Vacanze in Italia estate 2026: le 10 mete meno conosciute ma da non perdere

14 Maggio 2026 di 7 min di lettura
roseto capo spulico

L’Italia non finisce alle Cinque Terre, a Capri o a Positano. Per chi vuole sfuggire all’overtourism della costiera amalfitana o di Polignano a Mare, il nostro Paese conserva ancora borghi, calette, paesaggi naturali e luoghi storici che restano fuori dai grandi flussi turistici. Dieci destinazioni — dalla Liguria di Tellaro alla Sardegna di Bosa, dalla Basilicata di Castelmezzano alla Calabria di Roseto Capo Spulico — che meritano un viaggio nell’estate 2026.

Negli ultimi anni il turismo italiano è cambiato profondamente. Dopo la pandemia, i flussi internazionali sono tornati a riempire le destinazioni iconiche (Venezia, Firenze, Roma, costiera amalfitana, Cinque Terre, Capri, Polignano a Mare, San Gimignano) al punto da generare problemi di overtourism: prezzi alti, fila per ogni cosa, locali snaturati. Ma l’Italia turisticamente sostenibile esiste ancora, ed è fatta di centinaia di borghi, calette, paesi di montagna, isole minori che pochissimi conoscono fuori dai radar dei grandi tour operator. Ecco dieci destinazioni — non le più scontate — per pianificare un’estate diversa nel 2026.

1. Tellaro (Liguria) — il borgo a picco sul mare che Soldati definì “poesia”

Tellaro è una frazione del Comune di Lerici, in provincia della Spezia, ed è uno dei Borghi più belli d’Italia. Affacciato a picco sul Golfo dei Poeti, dove visse Mario Soldati che lo descrisse come “un sogno fatto di pietra”, il paese conta poche centinaia di abitanti e conserva l’atmosfera dei borghi marinari della Liguria di levante prima del turismo di massa. La leggenda vuole che un polpo gigante abbia suonato le campane della chiesa per salvare il borgo da un’incursione saracena. A pochi chilometri dalle Cinque Terre, ma con un’atmosfera completamente diversa.

2. Castelmezzano (Basilicata) — le Dolomiti lucane e il volo dell’angelo

Tra le Dolomiti Lucane, arroccato a 750 metri d’altezza, Castelmezzano è un borgo di poche centinaia di abitanti che sembra incastrato tra guglie di roccia dolomitica. È collegato al vicino Pietrapertosa dal Volo dell’Angelo, un cavo d’acciaio sospeso che permette di volare da un borgo all’altro a oltre 100 km/h, con un panorama che lascia senza fiato. La Basilicata è la regione italiana che negli ultimi anni si sta scoprendo di più, ma resta nettamente meno frequentata di Puglia e Campania.

3. Civita di Bagnoregio (Lazio) — la “città che muore”

Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, è uno dei luoghi più fotografati d’Italia ma ancora poco visitato come destinazione di soggiorno. Soprannominata “la città che muore” per l’erosione del calanco su cui sorge, è raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale e conta soltanto un piccolo numero di residenti permanenti. Visitarla all’alba o al tramonto, quando i pullman dei turisti giornalieri sono ripartiti, è un’esperienza quasi surreale. A 100 km da Roma, raggiungibile in mezza giornata, è ideale per una vacanza di due-tre giorni nella Tuscia.

4. Filicudi (Isole Eolie) — l’eoliana che ha mantenuto l’autenticità

Le Isole Eolie sono ormai una destinazione affermata, ma tra le sette isole ce ne sono ancora alcune che hanno resistito al turismo di massa. Filicudi è la quarta per dimensione, con appena 250 abitanti permanenti, e mantiene un’autenticità che Lipari e Vulcano hanno in larga parte perso. Vi si arriva con l’aliscafo da Milazzo o da Napoli. Pochi alberghi, qualche b&b, ristoranti familiari, sentieri di lava e calette che si raggiungono solo via mare. Per chi cerca silenzio, mare cristallino e un’idea di Mediterraneo “prima del marketing”.

5. Marzamemi (Sicilia) — il borgo marinaro tra Noto e Pachino

In provincia di Siracusa, Marzamemi è uno dei borghi marinari più belli del Sud-Est siciliano. Caratterizzato dalla famosa Tonnara risalente al Seicento e da una piazza centrale tra le più suggestive dell’isola, è esploso turisticamente negli ultimi cinque anni ma resta più gestibile rispetto a Taormina o Cefalù. Da non perdere il pesce spada appena pescato, i ristoranti sul porto, le serate d’estate al cinema all’aperto nella piazza principale. A pochi chilometri ci sono Noto (capitale del barocco siciliano) e le spiagge della riserva di Vendicari.

6. Sperlonga (Lazio) — il bianco del Tirreno tra Roma e Napoli

A metà strada tra Roma e Napoli, Sperlonga è un borgo bianco arroccato su un promontorio che si tuffa nel Tirreno. La sua particolarità è il colore dei muri: per regolamento comunale, tutte le case del centro storico devono essere bianche calce, creando un effetto visivo unico in Italia che ricorda i villaggi delle Cicladi greche. Le spiagge sono ampie e sabbiose, l’acqua trasparente, il borgo medievale perfettamente conservato. C’è anche un’importante area archeologica con la villa di Tiberio e una grotta che fu un ninfeo imperiale. A meno di due ore da Roma, sorprendentemente meno frequentata di Sabaudia.

7. Bosa (Sardegna) — il borgo colorato della Planargia

Bosa è uno dei pochi borghi della Sardegna a non essere costiero in senso stretto: si trova lungo il fiume Temo, nella regione della Planargia, in provincia di Oristano. La sua particolarità sono le case colorate del quartiere di Sa Costa, che salgono lungo la collina fino al castello dei Malaspina. Sopra il borgo, le concerie storiche dove un tempo si lavorava il cuoio, oggi diventate un museo. La spiaggia di Bosa Marina, a pochi chilometri, è uno dei tratti di costa più selvaggi della Sardegna occidentale. Da raggiungere via auto da Alghero (1 ora) o da Oristano (45 minuti).

8. Roseto Capo Spulico (Calabria) — la perla del Pollino sul mar Ionio

In Calabria, sulla costa ionica della provincia di Cosenza, Roseto Capo Spulico è un borgo dominato dal castello Federiciano che si protende sul mare. La spiaggia ai piedi del castello — la “Cala Faro” — è una mezzaluna di ciottoli bianchissimi con acqua trasparente che ricorda i Caraibi. Il borgo storico, arroccato a 500 metri d’altezza, conserva un’atmosfera medievale. Vicinissimo al Parco Nazionale del Pollino, il più grande d’Italia, è un punto di partenza ideale per escursioni in montagna alternate a giornate al mare. La Calabria è la regione italiana più sottovalutata sul piano turistico.

9. Specchiolla e Torre Guaceto (Puglia) — la riserva tra Brindisi e Ostuni

La Puglia è ormai una destinazione di massa, ma esistono ancora aree protette dove la natura ha la priorità. Torre Guaceto, riserva naturale statale tra Carovigno e Specchiolla in provincia di Brindisi, è una di queste: 8 km di costa incontaminata, dune protette, una torre aragonese del Cinquecento, pinete fitte. La balneazione è regolamentata, le spiagge si raggiungono a piedi o con il trenino della riserva (niente auto). Specchiolla è il paese più vicino, ancora non snaturato dal turismo. Per chi conosce ormai Polignano e Otranto, è il modo per scoprire una Puglia diversa, più autentica.

10. Capalbio (Toscana) — la Maremma riservata

Capalbio, in provincia di Grosseto, è un borgo medievale dell’Argentario alto-toscano che gli intellettuali e gli scrittori romani amano da decenni come rifugio estivo. Conosciuto come la “Saint-Tropez italiana” per la presenza di figure note dello spettacolo e della cultura, in realtà resta un paese vero, con poche case nel borgo storico cinto dalle mura, una piazza con la chiesa romanica, e ulivi tutto intorno. Vicinissimo al Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle, all’oasi WWF del Lago di Burano e alle spiagge di Ansedonia e Lacona. Una destinazione per chi cerca la Maremma più tranquilla, lontano dalle code per i parcheggi di Castiglione della Pescaia.

Quattro consigli per organizzare al meglio un viaggio fuori rotta nel 2026

Per godersi le mete meno conosciute servono alcune accortezze pratiche. Prenotare con largo anticipo — anche se sono “poco frequentate”, molte di queste destinazioni hanno pochissimi posti letto, e in alta stagione (luglio-agosto) si saturano con largo anticipo. Spostarsi in auto — la maggior parte di queste destinazioni è raggiungibile solo in macchina, con strade panoramiche che fanno parte dell’esperienza. Le isole minori (Filicudi) si raggiungono in nave da porti specifici (Milazzo, Napoli). Scegliere giugno o settembre — la “stagione spalla” offre temperature ancora buone, mare caldo e prezzi sensibilmente più bassi rispetto a luglio-agosto. Rispettare i luoghi — molte di queste destinazioni si sono preservate proprio perché ricevono pochi visitatori l’anno. Comportarsi da viaggiatori responsabili è il modo migliore per fare in modo che restino così.

Condividi:
Avatar photo
Scritto da

🌍✈️ Globetrotter | Antonio Verdi 📝 Redattore @ Lifestyleblog.it | Sezione Viaggi 🌐 Esploratore incallito e curatore di itinerari unici. Con una valigia sempre pronta e una penna in mano, viaggio per raccontare storie, scoprire culture e condividere la magia di luoghi sconosciuti. Unisciti a me nel viaggio verso l'ignoto e lasciati ispirare per la tua prossima avventura! 🌟

Vedi tutti gli articoli →