Argentina-Austria 2-0: Messi nella storia ai mondiali 2026

Argentina-Austria 2-0, al Dallas Stadium di Arlington (Texas): i campioni del mondo si qualificano agli ottavi di finale dei Mondiali 2026 con un turno di anticipo e lo fanno grazie a una doppietta di Lionel Messi, autore di entrambe le reti — al 38′ e al 90’+5. Una partita non semplice, con l’Albiceleste che ha dovuto fare i conti con un rigore fallito dallo stesso Messi al 9′, con un’Austria più organizzata del previsto e con la pressione di una storia che si riscriveva minuto dopo minuto.
La partita: rigore sbagliato, poi il capolavoro del 38′
La gara nasce storta per i campioni in carica. Dopo una revisione al VAR, l’Argentina ottiene un calcio di rigore per un intervento in scivolata di Xaver Schlager e Stefan Posch su Lautaro Martínez in area. Dal dischetto si presenta Messi, che però calcia fuori. Il sinistro angolato manca il bersaglio, e l’Argentina rimane a secco nei primissimi minuti. Dopo il penalty mancato, l’Austria prende fiducia e per qualche minuto riesce a controllare il gioco.
Ma Messi è Messi. La risposta arriva prima dell’intervallo: Medina sfonda sulla sinistra e mette un pallone rasoterra al centro, Almada fa il velo intelligente e al centro dell’area arriva il sinistro del Diez. La rete, un sinistro angolato all’altezza del dischetto, cade al minuto 39. Gol e record, tutto insieme.
Messi nella storia: il gol numero 17 ai mondiali supera Klose
Nell’edizione del 2026, la stella dell’Argentina ha realizzato il suo gol numero 17 in questa competizione, nella seconda partita della fase a gironi contro l’Austria. Un numero che vale la storia: Messi diventa primatista solitario dei bomber della World Cup, staccando il tedesco Miroslav Klose, fermo a 16 centri. Dodici anni dopo il Mondiale brasiliano in cui Klose aveva raggiunto quel record, l’argentino lo supera su quel palcoscenico che da sempre sembra costruito su misura per lui.
Messi festeggia il gol numero 121 con la nazionale e il 942esimo della carriera. I numeri, con lui, sembrano non avere fine. Con questa rete, è andato a segno in sei partite consecutive dei Mondiali: le due disputate nel 2026 contro Algeria e Austria, e le quattro della fase ad eliminazione diretta nella cavalcata trionfale del 2022. Va detto che un’impresa simile, in passato, è riuscita al brasiliano Jairzinho e al francese Fontaine, che però sono stati in grado di segnare in sei partite consecutive nello stesso Mondiale. Messi lo fa attraversando due edizioni diverse: il segno di una longevità semplicemente unica.
Secondo tempo: l’Austria prova a riaprirla, poi Messi chiude i conti
Il secondo tempo racconta di un’Austria che non si arrende. Sabitzer calcia in porta una punizione da posizione quasi laterale, ma il Dibu Martínez è attento e para. Al 68′ arriva un triplo cambio per Rangnick: fuori Alaba, Posch e Wanner, dentro Friedl, Prass e Arnautovic. La nazionale di Vienna ci prova, ma non riesce a sfondare una retroguardia argentina che soffre a tratti senza mai cedere davvero.
Nico González si avvicina al secondo gol, ma il suo tiro viene bloccato da Kevin Danso. Nel finale si accendono i nervi: Konrad Laimer prende giallo per un fallo duro, e Facundo Medina viene ammonito per aver spinto l’austriaco in risposta. L’Argentina gestisce, senza accelerare troppo, ma con la lucidità di chi sa di avere l’avversario in pugno. Nel finale Messi serve Álvarez sulla sinistra, il cui tiro viene parato; Messi recupera il pallone, vede il primo tentativo murato e poi insacca di potenza al centro. Diciottesimo gol ai Mondiali, 2-0 per l’Argentina: partita chiusa.
Cosa cambia nel girone J: Argentina già agli ottavi
L’Albiceleste era arrivata a questa gara dal brillante successo all’esordio contro l’Algeria, firmato dalla tripletta di Messi, mentre la nazionale di Rangnick aveva battuto la Giordania al debutto per 3-1. Con questa vittoria, l’Argentina sale a 6 punti in due partite e stacca con ogni probabilità il biglietto per gli ottavi di finale prima ancora di giocare l’ultima gara del girone.
L’Austria, invece, resta a quota 3 e dovrà vedersela con l’Algeria nell’ultima giornata per strappare il secondo posto. Era la prima volta che le due nazionali si affrontavano in un Mondiale: l’unico precedente in assoluto era un’amichevole del 1980, quando Diego Maradona segnò la sua unica tripletta in nazionale in un 5-1. La storia aveva già scritto un epilogo simile, e questa volta se ne è aggiunta un’altra pagina.
Scaloni e il sistema di gioco che funziona
L’Argentina è scesa in campo ancora con il 4-4-2 di Scaloni, con Lautaro al fianco di Messi in attacco; in difesa spazio per Molina al posto di Montiel sulla destra. Il modulo ha garantito compattezza e verticalità, con Thiago Almada particolarmente ispirato in fase di costruzione — suo il velo che ha liberato Messi sul gol del vantaggio. D’altra parte, la forza di questo Argentina non è solo tattica: è la certezza di avere al centro del gioco un uomo capace di decidere da qualsiasi posizione.
Nel corso della partita, l’Argentina ha guidato per aspettativa di gol, possesso palla, tiri in porta e passaggi riusciti. Un dominio nei numeri che non sempre si è tradotto in una superiorità visibile, ma che alla fine ha fatto la differenza. Dalla sconfitta all’esordio contro l’Arabia Saudita nel 2022, l’Argentina è rimasta imbattuta in sette partite dei Mondiali, tra vittorie e pareggi. La macchina di Scaloni sa soffrire, sa gestire, sa vincere.
Il fattore Messi: che cosa resta di questa partita
C’è un’immagine che sintetizza questa serata meglio di qualsiasi statistica: Messi che sbaglia un rigore davanti a quasi 94.000 spettatori del Dallas Stadium, poi si carica la squadra sulle spalle e mette a referto una doppietta da primato assoluto. Ha superato il muro delle 200 presenze in nazionale, arrivando a quota 201 proprio contro l’Austria. È il goleatore più anziano nella storia dell’Argentina, ma anche il più giovane ad aver segnato in un Mondiale con la stessa maglia.
Il punto è che questi Mondiali sembrano costruiti attorno alla sua storia. Dal 1958, ovvero da quando il francese Just Fontaine segnò 13 reti in una singola edizione, solo in cinque si erano succeduti sul trono dei migliori realizzatori mondiali: Fontaine, il tedesco Gerd Müller con 14 gol, il brasiliano Ronaldo con 15 e Klose. Ora c’è Messi, a 38 anni compiuti, ancora qui a riscrivere i libri di storia. Con due gol già segnati in questa edizione, il conto totale ai Mondiali sale a 18 e non sembra affatto destinato a fermarsi.
