Il Libro Possibile compie 25 anni e inaugura a Londra: dal 10 al 12 marzo alla London Book Fair con Ali Smith e Gianfranco Zola
Il festival culturale pugliese diretto da Rosella Santoro apre l’edizione storica con il presidente della Camera Fontana. A luglio si torna a Polignano a Mare e Vieste
Happy birthday, Il Libro Possibile! Il festival culturale made in Puglia compie 25 anni e inaugura a Londra la XXV edizione, con la direzione artistica di Rosella Santoro.
Dal 10 al 12 marzo, la capitale del Regno Unito ospita la tappa internazionale, realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Londra: un opening stage simbolico e strategico che anticipa gli appuntamenti estivi. A luglio infatti il festival prosegue e si conclude in Puglia, nelle sue sedi storiche di Polignano a Mare e Vieste, dove è nato su iniziativa dell’Associazione Culturale Artes, presieduta da Gianluca Loliva.
Un quarto di secolo di cultura in piazza
Venticinque anni fa Il Libro Possibile nasce con un’ambizione chiara e radicale: portare la cultura fuori dai luoghi convenzionali e dai circuiti più chiusi, per restituirla alle piazze, renderla accessibile, viva, condivisa.
Dopo un quarto di secolo, tra incontri, idee condivise e storie possibili, quel progetto è diventato uno dei festival di piazza più rilevanti e partecipati del panorama italiano, oltre che un modello culturale replicabile anche su scala globale.
Il presidente Fontana inaugura il Padiglione Italia
La 25ª edizione del Libro Possibile a Londra verrà aperta ufficialmente martedì 10 marzo dal presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana. La terza carica dello Stato inaugurerà il Padiglione Italia alla London Book Fair e visiterà lo stand #iLP26.
Morning Talks e Night Stories: il programma
La formula è quella della doppia location: la London Book Fair e l’Istituto Italiano di Cultura di Londra, con un cartellone speciale fatto di incontri dalla mattina alla sera.
Per tutta la durata della London Book Fair, lo spazio espositivo ospiterà ogni mattina, dalle 10.00 alle 14.00, i Morning Talks. Un hub dinamico e aperto al pubblico, pensato come luogo di confronto e produzione di contenuti.
Ogni giorno il Media Corner #iLP26 vedrà la presenza degli storici media partner del festival: Sky TG24 e Telenorba.
Dall’11 marzo, all’Istituto Italiano di Cultura di Londra (Belgrave Square), dalle 18.30 alle 20.30, il festival si sposta nella dimensione serale con le Night Stories, incontri aperti al pubblico su prenotazione.
Gli ospiti: da Ali Smith a Gianfranco Zola
Libri, diritti, economia, ambiente e letteratura civile si intrecciano in un programma che riunisce alcune delle voci più autorevoli del panorama italiano e internazionale: i pluripremiati autori stranieri Geoff Dyer, Ali Smith e Burhan Sönmez, e i bestseller italiani Daria Bignardi, Elsa Fornero, Paolo Taticchi, Mario Tozzi.
A #iLP26_Londra anche un “incontro in trasferta” con la leggenda del calcio Gianfranco Zola e lo storico dirigente sportivo Giorgio Perinetti, protagonisti di un momento di testimonianza civile dedicato alla cura e alla consapevolezza sui disturbi del comportamento alimentare.
Tra gli ospiti attesi al Media Corner figurano Colin Fisher, autore di “The Collective Edge”, e A.N. Shepperd, autore di “Lost & Found in China”.
Santoro: “Londra scelta simbolica e identitaria”
“Celebrare 25 anni di storia è una grande gioia e una profonda soddisfazione, ed è anche un’ulteriore conferma di come Il Libro Possibile sia un progetto culturale capace di crescere nel tempo senza perdere la propria identità – spiega Rosella Santoro, direttrice artistica –. Londra non è una scelta solo geografica, ma profondamente simbolica e identitaria: un luogo di dialogo globale, di pluralità di sguardi, di confronto tra lingue, culture e idee”.
Francesco Bongarrà, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra: “La partnership con Il Libro Possibile consente di inoculare contenuti culturali nella fiera del libro più importante d’Europa dopo la Buchmesse di Francoforte. Un’efficace vetrina internazionale per gli autori italiani nel Regno Unito e per quelli britannici in Italia”.