Nuova puntata del programma di Rai Cultura. Debutta la rubrica “La Statua Racconta”, che apre con un capolavoro pugliese. Dall’Islanda all’Umbria, un viaggio tra fortezze nasridi, sorgenti geotermiche e la rivoluzione giottesca.
Si torna a viaggiare con Alberto Angela nella nuova puntata di “Passaggio a nord ovest”, il programma di Rai Cultura in onda sabato 9 maggio 2026 alle ore 15.00 su Rai 1. Una puntata che attraversa quattro capitoli — Spagna, Italia, Islanda, Umbria — e inaugura una nuova rubrica fissa, “La Statua Racconta”, dedicata ai grandi monumenti italiani.
Granada e l’Alhambra, la fortezza dei sultani nasridi
Il viaggio parte dalla Spagna, e in particolare da Granada, la città andalusa dominata dal complesso dell’Alhambra, fatta edificare nel 1238 dal sultano nasride Muhammad I. Una vera e propria città-fortezza, che ai tempi del suo splendore racchiudeva moschee, palazzi, giardini e quartieri residenziali, e che è oggi uno dei siti più visitati di Spagna nonché patrimonio mondiale UNESCO.
Le pareti dei suoi palazzi sono ancora oggi rivestite da piastrelle in ceramica che compongono complessi motivi geometrici: sopra di esse corrono iscrizioni che riportano versi del Corano e di antiche poesie arabe, in un dialogo continuo tra arte ornamentale, architettura e parola sacra. Conquistata dai Re Cattolici nel 1492, l’Alhambra non venne distrutta ma lentamente abbandonata, fino alla sua riscoperta da parte dei viaggiatori romantici dell’Ottocento, che la consacrarono come una delle icone del Mediterraneo islamico.
I luoghi sacri del mondo, tra fede e architettura
Il programma propone poi un focus sui grandi luoghi di pellegrinaggio del pianeta: santuari e templi che da secoli — o da millenni — attirano fedeli, viaggiatori e curiosi. Alcuni isolati in paesaggi remoti, altri inseriti nelle metropoli più moderne, condividono tutti la capacità di restituire un senso di resilienza e continuità in un tempo dominato dalla velocità tecnologica e dalle tendenze. Capolavori dell’ingegno umano che testimoniano la forza della fede e che, nel racconto del programma, diventano specchi dell’identità collettiva delle culture che li hanno generati.
“La Statua Racconta” debutta dalla Puglia: il Colosso di Barletta
Tra le novità più interessanti della puntata, l’esordio della rubrica “La Statua Racconta”, che Alberto Angela apre dedicandosi a uno dei monumenti più singolari del Sud Italia: il Colosso di Barletta, conosciuto popolarmente come “Eraclio” o, in dialetto barlettano, semplicemente “Arè”.
Si tratta di una statua imperiale in bronzo alta oltre quattro metri e mezzo, cava internamente, collocata da oltre sei secoli accanto alla Basilica del Santo Sepolcro di Barletta, in Puglia. È, secondo gli studiosi, l’unica statua antica monumentale al mondo conservata all’aria aperta ed è considerata una delle opere più rilevanti della tarda antichità giunte fino a noi.
L’identificazione del personaggio rappresentato è ancora oggetto di dibattito tra storici dell’arte: la tradizione popolare l’ha sempre chiamata Eraclio, ipotesi però scartata su base stilistica. Le ricostruzioni più recenti propendono per Teodosio II (408-450), imperatore romano d’Oriente, anche grazie al diadema che cinge il capo, ornato da un gioiello di arte gota ricondotto a Elia Eudossia, madre di Teodosio. Altri studi hanno avanzato i nomi di Valentiniano I, Valentiniano III, Marciano, Onorio o Leone I.
La statua arrivò probabilmente a Barletta dopo il sacco di Costantinopoli del 1204, in un percorso legato — secondo l’ipotesi più accreditata — alla volontà di Federico II di Svevia, intenzionato a ornare le città del Regno di Sicilia con grandi opere bronzee orientali. Nel 1309 i Domenicani di Manfredonia ottennero il permesso da Carlo II d’Angiò di fondere il bronzo delle gambe per realizzare delle campane: gambe e braccia furono poi rifatte nel 1491 dallo scultore napoletano Fabio Alfano, che la ricollocò sotto il Sedile del Popolo, una loggia rinascimentale demolita nel 1925 quando il viale principale di Barletta prese forma.
Una storia, quella del Colosso, che attraversa quasi millecinquecento anni e che Alberto Angela racconta come prima tappa di una rubrica destinata a ripercorrere i grandi monumenti italiani.
In Islanda, tra le sorgenti geotermiche di Hverir
Salto netto di scenario per il quarto capitolo della puntata: dall’Italia all’Islanda, e precisamente all’area di Hverir, nel nord-est dell’isola, ai piedi del monte Námafjall e a poca distanza dal lago Mývatn. Qui il paesaggio sembra extraterrestre: un’ampia distesa di lava basaltica punteggiata da fumarole, pozze di fango bollente e colonne di vapore che escono dalle fessure del terreno. L’Islanda è una delle aree vulcaniche più attive del pianeta, e Hverir è uno dei luoghi simbolo di questa identità geologica.
Solo apparentemente desolato e ostile, per gli islandesi il sito ha invece un valore culturale ed economico importante: dalle stesse sorgenti termiche viene infatti l’energia che riscalda case, serre e industrie del Paese, in una delle filiere più virtuose al mondo per quanto riguarda la transizione energetica e l’utilizzo della geotermia.
“Passaggio alla Mostra”: Giotto e San Francesco alla Galleria Nazionale dell’Umbria
In chiusura, la rubrica “Passaggio alla Mostra” porta lo spettatore alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, dove fino al 14 giugno 2026 è in corso uno degli appuntamenti espositivi più importanti dell’anno: “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”.
Aperta il 14 marzo 2026 e curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, la mostra celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi (1226-2026), proponendo oltre sessanta opere distribuite in otto sezioni. Cuore del percorso, il dialogo tra Giotto, Simone Martini, Pietro Lorenzetti e i maestri umbri della prima metà del Trecento, dentro la grande stagione del cantiere della Basilica di San Francesco ad Assisi.
Tra i prestiti più rilevanti, la Madonna di San Giorgio alla Costa della Diocesi di Firenze e il Polittico di Badia delle Gallerie degli Uffizi: due capolavori che marcano l’avvio della pittura moderna in Europa. Alla mostra è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica, e nelle prime settimane ha già superato i 30.000 ingressi, confermandosi una delle proposte culturali più seguite della primavera 2026.
Quando va in onda Passaggio a nord ovest del 9 maggio
“Passaggio a nord ovest” va in onda sabato 9 maggio 2026 alle ore 15.00 su Rai 1. La puntata è disponibile anche in diretta streaming e on demand su RaiPlay.


