Calcio

Conte lascia il Napoli (rinuncia a 8 milioni), Allegri a rischio al Milan: Sarri e Italiano i sostituti

Antonio Conte (depositphotos)
Antonio Conte (depositphotos)

Il tecnico salentino ha comunicato a De Laurentiis la volontà di chiudere il ciclo con un anno di anticipo: rescissione consensuale, nessuna buonuscita, rinuncia al terzo anno di contratto da 18 milioni lordi. L’annuncio dopo l’ultima con l’Udinese. Per il dopo Conte il primo nome è Sarri, con Allegri e Grosso sullo sfondo. A Milano situazione opposta: Allegri ha il contratto fino al 2027 (rinnovo automatico fino al 2028 con la Champions) ma il crollo nel girone di ritorno — 5 sconfitte in 8, curva che abbandona lo stadio — ha messo tutto in discussione. Senza Champions è esonero certo. Ma anche con la Champions, Cardinale chiede garanzie. I nomi: Italiano e Farioli

La Serie A si prepara a una rivoluzione sulle panchine. Nelle stesse ore in cui la penultima giornata ridisegnava la classifica, due notizie di mercato hanno scosso il mondo del calcio italiano: Antonio Conte lascia il Napoli per scelta personale, rinunciando a 8 milioni di euro, e Massimiliano Allegri rischia l’esonero al Milan nonostante la squadra sia ancora in corsa per la Champions. Due situazioni opposte, un punto in comune: due grandi club che a giugno dovranno trovare un nuovo allenatore. E il valzer delle panchine è già iniziato.

Conte-Napoli, la decisione è presa: addio consensuale dopo lo scudetto

La notizia è arrivata stasera con la forza di un comunicato ufficioso: Antonio Conte lascia il Napoli. Come riportano SportMediaset, Sky Sport, Il Mattino e Fabrizio Romano, il tecnico salentino ha comunicato a Aurelio De Laurentiis la propria volontà di chiudere il ciclo dopo due stagioni, con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del contratto (giugno 2027). Una separazione consensuale e serena: nessuna lite, nessun rancore, nessuna buonuscita.

I numeri raccontano la grandezza dell’addio: Conte rinuncia a 8 milioni di stipendio netto (18 milioni lordi compreso lo staff) garantiti dal contratto. Lo fa perché ritiene concluso il suo ciclo a Napoli: scudetto (il quarto della storia del club), Supercoppa Italiana, un secondo posto e la Champions League assicurata. Bilancio in due stagioni: 53 vittorie, 19 pareggi, 18 sconfitte. L’annuncio ufficiale arriverà dopo l’ultima partita contro l’Udinese e sarà dato dallo stesso De Laurentiis. Poi il presidente partirà per gli Stati Uniti e il Napoli si preparerà alla terza rivoluzione in tre anni.

Perché Conte se ne va: il ciclo è completo, non ci sono altre offerte

Dietro la decisione di Conte non ci sarebbero altre offerte concrete da altri club. Il tecnico non va via per un’altra panchina: va via perché sente di aver dato e ottenuto tutto quello che poteva a Napoli. Come scrive Il Mattino: “Lascia da vincente, come per molti avrebbe dovuto fare l’anno scorso, ma lui non ci pensò minimamente.” Quest’anno, dopo una stagione di ritorno che non ha raggiunto le vette della precedente, Conte ha capito che il margine di miglioramento si è esaurito.

Per il futuro, Sky Sport indica due ipotesi: un possibile ritorno in Nazionale (attualmente guidata da Silvio Baldini) oppure un anno sabbatico. Non si esclude nemmeno un progetto su piazze importanti come la Juventus. Ma per ora Conte vuole solo respirare: il calcio inghiotte le vittorie e tritura i sentimenti, e due anni a Napoli sono intensi come cinque ovunque.

Sarri primo candidato per il dopo Conte: il ritorno del Sarrismo a Napoli

Sarri (Depositphotos)
Sarri (Depositphotos)

De Laurentiis non ha perso tempo: secondo Sky Sport, TuttoMercatoWeb e Il Messaggero, il primo nome per sostituire Conte è Maurizio Sarri. L’attuale tecnico della Lazio, reduce dalla sconfitta in finale di Coppa Italia con l’Inter e da una stagione deludente in campionato (nono posto), potrebbe tornare a Napoli dove tra il 2015 e il 2018 scrisse una delle pagine più belle della storia del club: il cosiddetto Sarrismo, un calcio offensivo e spettacolare che fece sognare un’intera città.

Sarri è ancora sotto contratto con la Lazio, ma una separazione anticipata è possibile. Più defilati i nomi di Allegri (che potrebbe liberarsi dal Milan) e Fabio Grosso (attualmente al Sassuolo, già cercato dalla Fiorentina). Il ritorno di Sarri sarebbe la scelta del cuore per i tifosi napoletani e la scelta della continuità tattica per una squadra costruita per giocare a tre dietro.

Allegri-Milan: il contratto lo protegge, ma la crisi lo condanna

Allegri (Depositphotos)
Allegri (Depositphotos)

A Milano la situazione è opposta: Allegri non vuole andarsene, ma il Milan potrebbe decidere di mandarlo via. Il tecnico livornese ha un contratto fino al 2027 con rinnovo automatico fino al 2028 in caso di qualificazione in Champions League. Se il Milan centra il quarto posto, Allegri resta: Cardinale lo ha confermato. Ma il problema è come ci arriverebbe.

I numeri del girone di ritorno sono impietosi: 5 sconfitte nelle ultime 8 partite, 4 punti nelle ultime 6, la curva sud che abbandona lo stadio durante il 2-3 con l’Atalanta, e un Milan passato dal secondo posto con una sola sconfitta nel girone d’andata a una squadra irriconoscibile. Come scrive l’editoriale di Bucchioni su TuttoMercatoWeb: “Il Milan non c’è più. Senza gioco, senza forze, senza identità.”

Se il Milan manca la Champions: esonero e rivoluzione

Senza Champions il futuro di Allegri sarebbe segnato: esonero certo. Ma il caos va oltre la panchina. Il ds Igli Tare è in uscita, l’ad Giorgio Furlani è sotto accusa (“Tutti contro Furlani”, titola TuttoMercatoWeb), il ruolo di Zlatan Ibrahimovic come senior advisor è da ridefinire. Una rivoluzione totale che partirebbe dalla panchina e arriverebbe fino ai vertici societari.

I nomi per il dopo Allegri: Vincenzo Italiano (Bologna, già cercato la scorsa estate), Francesco Farioli (Porto, fresco campione di Portogallo, piace molto alla dirigenza) e Thiago Motta (fermo dopo l’esonero dalla Juventus nel marzo 2025, l’idea sarebbe accoppiarlo con Giuntoli come ds). Ma tutto dipende dall’ultima giornata: il Milan è a 70 punti, in quarta posizione, e contro il Cagliari in casa non può sbagliare.

Il valzer delle panchine: chi va dove

Napoli: via Conte → primo nome Sarri (da convincere a lasciare la Lazio), alternative Allegri e Grosso

Milan: Allegri resta solo con la Champions → altrimenti Italiano, Farioli o Thiago Motta

Lazio: se Sarri va a Napoli → serve un nuovo tecnico

Fiorentina: addio Vanoli (l’uomo della salvezza), si punta su Grosso (con il ds Paratici)

Atalanta: corteggia Thiago Motta, piace anche Sarri

Un domino che potrebbe coinvolgere cinque panchine in poche settimane. Il punto di partenza è la decisione di Conte: la sua uscita da Napoli libera Sarri per il ritorno, che libera la panchina della Lazio, che attira nuovi candidati. E il Milan, con o senza Allegri, dovrà trovare un progetto credibile per non perdere altri due anni.

Due club, due storie, la stessa urgenza: ricominciare

Conte e Allegri rappresentano due facce della stessa medaglia. Conte se ne va da vincente, con uno scudetto e una Supercoppa, rinunciando a 8 milioni: il gesto di chi sa che la sua missione è finita. Allegri rischia di essere mandato via dopo una stagione che doveva essere di rilancio e si è trasformata in un incubo: il gesto di un club che non sa più dove andare.

Per il Napoli la sfida è trovare un allenatore che raccolga l’eredità di Conte senza distruggerla. Per il Milan la sfida è più profonda: ricostruire un’identità che si è smarrita. Sarri a Napoli sarebbe la scelta del cuore e della competenza. Italiano o Farioli a Milano sarebbero scommesse su un calcio diverso da quello di Allegri. In entrambi i casi, giugno sarà il mese delle rivoluzioni. E il mercato delle panchine è già il campionato più appassionante d’Italia.