Bosnia-Italia, la vigilia della partita più importante degli ultimi 12 anni

Novanta minuti — più eventuali supplementari e rigori — separano l’Italia dal ritorno al Mondiale. Martedì 31 marzo, alle ore 20:45, la nazionale di Gennaro Gattuso scenderà in campo allo Stadion Bilino Polje di Zenica per la finale dei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti. Dall’altra parte ci sarà la Bosnia di Sergej Barbarez, trascinata dall’eterno Edin Dzeko. Una gara secca, da dentro o fuori, che porta con sé il peso di due mancate qualificazioni consecutive — Svezia nel 2017, Macedonia del Nord nel 2022 — e di un’Italia che non calca il palcoscenico mondiale dal Brasile 2014.
L’ultimo precedente incoraggiante è proprio a Zenica: il 15 novembre 2019, nelle qualificazioni a Euro 2020, gli azzurri di Mancini passeggiarono 3-0 in quello stesso stadio. Ma questa è un’altra storia e un’altra pressione.
Come ci arriva l’Italia: il 2-0 all’Irlanda del Nord e la fiducia ritrovata
La semifinale di giovedì 26 marzo ha restituito un’Italia solida e concreta. Alla New Balance Arena di Bergamo, gli azzurri hanno superato l’Irlanda del Nord 2-0 con i gol di Sandro Tonali al 56′ — una conclusione chirurgica dal limite dell’area dopo una costruzione paziente — e di Moise Kean all’80’, il sigillo che ha scacciato la paura e regalato la finale.
Kean, in particolare, sta vivendo un momento di grazia straordinario con la maglia azzurra: 12 gol nelle ultime 12 presenze da titolare, 7 nelle ultime 5. Una continuità realizzativa che, paradossalmente, contrasta con una stagione complicata alla Fiorentina. Ma quando indossa l’azzurro, il centravanti viola si trasforma. Sarà lui la certezza di Gattuso anche a Zenica.
Tonali, acciaccato dopo la Champions League, ha stretto i denti e ha risposto presente. L’altra buona notizia è Alessandro Bastoni: il difensore dell’Inter era in dubbio fino all’ultimo (“Al 99% non sarebbe nemmeno dovuto scendere in campo”, ha rivelato Gattuso), ma ha giocato e tenuto bene. A Zenica ci sarà.
La probabile formazione: 3-5-2 confermato, l’unico dubbio è in attacco
Gattuso non ha intenzione di stravolgere la squadra che ha battuto l’Irlanda del Nord. Il 3-5-2 è il modulo di riferimento: tre difensori, due esterni a tutta fascia, un regista, due mezzali e il doppio centravanti. L’unico vero ballottaggio riguarda il partner di Kean in attacco.
ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Retegui/Pio Esposito, Kean. CT: Gattuso.
Mateo Retegui è stato il peggiore in campo a Bergamo — un gol clamorosamente sbagliato a porta vuota sullo 0-0 — ma resta un centravanti potenzialmente decisivo e Gattuso tende a confermarlo. Pio Esposito, entrato nella ripresa, ha avuto un impatto molto positivo e si candida con forza per una maglia da titolare. Il ballottaggio è apertissimo: secondo Sky Sport e Eurosport, Esposito è in leggero vantaggio; per la Gazzetta dello Sport resta favorito Retegui.
Per il resto, formazione confermata: Donnarumma in porta, linea a tre con Mancini, Bastoni e Calafiori; Politano e Dimarcosulle fasce; Barella, Locatelli e Tonali a centrocampo.
L’avversaria: la Bosnia di Dzeko e Barbarez non è da sottovalutare
La Bosnia è arrivata a questa finale battendo ai rigori il Galles a Cardiff dopo un 1-1 nei tempi regolamentari. Il gol dell’1-1 all’86’ porta la firma di chi, se non di Edin Dzeko: 40 anni compiuti il 17 marzo, 73 gol e 147 presenze con la nazionale (entrambi record), un colpo di testa su corner che ha tenuto in vita un’intera nazione.
Dzeko lo conosciamo bene: un lungo passato in Serie A tra Roma, Inter e una breve parentesi alla Fiorentina, prima del trasferimento allo Schalke 04 lo scorso gennaio. Non ha più la rapidità di un tempo, ma resta un centravanti di classe e d’esperienza mondiale, il tipo di giocatore che nelle partite da dentro o fuori può inventare qualcosa dal nulla. Accanto a lui, Demirovic (Borussia Dortmund) garantisce profondità e lavoro sporco.
La Bosnia di Barbarez gioca con un 3-5-1-1 speculare: Kolasinac in difesa porta l’esperienza della Premier League, il giovanissimo Alajbegovic (18 anni) è la rivelazione del centrocampo, e il mediano Sunjic dà fisicità alla mediana. Il Bilino Polje, con i suoi 15.600 posti a sedere e il pubblico a ridosso del campo, si trasformerà in una bolgia. L’Italia dovrà essere pronta a soffrire.
I precedenti: 6 sfide, 4 vittorie azzurre e un solo ko (nel 1996)
Il bilancio dei precedenti sorride nettamente all’Italia: 4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta in sei confronti totali. L’unica sconfitta risale al 6 novembre 1996, un’amichevole storica giocata a Sarajevo in una città ancora devastata dalla guerra: Bosnia-Italia 2-1, con gol di Salihamidzic e Bolic (nel mezzo il pareggio di Enrico Chiesa). Fu l’ultima partita di Arrigo Sacchi sulla panchina azzurra.
L’ultimo precedente è l’amichevole di Empoli del giugno 2024, vinta dall’Italia 1-0 con gol di Frattesi. A Zenica, nel novembre 2019, fu 3-0 secco nelle qualificazioni europee. Ma i playoff sono un mondo a parte, e l’Italia lo sa fin troppo bene: nelle ultime due occasioni in cui ha dovuto passare dagli spareggi per andare al Mondiale, è stata eliminata.
L’incubo da esorcizzare: Svezia 2017 e Macedonia 2022
È impossibile parlare di questa finale senza affrontare i fantasmi del passato. Nel novembre 2017, l’Italia di Ventura fu eliminata dalla Svezia: 1-0 a Stoccolma e 0-0 a San Siro, una delle serate più buie della storia del calcio italiano. Nel marzo 2022, la Macedonia del Nord inflisse un altro trauma con il gol di Trajkovski al 92′ a Palermo, cancellando la seconda partecipazione consecutiva al Mondiale.
Gattuso ne è consapevole e non ha nascosto la pressione: dopo la vittoria sull’Irlanda del Nord, il ct ha parlato di una squadra che “da due mesi pensa solo al Mondiale”. L’esterno Matteo Politano, in un’intervista a Vivo Azzurro TV, ha ribadito: “Il nostro unico pensiero è andare al Mondiale. Chiedo agli italiani di starci vicini.”
Se l’Italia dovesse farcela, tornerebbe a disputare un Mondiale dopo 12 anni e si qualificherebbe al girone B insieme a Canada, Svizzera e Qatar, con le partite a Toronto, Los Angeles (SoFi Stadium) e Seattle nel mese di giugno. Un sogno che a Zenica può diventare realtà. O un altro incubo.
Dove e quando vedere Bosnia-Italia
La finale playoff Bosnia-Italia si gioca martedì 31 marzo 2026 alle ore 20:45 allo Stadion Bilino Polje di Zenica. Diretta tv in chiaro su Rai 1 e in streaming su RaiPlay. In caso di parità al termine dei 90 minuti regolamentari, si disputeranno tempi supplementari ed eventualmente calci di rigore.
