PSG batte Arsenal ai rigori: seconda Champions League consecutiva
Il PSG ha conquistato la sua seconda Champions League consecutiva, battendo l’Arsenal 1-1 dopo i tempi regolamentari e vincendo poi ai calci di rigore per 5-4. La finale alla Puskas Arena di Budapest si è decisa soltanto dal dischetto, con l’errore decisivo di Gabriel che ha consegnato ai parigini un trofeo che solo il Real Madrid nella storia moderna era riuscito a difendere.
La partita: Havertz illude, Dembélé risponde
L’Arsenal ha sbloccato il risultato già al 5° minuto con Kai Havertz, sfruttando una ripartenza perfetta che ha gelato la difesa parigina. I Gunners hanno gestito il vantaggio per tutto il primo tempo, dimostrando la solidità difensiva che li ha portati fino alla finale.
Il PSG ha reagito nella ripresa e al 65° minuto ha trovato il pareggio su calcio di rigore con Ousmane Dembélé. L’attaccante francese ha trasformato con freddezza il penalty concesso dall’arbitro tedesco Daniel Siebert, riportando l’equilibrio in una partita sempre più tesa.
I tempi supplementari non hanno prodotto reti, nonostante le due squadre abbiano creato diverse occasioni. E così, per la prima volta dal 2016, una finale di Champions League si è decisa ai calci di rigore.
I rigori fatali: Gabriel sbaglia, Parigi esplode
La lotteria dei penalty ha visto due errori per l’Arsenal contro uno solo del PSG. Il momento decisivo è arrivato con il rigore di Gabriel, che ha calciato alto sopra la traversa regalando la vittoria ai francesi. Una conclusione che ha fatto esplodere la gioia dei tifosi parigini presenti a Budapest e ha condannato i Gunners alla loro seconda sconfitta in finale di Champions League.
Dal dischetto si sono alternati successi e fallimenti: Ramos ha aperto le marcature per il PSG, mentre Raya ha parato il tentativo di Nuno Mendes. Ma alla fine è stato proprio l’errore del difensore brasiliano dell’Arsenal a decidere il destino della coppa.
Luis Enrique nella storia: solo il Real ci era riuscito
La vittoria del PSG rappresenta un traguardo storico per il club parigino e per Luis Enrique. Il tecnico spagnolo è riuscito nell’impresa di difendere il titolo europeo, qualcosa che nell’era Champions League era riuscito soltanto al Real Madrid tra il 2016 e il 2018.
Il cammino del PSG verso questa seconda finale consecutiva non è stato semplice. Dopo aver chiuso all’11° posto nella fase a gironi, i parigini hanno dovuto passare dai playoff eliminando prima il Monaco, poi travolgendo il Chelsea con un complessivo 8-2, superando il Liverpool e infine battendo il Bayern Monaco in semifinale.
Arsenal, il sogno si spezza ancora
Per l’Arsenal è un’altra finale persa, la seconda nella loro storia dopo quella del 2006 contro il Barcellona. I Gunners di Mikel Arteta erano arrivati a Budapest dopo aver vinto la Premier League per la prima volta in 22 anni, ma il sogno della doppietta si è infranto sui calci di rigore.
La squadra londinese aveva attraversato la Champions con una continuità impressionante: otto vittorie su otto nella fase a gironi, primo posto assoluto e un cammino nelle fasi eliminatorie che aveva visto superare Bayer Leverkusen, Sporting CP e Atlético Madrid sempre con autorevolezza.
Il confronto tra maestro e allievo
La finale ha messo di fronte due filosofie calcistiche diverse incarnate da Luis Enrique e Mikel Arteta. Da una parte il PSG verticale e diretto del tecnico spagnolo, dall’altra l’Arsenal pragmatico e strutturato dell’ex centrocampista basco. Due visioni che si sono equivalse per 120 minuti prima che la sorte decidesse dal dischetto.
Del resto, il bilancio dei precedenti tra le due squadre raccontava già un equilibrio perfetto: due vittorie per parte e tre pareggi nei sette confronti ufficiali precedenti. Ma stavolta il PSG è riuscito a spuntarla quando contava di più.
Un trionfo che vale una stagione
Con questa vittoria il PSG completa una stagione da sogno: Supercoppa Europea, Coppa Intercontinentale, Ligue 1 e ora la seconda Champions League consecutiva. Un bottino che certifica la crescita del progetto parigino sotto la guida di Luis Enrique.
Per l’Arsenal resta la soddisfazione di aver conquistato la Premier League dopo oltre due decenni, ma il rammarico per una finale che sembrava alla portata. I tifosi dei Gunners dovranno ancora aspettare per vedere il loro primo trionfo nella competizione europea più prestigiosa.
La festa di Parigi può iniziare: il PSG è ancora il re d’Europa.
