Sanremo 2026 in radio: Sal Da Vinci fuori dalla top 20 EarOne, Sayf e Ditonellapiaga sul podio airplay
A due mesi dalla finale del Festival di Sanremo 2026, che il 28 febbraio ha incoronato Sal Da Vinci con “Per sempre sì”, la classifica EarOne airplay radio racconta una storia diversa da quella scritta all’Ariston. Il brano vincitore del Festival non figura nella top 20 dei brani più trasmessi dalle radio italiane nella settimana 17/2026 (17-23 aprile), mentre il secondo e il terzo classificato – Sayf con “Tu mi piaci tanto” e Ditonellapiaga con “Che fastidio!” – occupano il quarto e il sesto posto airplay e sono entrambi già passati dal numero 1 della classifica radio nelle settimane post-Festival.
Sanremo 2026 in classifica EarOne airplay: la tabella di confronto
| Classifica Sanremo | Artista | Titolo | Pos. airplay (17-23 apr) | Peak airplay |
|---|---|---|---|---|
| 1° – Vincitore | Sal Da Vinci | Per sempre sì | Fuori dalla top 20 | — |
| 2° | Sayf | Tu mi piaci tanto | 4° | 1° |
| 3° | Ditonellapiaga | Che fastidio! | 6° | 1° |
| 4° | Arisa | Magica favola | Fuori dalla top 20 | — |
| 5° | Fedez & Masini | Male necessario | Fuori dalla top 20 | — |
| 9° | Serena Brancale | Qui con me | Fuori dalla top 20 | — |
| In gara | Samurai Jay | Ossessione | 3° | 2° |
| In gara | Tommaso Paradiso | I romantici | 15° | 4° |
| In gara | Fulminacci | Stupida sfortuna | 16° | 7° |
Su 30 Big partecipanti alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, cinque brani restano nella top 20 airplay a due mesi dall’evento: Samurai Jay, Sayf, Ditonellapiaga, Tommaso Paradiso e Fulminacci. Gli altri 25 titoli – incluso quello del vincitore – sono usciti dalla parte alta della classifica radiofonica italiana.
La “Sanremo radio” l’hanno vinta Sayf e Ditonellapiaga
Il dato più rilevante riguarda i due piazzati del podio dell’Ariston. “Tu mi piaci tanto” di Sayf, secondo classificato al Festival, ha raggiunto il numero 1 della classifica EarOne airplay nelle settimane successive alla finale e oggi si assesta al quarto posto con un trend discendente ma ancora solido. Il cantautore genovese di origini tunisine, rivelazione dell’edizione, ha trasformato il secondo posto festivaliero in un’affermazione radiofonica piena, grazie a un brano che ha retto il passaggio dall’Ariston alla rotazione quotidiana senza cedimenti.
Nella foto Ditonellapiaga, TonyPitony | Maurizio D’Avanzo / IPA
Stessa parabola per “Che fastidio!” di Ditonellapiaga, terza classificata e vincitrice del Premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale: anche per lei un passaggio dal numero 1 airplay all’attuale sesta posizione, con il brano che ha dominato gran parte della programmazione radiofonica di marzo e aprile. Due brani che hanno firmato la colonna sonora della primavera radiofonica italiana meglio di qualsiasi altro titolo uscito dall’Ariston.
Va aggiunto, sulla stessa linea, il caso di Samurai Jay con “Ossessione” (Island), oggi terzo posto airplay con peak al numero 2: uno dei debutti più notevoli del Festival, capace di costruirsi una vita radiofonica autonoma che va ben oltre la parentesi sanremese.
Il paradosso del vincitore: “Per sempre sì” non passa dalla radio
Il caso di Sal Da Vinci merita un’analisi a sé. Il cantante napoletano ha dominato la settimana dell’Ariston dall’inizio alla fine, conquistando televoto, sala stampa e giuria radio al Festival. Il suo “Per sempre sì”, scritto con una costruzione melodica classica e un’interpretazione teatrale di grande impatto emotivo, ha funzionato perfettamente nel contesto televisivo e teatrale del Festival. Il passaggio al circuito airplay radiofonico ha però raccontato un’altra dinamica: il brano non è mai riuscito a inserirsi stabilmente nella rotazione quotidiana delle emittenti musicali, e a due mesi dalla vittoria risulta fuori dai primi venti posti della classifica EarOne.
Non è una novità assoluta nella storia recente del Festival. Il voto della giuria radio durante la kermesse (che vale il 33% nelle serate finali) non coincide con la vita radiofonica successiva, che dipende da logiche diverse: presenza nelle programmazioni delle singole emittenti, spinta promozionale delle etichette, adesione del brano al format radiofonico contemporaneo. Un pezzo premiato all’Ariston può funzionare all’interno del contesto festivaliero senza poi trovare spazio nella rotazione continua delle radio nei mesi successivi.
Arisa, Fedez-Masini, Brancale: premi e riconoscimenti, ma fuori dalla top 20
Anche gli altri piazzati della top 5 del Festival sono oggi fuori dai primi venti posti della classifica EarOne:
- Arisa con “Magica favola” (4° al Festival)
- Fedez & Marco Masini con “Male necessario” (5° al Festival e vincitori del Premio Sergio Bardotti per il miglior testo)
- Serena Brancale con “Qui con me” (9° al Festival, Premio della sala stampa “Lucio Dalla” del Festival di Sanremo, Premio Lunezia e Premio Tim)
Il caso di Serena Brancale è particolarmente significativo perché l’artista barese è comunque presente in top 20 airplay, ma attraverso una collaborazione post-Festival: “Al mio paese” con Levante e Delia (Isola degli Artisti/Warner), oggi all’undicesima posizione in risalita. Un segnale che l’artista ha saputo costruire un percorso radiofonico al di là del brano in gara, ma che “Qui con me” – pur avendo vinto il cuore della sala stampa – non ha attecchito sulle playlist delle radio nazionali.
Il cantautorato perde l’onda: Paradiso e Fulminacci in discesa
Un’altra lettura interessante arriva dai due brani più classicamente “cantautorali” presenti in classifica: “I romantici” di Tommaso Paradiso (peak 4° airplay) è oggi al quindicesimo posto in discesa, e “Stupida sfortuna” di Fulminacci (peak 7°, vincitore del Premio della Critica Mia Martini) si è stabilizzato al sedicesimo. Entrambi hanno avuto una parabola radiofonica onorevole, ma corta: due-tre mesi nella parte alta, poi la progressiva uscita di scena.
È il destino ricorrente del cantautorato a Sanremo in epoca di streaming e rotazioni algoritmiche: riconoscimenti dalla critica, attenzione della stampa, vita radiofonica limitata rispetto a brani costruiti con canoni pop più immediati.
L’effetto Sanremo si è accorciato (ma non si è spento)
La fotografia della settimana 17/2026 suggerisce una tesi che molti addetti ai lavori stanno osservando da almeno tre o quattro edizioni: il Festival di Sanremo non detta più l’agenda radiofonica per un’intera stagione, ma per poche settimane selezionate. La finestra di traino, che fino alla prima metà degli anni Dieci poteva mantenere in vita anche 15-20 brani festivalieri per tutta la primavera, si è oggi compressa tra le sei e le dieci settimane dalla finale.
A resistere oltre questa soglia sono soltanto i titoli che combinano tre fattori: scrittura contemporanea, arrangiamento pop-radiofonico e una macchina promozionale ben tarata. Nel caso di Sanremo 2026, questi tre ingredienti si sono ritrovati in “Tu mi piaci tanto”, “Che fastidio!” e “Ossessione”. Mancavano invece, o sono risultati meno centrali, in brani strutturalmente diversi come “Per sempre sì”, “Qui con me”, “Magica favola”, “Male necessario”, “I romantici” o “Stupida sfortuna”.
Questo non significa che Sanremo sia finito. Significa che il suo ruolo è cambiato: da evento capace di orientare interamente la programmazione radiofonica nazionale per mesi, è diventato una rampa di lancio per un numero sempre più ristretto di titoli pre-selezionati. Il resto del cast vive la settimana dell’Ariston, ottiene streaming e visibilità, poi viene assorbito dalla nuova agenda radiofonica che si costruisce dopo la finale, fatta di brani pubblicati a marzo e ad aprile.
Verso Sanremo 2027: cosa ci dicono questi numeri
I dati EarOne raccontano una kermesse che ha ancora un peso radiofonico significativo – 3 dei primi 6 brani più trasmessi dalle radio italiane oggi arrivano dall’Ariston – ma che deve iniziare a fare i conti con una durata dell’impatto sempre più breve. In vista del Festival di Sanremo 2027, atteso sotto la direzione artistica di Stefano De Martino con Fabrizio Ferraguzzo in cabina di regia musicale, il tema della selezione dei brani “radiofonicamente duraturi” diventerà centrale, come lo è già da tempo per le etichette discografiche che scelgono quali cavalli puntare sulla pista dell’Ariston.
Il Festival resta l’evento musicale più importante dell’anno italiano. Ma la sua capacità di creare hit radiofoniche durature non coincide più con la classifica finale del sabato sera. E la classifica EarOne airplay della settimana 17/2026 lo certifica meglio di qualsiasi analisi.
Domande frequenti su Sanremo 2026 in radio
Chi ha vinto Sanremo 2026? Il Festival di Sanremo 2026 è stato vinto da Sal Da Vinci con “Per sempre sì” nella finalissima del 28 febbraio 2026. Al secondo posto Sayf con “Tu mi piaci tanto”, al terzo Ditonellapiaga con “Che fastidio!”.
Il brano vincitore di Sanremo 2026 è in radio? “Per sempre sì” di Sal Da Vinci non compare nella top 20 della classifica EarOne airplay radio della settimana 17/2026 (17-23 aprile 2026).
Quali brani di Sanremo 2026 sono ancora in classifica airplay? Nella top 20 EarOne airplay della settimana 17/2026 sono presenti cinque brani di Sanremo 2026: “Ossessione” di Samurai Jay (3°), “Tu mi piaci tanto” di Sayf (4°), “Che fastidio!” di Ditonellapiaga (6°), “I romantici” di Tommaso Paradiso (15°) e “Stupida sfortuna” di Fulminacci (16°).
Quali brani di Sanremo 2026 sono arrivati al numero 1 in radio? Nei mesi successivi alla finale di Sanremo 2026 hanno raggiunto il numero 1 della classifica EarOne airplay “Tu mi piaci tanto” di Sayf e “Che fastidio!” di Ditonellapiaga, rispettivamente secondo e terzo classificati al Festival.
Quanto dura l’effetto Sanremo in radio? La finestra di traino radiofonica del Festival si è progressivamente accorciata negli ultimi anni: oggi l’effetto Sanremo in classifica airplay dura mediamente tra le sei e le dieci settimane dalla finale, con due o tre brani selezionati che riescono a durare più a lungo grazie alla combinazione di scrittura contemporanea, arrangiamento radiofonico e promozione mirata.