Canzonissima, Arisa vince la seconda puntata: la serata delle dediche conquista il pubblico
La seconda puntata di Canzonissima 2026, andata in onda sabato 28 marzo in prima serata su Rai 1, ha incoronato Arisa con la sua interpretazione de La leva calcistica della classe ’68 di Francesco De Gregori. La cantante, al debutto nel cast dello show dopo essere entrata in rotazione rispetto alla prima puntata, si è aggiudicata la “canzonissima” della serata e con essa l’accesso diretto alla finale, raggiungendo Fabrizio Moro che aveva vinto la settimana precedente con Il mio canto libero di Lucio Battisti.
La serata, condotta da Milly Carlucci in diretta dall’Auditorium Rai del Foro Italico, era costruita attorno al tema della “dedica”: ogni artista ha portato sul palco un brano non proprio, scelto per essere dedicato a qualcuno o a qualcosa di speciale nella propria vita. Un tema che ha regalato momenti di grande intensità emotiva e ha permesso al pubblico di scoprire lati intimi e inediti dei protagonisti.
L’omaggio a Gino Paoli: “Grazie per tutto quello che ci ha donato”
La puntata si è aperta con un momento toccante dedicato a Gino Paoli, scomparso il 24 marzo all’età di 91 anni. Sulle note di Ti lascio una canzone, Milly Carlucci ha voluto ricordare quello che ha definito “il papà di tutti i cantanti e cantautori italiani”, un omaggio sobrio e sentito che ha dato il tono a una serata interamente dedicata alle emozioni e ai ricordi.
Le esibizioni: da Fausto Leali a Enrico Ruggeri, le dediche più emozionanti
Ad aprire la gara è stato Fausto Leali, che ha dedicato Almeno tu nell’universo di Mia Martini alla moglie Germana, il suo “punto fermo”. Milly Carlucci ha invitato la donna a raggiungere il marito al centro del palco, regalando uno dei momenti più belli della serata.
Fabrizio Moro, vincitore della prima puntata, è tornato sul palco con Anima fragile di Vasco Rossi, dedicata al suo primo amore. Un’esibizione carica di vulnerabilità: “È stato difficile cantarla, mi ricorda un momento della mia vita molto particolare”, ha confessato il cantautore romano. Caterina Balivo lo ha definito “vero e autentico”.
Enrico Ruggeri ha scelto Quello che le donne non dicono per ricordare la madre Clara, trasformando il brano in una riflessione sulle speranze disattese con una sincerità disarmante: “Noi uomini, come i politici in campagna elettorale, siamo bravi a fare promesse, ma poi non sempre siamo in grado di mantenerle.”
Sul palco si sono alternati anche Vittorio Grigolo con ‘O sole mio, Elettra Lamborghini con Alta marea, Irene Grandi, Malika Ayane, Michele Bravi, Leo Gassmann e i Jalisse, che hanno proposto Per sempre sì, la canzone vincitrice di Sanremo 2026. Paolo Jannacci, al debutto nella competizione, ha reso omaggio al padre Enzo con Vengo anch’io. No, tu no, un momento che ha unito comicità e commozione.
Vanessa Scalera ospite: “Sono stonata, ma parlo d’amore”
Tra gli ospiti della serata, Vanessa Scalera — alla vigilia dell’ultima puntata di Imma Tataranni su Rai 1 — è salita sul palco per una dedica fuori gara. L’attrice ha scelto di omaggiare Adriano Celentano, il suo “dio dell’amore”, con una performance non cantata ma recitata, dichiarando con autoironia: “Sono stonata, ma parlo d’amore.” Un momento di leggerezza che ha spezzato la tensione emotiva della serata.
Spazio anche al cast di Notre Dame de Paris, il musical firmato da Riccardo Cocciante che sta celebrando i 25 anni di tournée italiana con numeri da record. La loro esibizione ha portato sul palco la potenza scenica dello spettacolo, aggiungendo una dimensione teatrale alla serata.
Come funziona il voto: i “magnifici 7”, gli artisti e il pubblico social
A decretare la canzonissima vincitrice di ogni puntata concorrono tre componenti di voto: il panel dei “magnifici 7” — Claudio Cecchetto, Francesca Fialdini, Pierluigi Pardo, Riccardo Rossi, Simona Izzo, Caterina Balivo e Giacomo Maiolini — gli stessi cantanti in gara (che possono votare qualsiasi brano tranne il proprio) e il pubblico, coinvolto attraverso i social. Tutte le esibizioni sono accompagnate da un’orchestra di 25 elementi diretta dal Maestro Luigi Saccà, con coreografie firmate da Matteo Addino.
Con la vittoria di Arisa, sono ora due le “canzonissime” qualificate alla finale prevista al termine delle sei serate: Il mio canto libero (Fabrizio Moro) e La leva calcistica della classe ’68(Arisa). Nella prossima puntata il tema sarà dedicato ai primi successi in carriera.