Il Tg2 compie 50 anni: dal primo notiziario con Piero Angela alla festa al MAXXI
Mezzo secolo di notizie, volti, edizioni straordinarie e quel triangolino bianco sullo schermo che per una generazione di italiani significava una cosa sola: c’è un altro telegiornale. Il Tg2 compie 50 anni e li celebra con una serie di iniziative che sono partite ieri, 10 marzo 2026, con la conferenza stampa nella storica sede Rai di via Asiago a Roma, e culmineranno domenica 15 marzo con una giornata speciale al museo MAXXI.
Un anniversario che non è solo un esercizio di nostalgia, ma un’occasione per raccontare come è cambiata l’informazione in Italia — e come il Tg2 ha contribuito a cambiarla.
La conferenza stampa: Fiorello irrompe e ruba la scena
La presentazione ufficiale delle celebrazioni si è tenuta ieri mattina a via Asiago, con l’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi, il direttore del Tg2 Antonio Preziosi e la direttrice dell’ufficio stampa Rai Incoronata Boccia. L’atmosfera era quella delle grandi occasioni istituzionali — almeno fino a quando non è arrivato Fiorello.
Lo showman è piombato in sala insieme a Fabrizio Biggio, suo compagno di avventure a La Pennicanza su Radio 2, e ha trasformato la conferenza in un momento di spettacolo puro. Ha ricordato i tempi di Viva Rai2, la connessione speciale con la testata e soprattutto quel ricordo d’infanzia che accomuna milioni di italiani: il triangolino bianco che segnalava il secondo canale.
Fiorello non ha risparmiato nemmeno una battuta al direttore Preziosi, scherzando sulle mogli — entrambe di nome Susanna — e chiudendo con una frecciata affettuosa che ha fatto ridere tutta la sala.
Al di là del siparietto, Fiorello ha colto il senso dell’evento: il Tg2 non è solo un notiziario, è un pezzo della memoria collettiva degli italiani.
Come è nato il Tg2: la riforma che cambiò tutto
Per capire cosa rappresenta il Tg2 bisogna tornare al 1975, l’anno della riforma Rai che ridisegnò l’intero sistema radiotelevisivo italiano. Fino a quel momento esisteva un solo telegiornale, quello di Rai 1. La riforma introdusse redazioni autonome per ciascuna rete, dando vita a tre testate indipendenti.
Il 15 marzo 1976 andò in onda la prima edizione del Tg2. Il primo direttore fu Andrea Barbato, giornalista che volle imprimere alla testata uno stile diverso da quello ufficiale e istituzionale del Tg1: più informale, più vicino alla gente, più attento ai temi sociali. Non a caso il Tg2 venne subito ribattezzato “l’altro telegiornale”.
Il primo conduttore dell’edizione serale fu nientemeno che Piero Angela, che con la sua capacità di spiegare le cose in modo chiaro e accessibile incarnò perfettamente lo spirito della nuova testata. Un esordio che, col senno di poi, rappresentava già una dichiarazione d’intenti.
Cinquant’anni di storia in un documentario
Il cuore delle celebrazioni sarà la proiezione del documentario “Tg2: 50 anni di notizie”, realizzato da Rai Documentari in collaborazione con Rai Teche. Il filmato ripercorre i momenti più significativi della storia della testata attraverso immagini d’archivio, interviste e testimonianze esclusive.
Tra i volti che compaiono nel documentario ci sono nomi che da soli raccontano mezzo secolo di televisione italiana: Giovanni Allevi, Alberto Angela, Renzo Arbore, Fiorello, Paolo Garimberti, Lilli Gruber, Carmen Lasorella, Enrico Mentana, Clemente Mimun, Luciano Onder e padre Paolo Benanti, oltre a decine di giornalisti che hanno fatto e continuano a fare informazione al Tg2.
Il documentario verrà proiettato per la prima volta domenica 15 marzo al MAXXI, esattamente nel giorno del 50° anniversario della prima messa in onda.
La giornata al MAXXI: il programma del 15 marzo
L’evento principale delle celebrazioni si terrà al museo MAXXI di Roma e non sarà solo un viaggio nella memoria. Alla presenza dell’ad Rai Rossi e del direttore Preziosi, interverranno i protagonisti che hanno fatto la storia della testata con le loro testimonianze dirette.
La giornata è pensata anche come momento di riflessione sul futuro dell’informazione: come cambia il giornalismo televisivo nell’era digitale, quali sono le sfide del servizio pubblico e come si costruisce credibilità in un panorama mediatico sempre più frammentato.
Ma il 15 marzo non è l’unica data in calendario. Il 16 marzo una delegazione del Tg2 sarà ricevuta in Vaticano da Papa Leone XIV, e il 17 marzo al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Appuntamenti che sottolineano il peso istituzionale di una testata che ha accompagnato mezzo secolo di vita del Paese.
Il logo “Tg2 50” e le iniziative durante l’anno
Durante la conferenza di ieri è stato presentato anche il logo celebrativo “Tg2 50”, che accompagnerà tutte le iniziative legate all’anniversario nel corso del 2026.
Il piano editoriale prevede puntate speciali di Tg2 Storie e Tg2 Dossier — quest’ultimo la trasmissione più longeva della Rai dopo la Domenica Sportiva — oltre a contenuti dedicati nell’edizione delle 20.30 che ripercorreranno i momenti chiave della storia del telegiornale.
Il direttore Preziosi ha sintetizzato così il senso dell’operazione: un’occasione per riflettere sulle nuove frontiere dell’informazione televisiva, prendendo spunto dall’esperienza di una testata che da cinquant’anni lavora al servizio del Paese. Un binomio tra tradizione e innovazione, ha detto, per andare avanti verso il futuro forti di una grande storia.
I momenti che hanno fatto la storia del Tg2
Cinquant’anni di Tg2 significano cinquant’anni di cronaca italiana e internazionale. Alcuni momenti sono rimasti impressi nella memoria collettiva.
Il 16 marzo 1978, solo due anni dopo la nascita della testata, il giornalista Giancarlo Santalmassi fu il primo in assoluto ad annunciare il rapimento di Aldo Moro in un’edizione straordinaria. Lo stesso 1978 fu l’anno dei tre Papi, un susseguirsi di eventi che tenne il mondo con il fiato sospeso.
Nel 1976 nasce anche Tg2 Dossier, con le sue inchieste e i suoi reportage che hanno raccontato l’Italia nelle sue sfumature più profonde. Furono gli anni di Brando Giordani, Giuseppe Fiori e Aldo Falivena, quest’ultimo ideatore di Ring, uno dei programmi di approfondimento più seguiti dell’epoca.
Il Tg2 fu anche il telegiornale che introdusse le prime anchorwomen nella televisione italiana, aprendo la strada a una rappresentazione femminile del giornalismo televisivo che oggi diamo per scontata ma che all’epoca fu una piccola rivoluzione.
Il Tg2 oggi: rinnovamento e nuovi formati
Negli ultimi anni la testata guidata da Preziosi ha avviato un processo di rinnovamento significativo. Nel 2024 è arrivato un nuovo studio con un’impostazione che mette al centro la persona, e una nuova sigla più moderna.
Tg2 Italia Europa, la trasmissione del mattino condotta da Marzia Roncacci, è stata ripensata come un rotocalco informativo con finestre sull’Italia e sul mondo, spazi dedicati alla cultura, allo spettacolo e al made in Italy. Tg2 Post, il programma di approfondimento serale, è ora condotto da Monica Giandotti (e il sabato da Luciano Ghelfi), dopo sei anni di conduzione di Manuela Moreno.
Un aggiornamento che non rinnega la storia ma la usa come fondamenta per costruire qualcosa di nuovo. In un’epoca in cui l’informazione viaggia alla velocità di un tweet e la credibilità è la moneta più preziosa, il Tg2 prova a restare fedele alla sua missione originaria: portare il telegiornale dalla parte dei telespettatori.