Canzonissima 2026, la finale: Cocciante vince la puntata con Margherita, ma il titolo va a Il mio canto libero di Fabrizio Moro
L’ultima serata dello show di Milly Carlucci dall’Auditorium del Foro Italico incorona due vincitori: Riccardo Cocciante conquista la sesta puntata con la sua Margherita, poi nella sfida finale tra le sei Canzonissime trionfa Il mio canto libero di Lucio Battisti interpretata da Fabrizio Moro, già vincitrice della prima puntata. Cinque artisti su sei votano Moro. Sal Da Vinci porta Per sempre sì prima dell’Eurovision. Ultima trasmissione TV dall’Auditorium del Foro Italico
Sabato 25 aprile 2026, in prima serata su Rai 1, è andata in onda la sesta e ultima puntata di Canzonissima 2026, la grande finale dello show di Milly Carlucci dall’Auditorium Rai del Foro Italico. Una serata che ha incoronato due vincitori: Riccardo Cocciante ha vinto la puntata con Margherita, poi nella sfida finale tra le sei Canzonissime il titolo di Canzonissima 2026 è andato a Il mio canto libero di Lucio Battisti, interpretata da Fabrizio Moro. Una vittoria quasi plebiscitaria, con cinque artisti su sei che hanno votato per il brano di Battisti nella fase finale. È stata anche l’ultima trasmissione televisiva dall’iconico studio che per decenni ha ospitato Carramba che sorpresa e Ballando con le Stelle.
Il tema della finale e la scaletta: “Il successo del cuore”
Il tema dell’ultima serata era “Il successo del cuore”: ogni artista ha portato un brano del proprio repertorio a cui è particolarmente affezionato. A differenza delle puntate precedenti, quasi tutti hanno cantato brani propri. Ecco la scaletta completa:
Fabrizio Moro – brano proprio
Arisa – Canta ancora
Enrico Ruggeri – brano proprio (più show che canto, secondo le pagelle)
Leo Gassmann – Girasole
Michele Bravi – Genitore 3
Malika Ayane – Senza fare sul serio
Irene Grandi – Bruci la città
Elettra Lamborghini – brano proprio
Elio e le Storie Tese – Servi della gleba
Vittorio Grigolo – E lucevan le stelle (Tosca di Puccini)
Fausto Leali – brano proprio
Riccardo Cocciante – Margherita
Non si è esibito Paolo Jannacci.
Cocciante vince la puntata con Margherita: il ritorno dopo la fuga
Dopo la clamorosa fuga della quinta puntata – quando aveva lasciato lo studio prima del verdetto dopo aver interpretato Il cielo in una stanza – Riccardo Cocciante è tornato sul palco del Foro Italico e ha scelto Margherita, uno dei brani più iconici del suo repertorio e della canzone italiana. L’esibizione ha convinto giuria, artisti e pubblico social, regalandogli la vittoria della sesta e ultima puntata. Margherita è così diventata la sesta Canzonissima di serata, completando il cast della sfida finale.
La sfida finale: sei Canzonissime, un solo titolo
Dopo la proclamazione di Margherita come Canzonissima della serata, si è proceduto con la fase finale: le sei canzoni vincitrici delle singole puntate si sono sfidate per il titolo di Canzonissima 2026. Ecco le sei finaliste:
1. Il mio canto libero (Lucio Battisti) – Fabrizio Moro (1ª puntata)
2. La leva calcistica della classe ‘68 (F. De Gregori) – Arisa (2ª)
3. Caruso (Lucio Dalla) – Vittorio Grigolo (3ª)
4. La notte (Arisa) – Arisa (4ª)
5. Un senso (Vasco Rossi) – Leo Gassmann (5ª)
6. Margherita (R. Cocciante) – Riccardo Cocciante (6ª)
Il mio canto libero vince Canzonissima 2026: Moro porta Battisti al trionfo
Al giro dei voti degli artisti, cinque su sei hanno scelto Il mio canto libero: Irene Grandi, Michele Bravi, Riccardo Cocciante, Enrico Ruggeri e Leo Gassmann hanno tutti votato per il brano di Lucio Battisti interpretato da Fabrizio Moro. I Magnifici 7 della giuria hanno confermato la scelta. Con l’aggiunta del voto social del pubblico, il verdetto è stato netto: Il mio canto libero è la Canzonissima 2026.
Una vittoria che chiude un cerchio: il brano aveva già vinto la prima puntata il 21 marzo e per sei settimane è rimasto nella rosa delle finaliste, confermando di essere la canzone più forte dell’intera edizione. Fabrizio Moro ha dato a un brano di Lucio Battisti del 1972 una versione intensa e personale, dimostrando che certi classici non invecchiano mai. E che Canzonissima, nel suo formato, funziona proprio quando mette al centro la forza della canzone al di là dell’interprete.
Sal Da Vinci e il ponte verso l’Eurovision
La finale ha avuto anche una funzione strategica per la Rai: il collegamento con l’Eurovision Song Contest 2026. Ospite speciale della serata è stato Sal Da Vinci, vincitore di Sanremo 2026, che ha portato in studio Per sempre sì, il brano che rappresenterà l’Italia all’Eurovision di Vienna a maggio. Presente anche Senhit con Superstar, a completare il quadro eurovisivo. Canzonissima è diventata così il ponte tra il varietà del sabato sera e la stagione musicale internazionale: una mossa di palinsesto intelligente da parte di Rai 1.
L’addio all’Auditorium del Foro Italico
Come annunciato, la finale di Canzonissima è stata l’ultima trasmissione televisiva dall’Auditorium Rai del Foro Italico. Uno studio che ha ospitato decenni di grandi show: da Carramba che sorpresa di Raffaella Carrà a oltre vent’anni di Ballando con le Stelle di Milly Carlucci. L’orchestra diretta dal maestro Luigi Saccà e le coreografie di Matteo Addino hanno accompagnato l’ultima serata in un contesto carico di nostalgia. Un pezzo di storia della televisione italiana che si chiude con una canzone di Lucio Battisti: non poteva esserci finale più appropriata.
Le pagelle della critica: Arisa gigante, giuria punto debole
Le pagelle della critica (Quotidiano.net) non hanno risparmiato giudizi taglienti. Arisa è stata definita “una gigante della musica italiana” per la sua interpretazione di Canta ancora: “Voce, presenza scenica, delicatezza, emozione: il pacchetto completo”. Irene Grandi con Bruci la città ha conquistato la critica (“Deve tornare nel mainstream”). Elio e le Storie Tese con Servi della gleba: “Hanno tutto, sono meravigliosi”. Il punto debole secondo la critica? La giuria dei Magnifici 7, definita “del tutto non qualificata”: “Simona Izzo, Pierluigi Pardo, Caterina Balivo e Francesca Fialdini che senso hanno come esperti di musica?”. Un giudizio duro ma che molti telespettatori condividono.