GialappaShow 2026, prima puntata: Jovanotti, Maccio Capatonda e novità

31 Marzo 2026 di 7 min di lettura
Jovanotti e Mago Forest

La comicità televisiva italiana ha il suo appuntamento fisso del lunedì sera. Il 30 marzo 2026 è partita su TV8 (in simulcast su Sky Uno e in streaming su NOW) la settima stagione di GialappaShow, il varietà firmato da Giorgio Gherarducci e Marco Santin della Gialappa’s Band, prodotto da Banijay Italia. Con Mago Forest saldamente al timone e Jovanotti come co-conduttore d’eccezione della prima puntata, il debutto ha messo subito in chiaro che questa edizione alza l’asticella: più personaggi, più serie, più parodie, ma soprattutto il ritorno di un nome che vale da solo il prezzo del biglietto, Maccio Capatonda.

Jovanotti co-conduttore: l’autoironia come arma

La formula è quella consolidata nelle sei edizioni precedenti: Mago Forest padrone di casa, vittima designata delle frecciate dei due Gialappi che commentano dalla cabina, e un ospite diverso ogni settimana a fare da spalla. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, si è calato nel ruolo con la leggerezza che lo contraddistingue, offrendo il fianco all’ironia di Forest senza mai forzare la mano. La chimica tra i due ha funzionato soprattutto nei momenti di improvvisazione, dove il cantante ha dimostrato una capacità di stare al gioco e ridere di sé stesso che non è scontata per un artista della sua statura. Per le prossime puntate sono già confermati Luca ArgenteroMatilda De AngelisSerena Brancale e Jake La Furia.

L’apertura della serata è stata affidata a una sigla a tema in cui tutto il cast si è trasformato nei Flintstones, un omaggio vintage e spiazzante che ha subito stabilito il tono della serata: niente è troppo alto o troppo basso per la Gialappa’s Band, e la distanza tra il Nobel e la gag da bar è esattamente di uno sketch.

Il ritorno di Maccio Capatonda: “Storie male” è già culto

La vera notizia di questa settima stagione si chiama Storie male. Il ritorno di Maccio Capatonda nel programma è stato accolto con l’entusiasmo che si riserva ai grandi ritorni, e il nuovo format non ha tradito le aspettative. Si tratta di un finto podcast crime in cui il surreale divulgatore Sandro Sgruffa racconta vicende criminali del passato con toni tanto seri quanto paradossali. La struttura è perfetta per il linguaggio contemporaneo: il true crime è il genere più consumato sulle piattaforme audio, e parodiarlo con la precisione chirurgica di Capatonda significa colpire un nervo scoperto della cultura pop italiana.

La prima puntata ha confermato che Maccio non ha perso un grammo della sua capacità di costruire universi narrativi assurdi ma internamente coerenti, dove ogni dettaglio fuori posto è calcolato con maniacale precisione. Se le prossime puntate manterranno questo livello, Storie male è destinato a diventare uno dei contenuti più condivisi della stagione.

Brenda Lodigiani: Bereguarda e il ritorno di Vererrimo

Brenda Lodigiani resta una delle colonne portanti del cast e questa stagione le regala un doppio registro. Il debutto del nuovo personaggio Bereguarda, cantante naïf e perennemente sfortunata in amore, con lo sguardo triste di chi non ha ancora raggiunto il successo agognato, aggiunge al suo repertorio una sfumatura malinconica che si distanzia dalla carica esplosiva delle sue imitazioni. Il personaggio funziona perché Lodigiani non cerca la risata a tutti i costi ma costruisce un microcosmo credibile nella sua assurdità.

Accanto alla novità, il ritorno della collaudata Silvia Toffanin nel contenitore Vererrimo ha regalato uno dei momenti più riusciti della serata. Ospite della prima puntata è stato l’attore e regista Vinicio Marchioni, che si è prestato alla surreale intervista con una generosità comica che ha esaltato il talento di Lodigiani. Sul palco è tornata anche Annalaisa, parodia della cantante, e dietro le quinte la briffatrice Miriam, personaggi ormai familiari al pubblico dello show.

Le novità del cast: da Michela Giraud alla parodia di Pechino Express

Il cast si è presentato al debutto con un arsenale impressionante di nuovi contenuti. Michela Giraud ha portato in scena A’ Vicepreside, una serie ambientata in una scuola serale frequentata da studenti particolarmente indisciplinati, un format che promette sviluppi esilaranti nelle puntate successive. Valentina Barbieri ha debuttato con una nuova Sabrina Ferilli alle prese con i bloopers della sua serie televisiva, mentre Giulia Vecchio ha ampliato il repertorio con una Iva Zanicchi senza freni inibitori e una sorprendente Ema Stokholma, senza abbandonare le imitazioni che l’hanno resa popolare: Milly Carlucci ed Elettra Lamborghini.

La novità più ambiziosa della stagione è la parodia di Pechino Express, con coppie improbabili in viaggio per la Cina. Tra i protagonisti, Matteo Salvini (interpretato da Alessandro Betti) con il suo portaborse, Roberto Bolle (Gigi) con Amedeo (Ross) del duo Pio e Amedeo, Michelle Hunziker (Valentina Barbieri) con Pif (Giovanni Vernia), e la coppia de I Boni Latini formata da Edoardo Ferrario e Stefano Rapone. A condurre una versione caricaturale di Costantino della Gherardesca, interpretato da Ubaldo Pantani, con incursioni di Victoria Cabello.

Sensualità a Corte e i ritorni attesi

Non poteva mancare la serie più iconica del GialappaShow. Sensualità a Corte è tornata con Marcello Cesena e Simona Garbarino nei ruoli di Jean-Claude e Madreh, accompagnati nel primo episodio da un ironico Claudio Santamaria che ha dimostrato ancora una volta quanto gli attori del cinema italiano si divertano a giocare fuori dal proprio territorio. La serie, giunta ormai a una lunga vita all’interno del programma, continua a funzionare perché i due protagonisti riescono a rinnovare la formula senza tradirne l’essenza.

Tra le altre serie, da segnalare l’esordio di Terapia di gruppo, con Alessandro Tiberi — l’indimenticabile stagista di Boris — nei panni di uno psicologo che riceve in seduta i membri del cast. Lo spin-off Gineprio – La serie, con Ubaldo Pantani, e il quiz assurdo condotto da Mago Forest con Alessandro Betti nei panni dell’improbabile concorrente Amos completano un menu ricchissimo. Le performance musicali dei Neri per Caso e le parti curate dal Maestro Vittorio Cosma hanno garantito la giusta cornice sonora.

Il verdetto: la Gialappa’s Band non si accontenta

Alla settima stagione, GialappaShow avrebbe potuto accontentarsi di replicare la formula. Il merito di Gherarducci e Santin è quello di continuare a investire in nuovi contenuti senza sacrificare ciò che funziona. Il risultato è uno show che mantiene il DNA del leggendario Mai dire gol — i commenti irriverenti ai video più assurdi della rete e della tv restano il marchio di fabbrica — ma lo aggiorna con un linguaggio che strizza l’occhio ai social senza diventarne schiavo.

Il cast è probabilmente il più profondo di sempre, con una densità di talento comico per metro quadrato di palcoscenico che pochi programmi italiani possono vantare. Il ritmo è serrato, il flusso tra sketch, finte serie e momenti di cabaret scorre senza intoppi, e la regia di Andrea Fantonelli tiene tutto insieme con mestiere. Se c’è un difetto, è semmai l’abbondanza: in una singola puntata il numero di personaggi e rubriche rischia di non lasciare a ciascuno lo spazio che meriterebbe. Ma è un problema di ricchezza, non di povertà.

L’appuntamento è ogni lunedì alle 21:30 su TV8, Sky Uno e NOW, per otto puntate fino al 18 maggio 2026. La prossima settimana il co-conduttore sarà Luca Argentero.

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Caporedattore di Lifestyleblog.it. Adoro il mondo del Lifestyle

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