Como-Inter 0-0: riepilogo della semifinale d’andata di Coppa Italia
Tutto rimandato ad aprile: al Sinigaglia finisce a reti bianche
La prima semifinale della Coppa Italia 2025/26 non ha regalato gol, ma ha offerto spunti tattici interessanti e qualche emozione spalmata lungo i novanta minuti. Al Sinigaglia di Como, martedì 3 marzo 2026, Como e Inter si sono divise la posta in palio con uno 0-0 che lascia tutto aperto in vista del ritorno. La qualificazione alla finale del 13 maggio si deciderà il 22 aprile a San Siro.
Una partita di studio, di marcature attente e di pochi rischi calcolati. Il copione sembrava scritto in anticipo: Chivu ha scelto il turnover massiccio, Fàbregas ha preferito la solidità alla spettacolarità. Il risultato finale è figlio di queste scelte e, tutto sommato, lascia entrambe le squadre con le stesse possibilità di raggiungere la finale.
La partita: primo tempo propositivo del Como
Il Como ha approcciato la semifinale con coraggio e intensità. Fàbregas ha schierato i suoi con un atteggiamento offensivo, puntando su Nico Paz come riferimento avanzato supportato da Caqueret e Vojvoda. Una soluzione tattica insolita, senza un centravanti di ruolo, ma capace di creare imprevedibilità e densità nella trequarti avversaria.
Nel primo tempo i lariani hanno preso in mano il gioco, muovendo la palla con fluidità e attaccando l’area nerazzurra con un maggior numero di uomini rispetto agli avversari. Il momento più caldo del primo tempo arriva grazie a un guizzo proprio di Paz: il talento argentino si accende improvvisamente e calcia con forza verso la porta, ma Yann Sommer— no, Martinez — risponde con una parata in corner che spegne le speranze lariane.
Dal lato dell’Inter, Chivu ha operato un turnover quasi integrale rispetto all’undici che aveva battuto il Genoa sabato precedente. Unico confermato Carlos Augusto, spostato però sulla fascia. In attacco la coppia Esposito-Diouf, con Darmian e Carlos Augusto proiettati sulle fasce. Una formazione rimaneggiata, costruita per non sprecare le energie in vista del calendario fitto.
Le scelte di Chivu e il piano difensivo
L’Inter del primo tempo ha preferito limitare i danni, accettando la supremazia territoriale del Como senza esporsi eccessivamente. La linea difensiva nerazzurra ha resistito con ordine, non concedendo occasioni nitide agli avversari al di fuori della conclusione di Paz.
La ripresa: palo di Darmian e il clamoroso errore di Valle
Con il cambio di campo il copione si è ribaltato. Il Como ha perso la brillantezza del primo tempo, abbassando progressivamente il ritmo e cedendo il possesso palla all’Inter. I nerazzurri, più freschi nella testa che nelle gambe, hanno cominciato a macinare gioco.
Il momento più clamoroso arriva quasi subito: Darmian si lancia in una rapida discesa sulla destra e calcia da posizione defilata colpendo il palo esterno con Butez immobile. Un legno che ha scosso il Sinigaglia e cambiato l’inerzia della partita.
Poco dopo, però, è il Como a sfiorare il vantaggio in maniera ancora più sensazionale. Alex Valle, servito su un cross basso, si ritrova praticamente a porta vuota ma calcia incredibilmente fuori da pochi passi. Un errore clamoroso, probabilmente il più grande della serata, che ha fatto esplodere un misto di incredulità e rimpianto sugli spalti di casa.
I cambi di Chivu nella ripresa
Con il passare dei minuti Chivu ha inserito Thuram, Zielinski e Dumfries, poi Luis Henrique e infine Mkhitaryan. Cambi pensati per gestire il possesso e non per aprire la partita: l’obiettivo nerazzurro era chiaramente quello di non subire gol e rimandare tutto al ritorno di San Siro.
Thuram si è mosso bene nel gioco e ha tentato un paio di conclusioni, ma Butez non è mai stato davvero impensierito. Negli ultimi venti minuti l’Inter ha tenuto il pallone con continuità, costruendo una melina ininterrotta fino al triplice fischio.
Le statistiche e i numeri della gara
Qualche dato utile per inquadrare la semifinale di andata:
- Possesso palla: Como 60%, Inter 40% nel primo tempo; ribaltamento netto nella ripresa (40%-60%)
- Tiri totali: pochi e poco pericolosi per entrambe le squadre
- Occasioni più nitide: parata di Martinez su Paz, palo di Darmian, tap-in fallito da Valle
- Portieri quasi inoperosi, specialmente nel secondo tempo
- Zero ammonizioni di rilievo, partita corretta e poco spezzettata
Il contesto: semifinali Coppa Italia 2025/26
La Coppa Italia 2025/26, denominata ufficialmente Coppa Italia Frecciarossa, è la 79ª edizione della competizione. La formula prevede semifinali di andata e ritorno, senza la regola dei gol in trasferta: in caso di parità complessiva nei 120 minuti della gara di ritorno si andrà ai rigori.
Como e Inter si erano già affrontate agli ottavi di finale di Coppa Italia nel 1991, un precedente che appartiene alla storia del calcio italiano. Il ritorno odierno dei lariani tra le grandi è una delle storie più belle della stagione in corso, con Fàbregas che ha costruito una squadra propositiva e ambiziosa capace di raggiungere le semifinali di questa competizione.
Sull’altro lato del tabellone, mercoledì 4 marzo, si gioca Lazio-Atalanta, l’altra semifinale d’andata. Le due vincenti si sfideranno nella finale prevista il 13 maggio 2026 allo Stadio Olimpico di Roma.
Chi va in finale?
Per passare il turno, il Como dovrà fare risultato a San Siro il 22 aprile: impresa tutt’altro che impossibile, come dimostra la prestazione di ieri sera. I nerazzurri invece, favoriti sulla carta e con il vantaggio di giocare il ritorno in casa, devono ritrovare brillantezza offensiva dopo una serata decisamente sottotono.
Dichiarazioni post-partita
Cristian Chivu, ai microfoni Mediaset, ha spiegato le sue scelte:
«Avevamo qualche emergenza, abbiamo dovuto fare qualche cambio. Per la prima volta abbiamo giocato con due trequartisti dietro una punta e cambiato modo di difendere cercando di andare a prenderli a uomo.»
Un allenatore che guarda già avanti, consapevole che il risultato fondamentale per entrambe le squadre è non subire gol nelle prossime gare di campionato. L’Inter domenica 8 marzo affronta il derby della Madonnina, mentre il Como sabato 7 è atteso dalla trasferta di Cagliari.
Serata sobria al Sinigaglia: non solo calcio
Prima del fischio d’inizio, un minuto di raccoglimento ha solennizzato la memoria di un ex tecnico nerazzurro scomparso domenica 1 marzo. Un momento di rispetto che ha unito le tifoserie in un silenzio toccante, prima che il calcio tornasse protagonista.
Cosa aspettarsi dal ritorno
Il 22 aprile a San Siro si gioca la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Inter e Como. Con l’0-0 dell’andata tutto è aperto: qualsiasi gol cambierà le sorti della qualificazione.
Il Como dovrà scegliere se:
- Attaccare fin dall’inizio, sfruttando gli spazi che San Siro potrebbe concedere
- Aspettare e colpire in contropiede, come già sa fare bene con Paz e Vojvoda
L’Inter, dal canto suo, dovrà:
- Ritrovare concretezza offensiva, trasformando il possesso palla in occasioni vere
- Evitare amnesie difensive come quelle sfiorate nella ripresa al Sinigaglia
- Schierare la formazione migliore, senza risparmio
La Coppa Italia è ancora tutta da scrivere. E la semifinale di ritorno si preannuncia molto più intensa e aperta di quanto l’andata faccia presagire.