazione di sabbia. Può essere causata dall’aria secca

Sinusite: dolore alla fronte e agli zigomi, naso chiuso, talvolta febbre

Se i sintomi persistono più di 3-4 giorni, vale la pena consultare il medico: in qualche caso si tratta di vere e proprie infezioni virali contratte attraverso la riduzione delle difese immunitarie causata dallo sbalzo termico.

Vestirsi a strati: la pratica che salva i viaggi lunghi

Ultimo consiglio, ma non meno importante: vestirsi a strati quando si affronta un lungo viaggio in auto durante l’estate. Una t-shirt leggera di cotone, una camicia o una felpa sottile da indossare quando l’aria condizionata fa più sentire i suoi effetti. Una sciarpa leggera o un foulard intorno al collo possono prevenire torcicollo e cervicalgia, soprattutto per chi guida e tiene lo sguardo fisso in avanti senza muovere la testa. Sembra banale, ma è uno dei rimedi più efficaci per evitare i tipici malanni estivi e arrivare a destinazione in piena forma.