Turismo Puglia 2026, una stagione che cambia pelle: i dati, le sfide, la stretta sugli affitti brevi

La Puglia chiude il 2025 con 6,7 milioni di arrivi e oltre 22 milioni di presenze e affronta la stagione…

R di mercoledì 27 maggio 2026 10 min di lettura
Alberobello

La Puglia chiude il 2025 con 6,7 milioni di arrivi e oltre 22 milioni di presenze e affronta la stagione 2026 con una doppia partita: difendere la crescita davanti all’incertezza geopolitica internazionale e governare il fenomeno degli affitti brevi, che la giunta Decaro ha appena deciso di regolamentare con un disegno di legge approvato il 19 maggio.

Il 2026 è l’anno in cui il turismo italiano smette di essere una questione di luglio e agosto e diventa qualcosa di diverso. Le ultime stime di Demoskopika, contenute nel report “Tourism Forecast 2026” e diffuse da ANSA, parlano di 141,2 milioni di arrivi e 478,6 milioni di presenze complessivi, in crescita rispettivamente del 2,1% e dello 0,4% sul 2025. Numeri da manuale, che però vanno letti dentro un contesto più complesso, con un asterisco grande quanto il mercato statunitense in frenata e una destagionalizzazione che si fa più strutturale anno dopo anno. La Puglia, in questa partita, è uno dei laboratori dove le trasformazioni si vedono prima.

L’Italia verso un anno da record, con qualche asterisco

Il dato più significativo del Tourism Forecast 2026 non è tanto la crescita complessiva, quanto la sua distribuzione. Le presenze concentrate nei mesi tradizionali di giugno-settembre scendono al 56,9% del totale, mentre i mesi primaverili (marzo-maggio) e autunnali (ottobre-novembre) raccolgono ormai quasi il 30% delle preferenze. È un cambio di paradigma: la “stagione” si dilata, le città d’arte attraggono fuori dai picchi estivi e l’industria dell’ospitalità si trova a dover ripensare i propri calendari operativi.

Sul fronte della domanda, Demoskopika prevede una ripresa della componente domestica: quasi 64,8 milioni di italiani (+2,2%) sceglieranno una destinazione del Belpaese, generando oltre 213 milioni di pernottamenti. Gli stranieri, però, restano decisivi: oltre 76 milioni di arrivi attesi, più del 55% delle presenze totali, con una spesa media per soggiorno che nel 2025 si è attestata intorno ai 930 euro a persona.

L’asterisco arriva da Federalberghi. All’ultima assemblea annuale, il presidente Bernabò Bocca ha segnalato un rallentamento delle prenotazioni dall’estero, con il mercato statunitense come segnale più critico. Tra dazi imposti dall’amministrazione Trump e tensioni geopolitiche in Medio Oriente e Ucraina, i turisti nordamericani — fondamentali per il segmento alto-spendente — mostrano segni di esitazione. Non un crollo, ma un campanello che il settore non può ignorare.

Monopoli (Depositphotos)
Monopoli (Depositphotos)

Quando è esploso il turismo in Puglia: tre tappe per capire

Per capire i numeri del 2025, serve un passo indietro. La crescita della Puglia come destinazione internazionale non è figlia del caso, ma di una sequenza di scelte istituzionali e di alcuni momenti simbolici che ne hanno cambiato la percezione globale. Tre tappe, in particolare, segnano il percorso.

Il primo passaggio è culturale. Il 24 agosto 1998 va in scena a Melpignano la prima edizione della Notte della Taranta, nata su iniziativa dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e dell’Istituto “Diego Carpitella”. Quel concerto, che oggi raduna oltre centomila spettatori al Concertone e altrettanti nelle tappe del Festival Itinerante, ha riportato la pizzica e la cultura popolare salentina al centro dell’attenzione nazionale e poi internazionale. Da lì parte il racconto che ancora oggi descrive il Salento.

Il secondo passaggio è di sistema. Tra il 2004 e il 2011 la Regione struttura due strumenti decisivi. La Fondazione Apulia Film Commission, istituita con la legge regionale 6/2004 e operativa dal 2007, in meno di vent’anni ha portato in Puglia oltre 400 produzioni audiovisive, trasformando borghi, masserie e coste in set noti al pubblico mondiale. L’Agenzia Regionale del Turismo Pugliapromozione, istituita con il Decreto del Presidente della Giunta n. 176 del 22 febbraio 2011 in attuazione della LR n. 1/2011, dota la Regione di una DMO con un Destination Management System, un sistema informativo turistico (SIRTur) e una strategia di brand identity. È in questi anni che la Puglia smette di essere “una bella regione” e diventa una destinazione gestita.

Il terzo passaggio è di posizionamento globale. Nel 2010 apre Borgo Egnazia, a Savelletri di Fasano, che nell’ottobre 2012 ospita le nozze tra Justin Timberlake e Jessica Biel — primo grande matrimonio intercontinentale sotto i riflettori del jet set internazionale. Nel 2020 e nel 2021 lo stesso resort accoglie due compleanni di Madonna, e nel giugno 2024 ospita il vertice G7 a presidenza italiana, con i leader mondiali fotografati tra ulivi secolari e architetture in tufo. In quel weekend la Puglia finisce sulle prime pagine di tutto il mondo.

Tre tappe, ventisei anni: la pizzica, la regia istituzionale, il sigillo dei grandi eventi. Da lì, è venuto tutto il resto.

Puglia 2025, la stagione che ha rotto i tetti

Per capire dove va la Puglia nel 2026, bisogna partire da dove è arrivata nel 2025. Alla BIT di Milano, a fine gennaio 2026, l’Osservatorio del Turismo di Pugliapromozione ha presentato un bilancio impressionante: 6,7 milioni di arrivi e oltre 22,7 milioni di presenze, con una crescita rispettivamente del 12,9% e del 10,4% sul 2024. Il dato che colpisce di più riguarda il turismo internazionale, cresciuto del 25,1% negli arrivi e del 22,6% nelle presenze.

Tradotto: la Puglia non è più solo la meta degli italiani, è una destinazione europea a tutti gli effetti. E lo è non perché ha abbassato i prezzi, ma perché ha lavorato per oltre quindici anni sulla propria narrazione, sui borghi, sulle masserie, sulla Valle d’Itria e sul Salento.

Locorotondo - di ValerioMei da Getty Images via canva.com
Locorotondo – di ValerioMei da Getty Images via canva.com

La spalla primaverile e il turismo tutto l’anno

Il vero pivot del modello Puglia non è più l’estate. È la destagionalizzazione. Sempre i dati presentati alla BIT mostrano una crescita del 30% nei flussi di aprile e maggio, un’estate consolidata sul +10% e una sorpresa invernale: a dicembre 2025 le presenze hanno superato le 500mila, trainate da mercatini di Natale, eventi diffusi e destinazioni iconiche come Locorotondo e Alberobello.

Il presidente della Regione Antonio Decaro ha sintetizzato così la prospettiva, parlando di “riequilibrio”: “esiste una Puglia che comincia dove gli occhi dei viaggiatori non sono ancora arrivati. È la Puglia dei cammini, dei monti, dei borghi antichi dove ci si può disconnettere dalla frenesia e sentirsi a casa”. I dati gli danno ragione: accanto ai poli consolidati di Bari e Lecce, crescono Foggia, Taranto, Brindisi e la BAT.

Affitti brevi e overtourism: la stretta della Regione del 19 maggio 2026

La crescita ha un rovescio, e la Regione Puglia ha deciso di guardarlo in faccia. Il 19 maggio 2026 la giunta Decaro ha approvato il disegno di legge “Disposizioni in materia di locazioni turistiche”, che punta a fornire ai Comuni a maggiore densità turistica strumenti concreti per regolare le nuove aperture di alloggi sulle piattaforme di affitto breve.

I numeri spiegano la decisione: in Puglia ci sono 44.883 immobili attivi destinati alla locazione turistica, che nel 2025 hanno generato il 18,7% degli arrivi e il 17,1% delle presenze regionali, in crescita rispettivamente del 27,7% e del 24,8% rispetto al 2024. Una traiettoria che ha avuto effetti positivi sull’economia ma anche conseguenze critiche: caro affitti per i residenti, svuotamento dei centri storici, pressione sul patrimonio urbano.

Il provvedimento, che ora passa al Consiglio regionale, modifica la legge regionale n. 49 del 2017 e introduce — tra l’altro — la presunzione di esercizio in forma imprenditoriale quando alla locazione turistica siano destinati più di due appartamenti per periodo d’imposta, l’obbligo di una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso i clienti e maggiori poteri di controllo per i Comuni. Non un blocco, ha precisato la Regione, ma uno strumento di governo per evitare che il turismo si trasformi “da risorsa sostenibile per le comunità locali a fattore di pressione critica sul patrimonio urbano”.

Le incognite della stagione estiva 2026 in Puglia

Sul medio termine, la Puglia mostra segnali contrastanti. Da un lato, il presidente di Federalberghi Puglia e vicepresidente nazionale Francesco Caizzi ha parlato apertamente di un quadro “in chiaroscuro” e di una componente straniera che — almeno fino a fine aprile — non aveva ancora segnato prenotazioni significative, nonostante la presenza di un volo diretto dagli Stati Uniti su Bari.

Dall’altro lato, alcuni segmenti corrono. Il turismo nautico, secondo i dati diffusi a maggio da Spartivento Group, registra al 31 marzo 2026 un +62% di settimane prenotate rispetto allo stesso periodo del 2025 e un +98% di fatturato, con oltre il 70% degli ospiti provenienti dall’estero — Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Svizzera. Anche il segmento delle ville di pregio segnala la Puglia al 14% nelle preferenze italiane, in coabitazione con l’Umbria e dietro solo alla Toscana (36%), secondo l’osservatorio di Emma Villas aggiornato all’8 aprile 2026.

La domanda di fondo, per gli operatori, resta una: quanto dell’esitazione americana riusciranno a compensare i mercati europei e quello domestico? La risposta arriverà nelle prossime settimane, quando i dati di luglio e agosto inizieranno a consolidarsi.

Le tendenze che orientano la domanda nel 2026

Tre dinamiche segnano la stagione che si apre. La prima è l’allungamento del calendario: spalle stagionali sempre più robuste, weekend lunghi distribuiti su tutto l’anno, mete invernali che reggono. La seconda è la ricerca di esperienze personalizzate: secondo gli operatori del comparto extralberghiero, il turista del 2026 cerca privacy, contatto con il territorio, menu dedicati — dal vegan al gluten free fino alle esigenze kosher. La terza è una crescente attenzione al “valore percepito” del soggiorno, in un contesto in cui — come segnala l’Istituto Piepoli — l’indagine sulle vacanze restituisce un turismo più prudente, con incertezze in aumento e una quota crescente di italiani che sceglie di restare in Italia.

Una scommessa già vinta, una partita ancora aperta

La Puglia ha vinto la scommessa dell’attrattività. La partita del 2026 è un’altra: gestire questa ricchezza senza svenderla, governare l’overtourism senza spegnere la crescita, allungare la stagione senza perdere l’identità dei luoghi. Una partita che si gioca in Regione, nei Comuni, nelle masserie e nei centri storici. E che, da Monopoli alle Tremiti, ha tutta la sostanza per essere vinta — a patto di tenere gli occhi aperti sulle incognite internazionali e sulle scelte normative dei prossimi mesi.

Domande frequenti sul turismo in Puglia nel 2026

Quando è esploso il turismo in Puglia?

Il boom turistico pugliese si è costruito in tre tappe principali: la prima edizione della Notte della Taranta a Melpignano il 24 agosto 1998, che ha proiettato la cultura popolare salentina sulla scena nazionale; la nascita di Apulia Film Commission (operativa dal 2007, istituita con LR 6/2004) e di Pugliapromozione (istituita con DPGR n. 176 del 22 febbraio 2011); il consolidamento internazionale tra il 2010 e il 2024, con l’apertura di Borgo Egnazia, le nozze di Justin Timberlake e Jessica Biel (2012), i compleanni di Madonna (2020 e 2021) e il vertice G7 ospitato dal resort di Fasano nel giugno 2024.

Quanti turisti sono attesi in Italia nel 2026?

Secondo le stime di Demoskopika contenute nel Tourism Forecast 2026 e diffuse da ANSA, l’Italia chiuderà il 2026 con 141,2 milioni di arrivi e 478,6 milioni di presenze, in crescita del 2,1% e dello 0,4% sul 2025. La componente domestica è stimata in 64,8 milioni di italiani (+2,2%), quella straniera oltre 76 milioni di arrivi, pari a più del 55% delle presenze totali.

Quali sono i numeri del turismo in Puglia nel 2025?

L’Osservatorio del Turismo di Pugliapromozione, alla BIT 2026, ha presentato un bilancio di 6,7 milioni di arrivi e oltre 22,7 milioni di presenze, con una crescita rispettivamente del 12,9% e del 10,4% sul 2024. Il turismo internazionale è cresciuto del 25,1% negli arrivi e del 22,6% nelle presenze.

Cosa prevede il disegno di legge della Regione Puglia sugli affitti brevi?

Approvato dalla giunta Decaro il 19 maggio 2026, il disegno di legge “Disposizioni in materia di locazioni turistiche” consente ai Comuni a maggiore densità turistica di stabilire criteri e limiti per le nuove attività di locazione turistica, introduce l’obbligo di una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso i clienti e applica la presunzione di esercizio in forma imprenditoriale quando alla locazione turistica siano destinati più di due appartamenti per periodo d’imposta. Il testo passa ora al Consiglio regionale.

Quanti sono gli immobili in affitto breve in Puglia?

Nel 2025 erano 44.883 gli immobili attivi destinati alla locazione turistica registrati nella banca dati regionale, in crescita del 27,7% sul 2024. Hanno generato il 18,7% degli arrivi e il 17,1% delle presenze regionali.

Quali sono le tendenze principali della stagione turistica 2026 in Puglia? Allungamento della stagione (con +30% nei flussi di aprile-maggio nel 2025), boom del turismo nautico (+62% di settimane prenotate al 31 marzo 2026 secondo Spartivento Group), Puglia al 14% nelle preferenze degli italiani per le ville di pregio (osservatorio Emma Villas), crescita del segmento extralberghiero e attenzione crescente a privacy ed esperienze personalizzate

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Scritto da Redazione La redazione

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