Gattuso lascia la nazionale dopo l’eliminazione dai Mondiali

3 Aprile 2026 di 6 min di lettura
Gattuso (Depositphotos)
Gattuso (Depositphotos)

Il calcio italiano vive una delle crisi più profonde della sua storia moderna. La Federazione Italiana Giuoco Calcio e Gennaro Ivan Gattuso hanno risolto consensualmente il contratto che legava l’allenatore calabrese alla panchina della Nazionale italiana di calcio. La decisione di Gattuso di lasciare la guida della Nazionale arriva dopo la cocente eliminazione dai Mondiali 2026 contro la Bosnia Erzegovina, segnando il terzo fallimento consecutivo per gli Azzurri.

L’addio del commissario tecnico calabrese segue di poche ore una vera e propria rivoluzione ai vertici della Federazione. La Figc ha comunicato la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore calabrese, arrivata il giorno successivo alle dimissioni del presidente Gabriele Gravina e di Gianluigi Buffon. Un terremoto che ha investito l’intero movimento calcistico italiano, lasciando la Nazionale senza guida tecnica e dirigenziale.

Le parole d’addio di Gattuso

Il comunicato di addio dell’ormai ex commissario tecnico è pervaso da profonda amarezza per l’obiettivo mancato. “Con il dolore nel cuore, non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ritengo conclusa la mia esperienza sulla panchina della Nazionale – dichiara Gattuso – la maglia Azzurra è il bene più prezioso che esiste nel calcio, per questo è giusto agevolare sin da subito le future valutazioni tecniche.”

L’ex centrocampista del Milan ha voluto ringraziare tutti coloro che lo hanno supportato in questi nove mesi difficili. “È stato un onore poter guidare la Nazionale e farlo anche con un gruppo di ragazzi che hanno mostrato impegno e attaccamento alla maglia. Ma il ringraziamento più grande va ai tifosi, a tutti gli italiani che in questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro amore e sostegno alla Nazionale.” Parole che testimoniano il profondo legame emotivo dell’allenatore con la maglia azzurra.

La notte di Zenica: quando i sogni si infrangono

Il destino dell’Italia si è consumato nella gelida sera bosniaca, dove gli Azzurri hanno perso ai rigori contro la Bosnia a Zenica. È la terza mancata partecipazione consecutiva a una fase finale della Coppa del Mondo per la nostra Nazionale. Una partita che sembrava iniziata sotto i migliori auspici, con il vantaggio di Kean al quindicesimo minuto.

Tuttavia, il punto di svolta è arrivato al quarantunesimo minuto del primo tempo. Bastoni commette fallo da ultimo uomo e si fa espellere. Nonostante l’inferiorità numerica, Kean, Pio Esposito e Dimarco hanno le occasioni per raddoppiare, ma al 79′ arriva il pareggio di Tabakovic. Un episodio che ha cambiato completamente le sorti del match e, di conseguenza, del futuro della Nazionale.

La lotteria dei rigori diventa un incubo

Dopo centoventi minuti di sofferenza, il destino dell’Italia si è deciso dal dischetto. Nei supplementari poco o nulla, così si va ai rigori: Pio Esposito calcia fuori, Cristante prende la traversa mentre la Bosnia non sbaglia mai e va ai Mondiali. Gli errori decisivi di Esposito e Cristante hanno spento definitivamente le speranze azzurre, regalando alla Bosnia la prima storica qualificazione ai Mondiali.

Le parole di Gattuso a fine partita riflettevano tutta la delusione per un’occasione persa. “I ragazzi hanno sorpreso anche me oggi per il cuore che ci hanno messo. Chiedo scusa che non ce l’ho fatta, ma i ragazzi oggi mi hanno impressionato.” Un commissario tecnico che, pur nella sconfitta, ha voluto proteggere i suoi giocatori dalle critiche.

Il bilancio di nove mesi alla guida degli Azzurri

Gattuso, campione del mondo nel 2006 e protagonista con la maglia dell’Italia in 73 occasioni da calciatore, era stato nominato commissario tecnico il 15 giugno 2025, subentrando dopo l’esonero di Luciano Spalletti. Un incarico che si è rivelato più difficile del previsto, con risultati altalenanti e la pressione costante di dover riportare l’Italia ai Mondiali dopo dodici anni di assenza.

Il presidente uscente Gravina ha voluto rendere omaggio al lavoro svolto dall’allenatore calabrese. “Desidero ancora una volta ringraziare Gattuso – afferma Gravina – perché, oltre ad essere una persona speciale, come allenatore ha offerto un prezioso contributo, riuscendo in pochi mesi a riportare entusiasmo intorno alla Nazionale. Ha trasmesso ai calciatori e a tutto il Paese un grande orgoglio per la maglia azzurra”.

Una crisi sistemica del calcio italiano

L’eliminazione contro la Bosnia non rappresenta semplicemente un episodio sfortunato, ma il sintomo di una crisi profonda che attraversa tutto il movimento calcistico nazionale. L’eliminazione ai rigori contro la Bosnia nel playoff mondiale rappresenta la terza esclusione consecutiva dai Mondiali, un dato che da solo basterebbe a spiegare la gravità della situazione.

La Nazionale italiana non partecipa a una fase finale del Mondiale dal 2014 in Brasile, un’assenza che testimonia la perdita di competitività del calcio azzurro a livello internazionale. La crisi della Nazionale italiana non è un evento isolato, ma la conseguenza diretta di tutte queste problematiche. Negli ultimi anni, l’Italia ha progressivamente perso competitività, accumulando eliminazioni premature e mancate qualificazioni.

Verso il futuro: la ricerca di un nuovo commissario tecnico

Con l’addio di Gattuso si apre ora una fase delicata per la Federazione italiana. Si apre ora una fase delicata: sarà necessario individuare un nuovo commissario tecnico capace di assumersi la responsabilità di rilanciare una nazionale reduce da tre mancate qualificazioni ai Mondiali. La scelta spetterà al nuovo presidente federale, che verrà eletto dopo l’assemblea del 22 giugno.

I nomi più quotati per la successione includono profili di grande esperienza. Tra i nomi più apprezzati nell’ambiente figurano profili di grande esperienza come Massimiliano Allegri e Antonio Conte. Nel frattempo, per le amichevoli estive contro Lussemburgo e Grecia, potrebbe essere Silvio Baldini, attuale tecnico dell’Under 21, a guidare temporaneamente gli azzurri.

Il peso di una scelta cruciale

La prossima nomina avrà un peso specifico enorme per il futuro del calcio italiano. “L’uscita di scena di Gattuso non può essere letta come un semplice cambio tecnico. È piuttosto l’ennesimo capitolo di una crisi profonda, che impone una riflessione seria sulla direzione del calcio italiano. La prossima nomina sarà decisiva non soltanto per i risultati immediati, ma per il modello che la FIGC intenderà costruire. Servono competenza, stabilità e una linea chiara per ricostruire dalle fondamenta una Nazionale che ha perso la propria identità.

Il saluto finale di Gattuso racchiude tutta la passione per una maglia che continuerà a rappresentare il sogno di ogni calciatore italiano: “Sempre con l’azzurro nel cuore”. Parole che risuonano come un impegno morale verso un movimento che dovrà necessariamente rinascere dalle proprie ceneri per tornare a competere ai massimi livelli internazionali.

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Dalla Puglia con furore. Appassionato di calcio e sport, ma anche di tutto il mondo del Lifestyle.

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