Vinitaly 2026, Verona capitale del vino: 4.000 aziende, vini senza alcol e la Puglia protagonista con 103 cantine

14 Aprile 2026 di 5 min di lettura
Vino
di NatashaPhoto da Getty Images via canva.com

È in corso a Veronafiere la 58ª edizione di Vinitaly, il salone internazionale dei vini e dei distillati che dal 12 al 15 aprile trasforma Verona nella capitale mondiale del vino. Quasi 4.000 aziende del made in Italy enologico, oltre 1.000 operatori internazionali da più di 130 Paesi e un programma di oltre 100 eventi rendono questa edizione una delle più ricche di sempre. Ma al di là dei numeri, il Vinitaly 2026 racconta un mondo del vino che sta cambiando profondamente: si beve meno ma meglio, i giovani si avvicinano con curiosità nuova, e prodotti impensabili fino a ieri — come i vini senza alcol — conquistano per la prima volta un intero padiglione.

La grande novità: i vini senza alcol hanno un padiglione tutto loro

La notizia che sta facendo più discutere tra gli appassionati è il debutto della Vinitaly-NoLo Experience, un’area dedicata interamente ai vini a basso o nullo contenuto alcolico, ospitata al secondo piano del Palaexpo con 25 aziende aderenti. Un anno fa il tema era oggetto di polemiche e scetticismo; oggi ha un suo spazio espositivo, un calendario di convegni e masterclass dedicati e — soprattutto — un mercato reale alle spalle.

I numeri raccontano una tendenza in crescita: in Italia il comparto No-Lo vale oggi 3,3 milioni di euro, ma le proiezioni indicano un possibile balzo a 15 milioni nel giro di quattro anni. A livello globale, il mercato delle bevande a basso o zero alcol è stimato in 2,4 miliardi di dollari, con prospettive di raggiungere i 3,3 miliardi entro il 2028. A sbloccare la produzione italiana è stato il decreto interministeriale di dicembre 2025 che ha finalmente definito il quadro normativo per i vini dealcolati, permettendo alle cantine italiane di competere senza dover delocalizzare il processo all’estero. Chi sono i consumatori? Secondo Wine Intelligence, il 40% degli acquirenti NoLo è Millennial o Gen Z, e il 43% dei consumatori europei si definisce ormai un bevitore ibrido, che alterna bevande alcoliche e analcoliche a seconda del contesto.

Si beve meno ma meglio: come cambiano i consumatori italiani

Uno dei dati più significativi emersi dall’Osservatorio UIV-Vinitaly è la trasformazione del profilo del consumatore italiano. Oggi sei italiani su dieci consumano vino in modo saltuario, mentre solo quattro su dieci lo fanno con regolarità — esattamente l’opposto rispetto al 2006. Non si tratta di una crisi del vino, ma di un cambiamento culturale profondo: si cerca qualità piuttosto che quantità, si presta attenzione alle etichette, si esplora. I giovani, in particolare, mostrano curiosità verso i vitigni autoctoni e i vini di territorio, lontani dalla standardizzazione internazionale.

L’altra grande tendenza: l’enoturismo diventa un’esperienza globale

Vinitaly 2026 spinge con decisione sull’enoturismo attraverso Vinitaly Tourism, che si consolida come spazio espositivo e di incontro tra cantine, tour operator specializzati e operatori del turismo esperienziale e di lusso. L’idea è semplice: il vino non è più solo un prodotto, ma la porta d’ingresso per scoprire un territorio. Dalle masserie pugliesi alle cantine trentine, dall’Etna alle colline toscane, il turismo del vino diventa un’esperienza completa che unisce degustazione, paesaggio, cultura e gastronomia.

La Puglia protagonista: 103 cantine, 231 milioni di export e il Primitivo in vetrina

La Puglia si presenta al Vinitaly con una forza d’urto impressionante: 103 cantine nel Padiglione 11 sotto il claim “Puglia, un’altra dimensione del gusto”. I numeri del comparto vitivinicolo pugliese sono da capogiro: oltre 90.000 ettari vitati (terza regione in Italia), 7,6 milioni di ettolitri prodotti nel 2024 (seconda per volumi), un valore della produzione di 315 milioni di euro e un export che ha raggiunto i 231 milioni di euro. Il presidente della Regione Antonio Decaro ha sottolineato che la Puglia non è più la sorpresa del panorama enologico italiano, ma una certezza solida.

Tra i momenti più significativi, il conferimento del Premio Angelo Betti a Marilina Nappi delle Cantine Spelonga di Stornara (Foggia), riconosciuta come benemerita della vitivinicoltura pugliese. Riflettori puntati anche sul Primitivo di Manduria nelle sue diverse espressioni territoriali, sui 50 anni del Salice Salentino e su un progetto regionale di recupero di antichi vitigni autoctoni che punta a rafforzare la biodiversità viticola pugliese. Cinque showcooking quotidiani completano l’offerta, insieme a degustazioni guidate nell’Enoteca Regionale e incontri B2B con 20 buyer internazionali.

Le altre novità dell’edizione 2026: spirits e tecnologia

Tra le novità anche Xcellent Spirits, il nuovo padiglione dedicato ai distillati e alla mixology (l’export italiano degli spirits ha raggiunto 1,75 miliardi di euro nel 2024, quinto Paese al mondo), e l’area Vinitaly Bio dedicata ai vini biologici. Sul fronte tecnologico, molte aziende hanno presentato progetti di viticoltura predittiva con sensori IoT e intelligenza artificiale per ridurre l’uso di acqua e trattamenti chimici, mentre le nuove etichette interattive con realtà aumentata permettono al consumatore di scoprire la storia del vino scansionando la bottiglia con lo smartphone.

Fuori fiera: Vinitaly and the City nel cuore di Verona

Per chi non è un operatore del settore ma semplicemente un appassionato, Vinitaly offre anche Vinitaly and the City, l’evento che porta i migliori vini italiani nel centro storico di Verona, trasformando piazze e palazzi in luoghi di degustazione accessibili a tutti. Un’occasione perfetta per un weekend enogastronomico nella città di Giulietta.

Domande frequenti

Quando si svolge il Vinitaly 2026?

Dal 12 al 15 aprile 2026 a Veronafiere, Verona. È la 58ª edizione del salone internazionale dei vini e dei distillati.

Cosa sono i vini NoLo?

Sono vini a basso (Low) o nullo (No) contenuto alcolico, ottenuti attraverso un processo di dealcolazione. Il decreto di dicembre 2025 ha sbloccato la produzione in Italia.

Quante cantine pugliesi sono presenti?

103 cantine nel Padiglione 11, con il claim “Puglia, un’altra dimensione del gusto”.

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Betty Barletta
Scritto da

Caporedattore di Lifestyleblog.it. Adoro il mondo del Lifestyle

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