Carenza di gasolio in Italia, distributori a secco e cartelli “esaurito”: cosa sta succedendo e cosa fare

8 Aprile 2026 di 5 min di lettura
diesel
(depositphotos)

Pompe transennate, cartelli con scritto “carburante esaurito” e automobilisti che girano da un distributore all’altro senza trovare gasolio. Da nord a sud dell’Italia, le segnalazioni di stazioni di servizio rimaste a secco si sono moltiplicate nelle ultime settimane, generando un’ondata di preoccupazione e scene che ricordano la crisi petrolifera degli anni Settanta. Ma la benzina e il diesel stanno davvero finendo? La risposta breve è: no. Quella lunga è più complicata, e riguarda un mix di taglio delle accise, corsa al risparmio, logistica in tilt e una crisi internazionale che tiene l’Europa con il fiato sospeso.

Perché i distributori sono rimasti senza gasolio

La radice del problema è il taglio delle accise di 24,4 centesimi al litro disposto dal governo il 19 marzo 2026 con un decreto d’urgenza. La misura doveva portare sollievo alle famiglie, ma ha innescato una reazione a catena. Gli automobilisti si sono riversati in massa verso i distributori più economici, quelli che avevano applicato lo sconto per primi. Il risultato: le cisterne interrate, che hanno capacità limitate e vengono rifornite a cadenza settimanale, si sono svuotate in poche ore.

Le segnalazioni sono arrivate da tutta Italia: da Treviso a Como, da Bologna a Varese fino alla Valle d’Aosta. Sui social si è scatenato il panico, con utenti che raccontavano di aver trovato due o tre distributori consecutivi completamente a secco. L’Unione Nazionale Consumatori ha confermato le segnalazioni, precisando che il fenomeno riguarda soprattutto gli impianti con le politiche di prezzo più aggressive.

Non è una carenza strutturale: il chiarimento degli esperti

Marina Barbanti, direttore generale di Unem (Unione Energie per la Mobilità), ha chiarito: “Per ora l’emergenza è un’emergenza di prezzo, non di disponibilità di prodotto. Non ci sono problemi di approvvigionamento”. L’Italia dispone di un sistema di raffinazione solido e risulta esportatrice netta di benzina e gasolio. Le scorte petrolifere nazionali coprono generalmente il fabbisogno di 10-15 giorni, e i depositi non sono vuoti. Il problema è esclusivamente logistico: i tempi tecnici per ordinare, trasportare e caricare il carburante verso le stazioni prese d’assalto.

Anche Luca Vazzoler di Assopetroli-Assoenergia ha confermato che non c’è emergenza a livello nazionale: “Il carburante continua ad arrivare, ma alcuni impianti, soprattutto quelli che hanno tenuto i prezzi più bassi, hanno esaurito le scorte in poche ore”. In pratica, i distributori più virtuosi — quelli che hanno applicato lo sconto per primi — sono stati premiati dai clienti e puniti dalla logistica.

Il vero problema: il gasolio sopra i 2 euro e il taglio accise in scadenza

Se la carenza fisica è temporanea, il problema dei prezzi è strutturale. Il gasolio è diventato il vero “caso” del 2026: nonostante lo sconto sulle accise, il diesel è rimasto sopra la soglia psicologica dei 2 euro al litro, con punte di 2,05 euro in molte regioni del Nord e del Centro. In autostrada il gasolio ha superato i 2,143 euro al litro. Il prezzo del petrolio Brent è arrivato quasi a 117 dollari al barile, un aumento del 60% dall’inizio della guerra in Iran.

Il taglio delle accise, già prorogato una volta, è scaduto il 7 aprile. Se il governo non rinnoverà la misura, il gasolio potrebbe raggiungere una media di 2,3 euro al litro e la benzina avvicinarsi ai 2 euro. Il Codacons ha già lanciato l’allarme: i risparmi del taglio fiscale sarebbero stati erosi dai rincari in una sola settimana, con un risparmio effettivo sul gasolio di appena 6 centesimi rispetto ai 24,4 promessi.

Lo scenario più preoccupante: sciopero dei tir e possibili razionamenti

Se la crisi allo Stretto di Hormuz dovesse protrarsi, il rischio di una carenza reale aumenta. Il sindacato Trasportounito ha proclamato un fermo nazionale dei tir dal 20 al 25 aprile. Se i camionisti incroceranno le braccia, il blocco del 90% delle merci — compresi i carburanti stessi — potrebbe portare alla carenza fisica di prodotto nelle stazioni di servizio. In Italia quasi il 40% delle auto (oltre 16 milioni di veicoli) e oltre il 90% dei mezzi pesanti funzionano a gasolio: un blocco prolungato avrebbe conseguenze paralizzanti.

Cosa fare: i consigli pratici per gli automobilisti

Non farsi prendere dal panico. La corsa ai distributori peggiora la situazione. Se il proprio impianto di fiducia è a secco, il carburante arriverà con il prossimo rifornimento programmato (generalmente entro 2-3 giorni). Evitare di fare il pieno “per paura” se il serbatoio è ancora mezzo pieno. Utilizzare l’app Osservaprezzi del Ministero per cercare i distributori aperti e confrontare i prezzi in tempo reale. Valutare spostamenti alternativi (mezzi pubblici, carpooling, bicicletta) per ridurre il consumo. Chi ha un’auto diesel e deve affrontare un viaggio lungo, monitorare la situazione nei giorni precedenti.

Domande frequenti

Il gasolio sta finendo davvero in Italia?

No. Non c’è una carenza strutturale di carburante. I cartelli “esaurito” riguardano singoli distributori che hanno esaurito le scorte per un picco anomalo di domanda, non una mancanza nazionale di prodotto.

Perché il gasolio costa più della benzina nel 2026?

Si tratta di un’anomalia legata alla scarsità di scorte di diesel a livello europeo, all’alta domanda industriale e ai flussi di importazione interrotti dalla crisi di Hormuz. Il gasolio è più caro della benzina di circa 20-25 centesimi al litro.

Quanto potrebbe costare il gasolio senza il taglio delle accise?

Senza la misura fiscale, il prezzo medio del gasolio potrebbe salire fino a 2,3 euro al litro, un livello mai raggiunto nella storia italiana.

Cosa posso fare se trovo il distributore chiuso?

Utilizzare l’app Osservaprezzi del MIMIT per trovare distributori aperti nella zona. Non farsi prendere dal panico: il rifornimento delle cisterne avviene generalmente entro 2-3 giorni.

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Dalla Puglia con furore. Appassionato di calcio e sport, ma anche di tutto il mondo del Lifestyle.

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