David di Donatello 2026: Le città di pianura trionfa con otto statuette, Sorrentino a mani vuote. La serata tra applausi, polemiche e la gaffe su Checco Zalone

7 Maggio 2026 di 6 min di lettura
David Di Donatello

La 71ª edizione degli Oscar del cinema italiano incorona il film di Francesco Sossai: miglior film, regia, attore protagonista e sceneggiatura tra gli otto premi. Aurora Quattrocchi, 83 anni, miglior attrice per Gioia mia. Matilda De Angelis e Lino Musella vincono i non protagonisti con discorsi politici forti. La Grazia di Sorrentino (14 candidature) non vince nulla. Assenti Sorrentino, Servillo e Checco Zalone. Il movimento Siamo ai titoli di coda divide il cinema. Conduttori Bianca Balti e Flavio Insinna

La 71ª edizione dei David di Donatello si è celebrata ieri sera, 6 maggio 2026, negli Studi di Cinecittà a Roma, in diretta su Rai 1. Una serata condotta da Bianca Balti e Flavio Insinna che ha incoronato un outsider e lasciato a bocca asciutta il grande favorito, regalando al cinema italiano una delle edizioni più sorprendenti e più politicamente cariche degli ultimi anni. Il trionfatore assoluto è Le città di pianura di Francesco Sossai, dramma italo-tedesco ambientato nel Veneto rurale: otto statuette su sedici candidature. Il grande sconfitto è La Grazia di Paolo Sorrentino: quattordici candidature, zero premi. Un ribaltone che nessuno aveva previsto.

Il trionfatore: Le città di pianura, otto David su sedici candidature

Il film di Francesco Sossai ha conquistato i premi più importanti della serata: Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Sergio Romano), Miglior sceneggiatura originale, Miglior montaggio (Paolo Cottignola), Miglior casting e altri due premi tecnici. Un dominio totale per un’opera che racconta la storia di due amici di bevute nel Veneto rurale, alla ricerca di un tesoro nascosto dal loro compagno Genio, a cui si unisce un giovane architetto in cerca di direzione. Prodotto da Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film con Rai Cinema, distribuito da Lucky Red, era uscito il 2 ottobre 2025. Il cast comprende Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Roberto Citran e Andrea Pennacchi.

Sergio Romano miglior attore: il discorso che ha segnato la serata

Sergio Romano ha battuto una concorrenza formidabile: Valerio Mastandrea (Cinque secondi), Toni Servillo (La Grazia), Claudio Santamaria e Pierpaolo Capovilla (Le città di pianura, stesso film del vincitore). Il suo discorso di accettazione è stato tra i più intensi della serata: “Sono state dette tante cose e non si può far finta di niente, sappiamo tutti il momento che stiamo vivendo, non solo nel cinema ma nel mondo. Il nostro Paese ha bisogno di essere visto e raccontato come un bambino. Oggi cosa stiamo guardando? La responsabilità è nostra”.

Aurora Quattrocchi, 83 anni: la miglior attrice che nessuno si aspettava

Il premio alla Miglior attrice protagonista è andato a Aurora Quattrocchi, 83 anni, per Gioia mia di Margherita Spampinato. Una carriera lunghissima nel teatro, il primo David in assoluto dopo due candidature in questa stessa edizione. Il premio è stato consegnato da Raoul Bova. Quattrocchi ha detto: “Mi auguro che il cinema possa avere sempre più successo, fantasia e gioia”. Un momento di pura commozione in una serata carica di tensione politica.

De Angelis e Musella: i non protagonisti che hanno fatto politica

Matilda De Angelis ha vinto la Miglior attrice non protagonista per Fuori di Mario Martone: “Il nostro Paese sta vivendo un impoverimento culturale”, ha detto dal palco. Lino Musella ha vinto il Miglior attore non protagonista per Nonostante di Valerio Mastandrea, e nel suo discorso ha citato Robert De Niro (“L’arte è una minaccia per gli autocrati e i fascisti”), ha ringraziato gli uomini e le donne della Freedom Flotilla e ha concluso con: “Palestina libera”. Applausi e fischi, la serata si è accesa.

Il grande sconfitto: La Grazia di Sorrentino, 14 candidature e zero premi

Il dato più clamoroso della serata: La Grazia di Paolo Sorrentino, che partiva con 14 candidature (il film più candidato dell’intera edizione), non ha vinto nemmeno un premio. Né il film, né la regia, né Toni Servillo come attore, né alcun premio tecnico. Uno smacco clamoroso per il regista premio Oscar. A rendere il quadro ancora più significativo, Sorrentino e Servillo non si sono presentati sul red carpet: hanno evitato fotografi e giornalisti dirigendosi direttamente al cocktail della rivista Elle. Non si conosce se l’assenza sia legata al movimento di protesta o ad altre ragioni.

Siamo ai titoli di coda: il boicottaggio che ha diviso il cinema italiano

La serata è stata segnata dal movimento Siamo ai titoli di coda, che nelle settimane precedenti aveva invitato registi e attori a boicottare la cerimonia per protestare contro lo “smantellamento culturale” in corso nel Paese. Tra chi ha aderito all’appello c’è Alessandro Gassmann, che non era presente. Altri, come Matilda De Angelis e Valeria Golino, hanno scelto di partecipare proprio per usare il palco come megafono. Sergio Castellitto non ha usato mezzi termini: “Bisognerebbe demolire la Congregazione”. Flavio Insinna dal palco: “Meglio finanziare i film che incassano 1 euro piuttosto che finanziare armi, droni e bombe”. Il cinema italiano, ieri sera, non ha parlato solo di cinema.

Checco Zalone assente, la gaffe e il David dello Spettatore

Checco Zalone era atteso per ritirare il David dello Spettatore per Buen Camino di Gennaro Nunziante, il film che ha raggiunto 9.552.158 spettatori al botteghino (record assoluto della stagione). Ma Zalone non si è presentato a Cinecittà: il premio è stato ritirato dal CEO di Medusa Giampaolo Letta e dal produttore Marco Cohen. A rendere il tutto surreale, una doppia gaffe in diretta: prima è stato chiamato “Francesco Zalone”, poi “Francesco Medici”. Il suo vero nome è Luca Medici. Due errori in uno. Il pubblico in sala ha riso, i social si sono scatenati.

I premi speciali: Amelio, Storaro, Bozzetto, Ornella Muti

Prima della cerimonia erano stati assegnati i premi speciali. Il David alla Carriera è andato a Gianni Amelio, accolto da una standing ovation. Il David di Cinecittà a Vittorio Storaro, tre volte premio Oscar per la fotografia, omaggiato con un lungo tributo sul palco. Il David Speciale a Bruno Bozzetto (il genio dell’animazione italiana) e a Ornella Muti. Il Miglior film internazionale a One Battle After Another con Leonardo DiCaprio. Il Miglior documentario a Roberto Rossellini – Più di una vita. Il momento di raccoglimento: Francesca Michielin ha cantato Nessun grado di separazione per ricordare i protagonisti del cinema scomparsi nell’ultimo anno.

Tutti i vincitori: l’elenco completo dei David di Donatello 2026

Miglior film: Le città di pianura (Sossai)

Miglior regia: Francesco Sossai (Le città di pianura)

Miglior attore protagonista: Sergio Romano (Le città di pianura)

Miglior attrice protagonista: Aurora Quattrocchi (Gioia mia)

Miglior attore non protagonista: Lino Musella (Nonostante)

Miglior attrice non protagonista: Matilda De Angelis (Fuori)

Miglior esordio alla regia: Margherita Spampinato (Gioia mia)

Miglior sceneggiatura originale: Le città di pianura

Miglior sceneggiatura non originale: Le assaggiatrici (Soldini)

Miglior fotografia: Paolo Carnera (La città proibita)

Miglior scenografia: La città proibita (Mainetti)

Migliori effetti visivi: La città proibita

Miglior compositore: Primavera (Michieletto)

Miglior suono: Primavera

Migliori costumi: Primavera

Miglior acconciatura: Primavera

Miglior trucco: Le assaggiatrici

Miglior montaggio: Le città di pianura

Miglior documentario: Roberto Rossellini – Più di una vita

Miglior film internazionale: One Battle After Another

David dello Spettatore: Buen Camino (9.552.158 spettatori)

David Giovani: Le assaggiatrici

David alla Carriera: Gianni Amelio

David Speciale: Bruno Bozzetto e Ornella Muti

David di Cinecittà: Vittorio Storaro

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Scritto da

Bruno Bellini, giornalista pubblicista e direttore di Lifestyleblog.it. Fondatore della testata online dal 2011, membro della giuria stampa del Festival di Sanremo.

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