Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028: il progetto

Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028. L’annuncio è arrivato oggi, mercoledì 18 marzo 2026, dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli nella Sala…

B di mercoledì 18 marzo 2026 5 min di lettura
Ancona (Depositphotos)
Ancona (Depositphotos)

Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028. L’annuncio è arrivato oggi, mercoledì 18 marzo 2026, dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli nella Sala Spadolini del Collegio Romano a Roma. Il capoluogo marchigiano ha battuto la concorrenza di altre nove città finaliste con il dossier “Ancona. Questo adesso”, giudicato eccellente all’unanimità dalla giuria di selezione. Una vittoria che porta le Marche a conquistare il titolo per la seconda volta in quattro anni, dopo Pesaro 2024, e che proietta la città adriatica al centro della scena culturale italiana.

Il dossier vincitore: “Ancona. Questo adesso”

Il titolo del progetto è tratto da un verso del poeta anconetano Francesco Scarabicchi, scomparso nel 2021, e racconta la volontà di una città che sceglie di vivere il presente per costruire il futuro. Il dossier, firmato dalla direzione creativa di Anghela Alò, creative director di fama internazionale, ha coinvolto nomi di altissimo profilo: il premio Oscar Dante Ferretti (tre statuette per The AviatorSweeney Todd e Hugo Cabret), il regista Abel Ferrara e il musicista Dardust. Lo stesso Ferretti, marchigiano di nascita, ha definito Ancona “meravigliosa”, ricordando che proprio lì iniziò la sua carriera e che Fellini si ispirò alla città per E la nave va.

Il programma culturale si articola in quattro grandi macroaree, ciascuna ispirata alla morfologia naturale della città — tra mare e parco, storia e futuro — e presentata attraverso gli avatar digitali di figure simbolo di Ancona.

La prima, “Questo Mare”, sotto il segno di Venere (a cui era dedicato il tempio sull’Acropoli), è il cuore del progetto: comprende la creazione di un Museo della civiltà del Mare Adriatico, un concept innovativo che connette storia, natura e cultura del Mediterraneo. La seconda, “Via Maestra”, sotto l’egida dell’archeologo Ciriaco Pizzecolli (padre dell’archeologia moderna), prevede il recupero monumentale degli spazi culturali del centro storico: dalla Pinacoteca al Museo Archeologico Nazionale, dalla Biblioteca a una rete condivisa per mostre e convegni. La terza, “Adesso Parco”, ispirata all’eroina Stamira, riguarda il Parco urbano del Cardeto e il Parco del Conero, in cammino per diventare parco nazionale. L’ultima, “Mare Culturale”, sotto la protezione del grande tenore Franco Corelli, raccoglie i progetti digitali e i nuovi linguaggi delle giovani generazioni.

Le motivazioni della giuria

La giuria, presieduta da Davide Maria Desario e composta da Luca Galassi, Vincenzo Trione, Luisa Piacentini, Vicky Diquattro, Davide Rossi e Stefano Baia Curioni, ha scelto Ancona all’unanimità. Nelle motivazioni si legge che il dossier propone un modello di valorizzazione culturale capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale, con un programma di interventi rivolto a un pubblico ampio e diversificato. La dimensione europea e mediterranea del progetto è stata considerata particolarmente rilevante: Ancona si è presentata come hub di rotte internazionali, con adesioni da città come Spalato, Dubrovnik, Zara e Venezia, in linea con la strategia EUSAIR dell’Unione europea per la Regione Adriatico-Ionica.

Un elemento che ha colpito i giurati è il coinvolgimento attivo dei giovani, considerati non solo fruitori ma protagonisti dei processi creativi. Anche l’accessibilità è stata un punto di forza: la copia in Braille del dossier e il ruolo guida del Museo Tattile Statale Omero — unico nel suo genere in Italia — testimoniano un’attenzione concreta all’inclusione.

Ancona: città-porto e città-parco

Ancona è una città che molti italiani conoscono poco e che questo titolo potrebbe finalmente portare alla ribalta. Il capoluogo marchigiano è una città di mare e di frontiera: il suo porto naturale l’ha resa per secoli crocevia tra Occidente e Oriente, punto di partenza per la Grecia, la Croazia, il Montenegro. La Mole Vanvitelliana, progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli nel Settecento, è uno dei monumenti più imponenti dell’Adriatico. Il Duomo di San Ciriaco, affacciato sul mare dalla cima del colle Guasco, offre una delle viste più spettacolari di tutta la costa adriatica.

Ma Ancona è anche natura: il Parco del Conero, con le sue falesie bianche a picco sull’acqua e le spiagge di Portonovo, Sirolo e Numana, è uno dei tratti di costa più belli d’Italia. Un patrimonio che il progetto di Capitale della Cultura vuole valorizzare e connettere al tessuto urbano attraverso percorsi culturali, artistici e ambientali.

Il sindaco Daniele Silvetti ha commentato la vittoria con emozione: “È un obiettivo molto importante per la comunità, per la città e per l’intera regione. Abbiamo fatto un lavoro importante per comporre un dossier competitivo e originale”.

Le altre finaliste e il percorso del titolo

Ancona ha superato nove città finaliste che hanno presentato progetti di grande qualità. Le altre candidate erano: Forlì (“I sentieri della bellezza”), Anagni (“Hernica Saxa”), Catania (“Catania continua”), Colle di Val d’Elsa (“Colle28”), Gravina in Puglia (“Radici al futuro”), Massa (“La Luna, la pietra”), Mirabella Eclano (“L’Appia dei popoli”), Sarzana (“L’impavida”) e Tarquinia (“La cultura è volo”).

La Capitale italiana della Cultura è un’iniziativa del Ministero della Cultura attiva dal 2014, che assegna alla città vincitrice un contributo di un milione di euro per la realizzazione del programma. Il titolo è preceduto da L’Aquila (2026) e Pordenone (già designata per il 2027). Per le città non vincitrici è previsto il programma “Cantiere Città”, un’iniziativa di supporto del Ministero per non disperdere le idee e le relazioni nate durante la candidatura.

Cosa significa per chi vuole visitare Ancona

Il titolo di Capitale della Cultura genera storicamente un aumento significativo del turismo e dell’attenzione mediatica verso la città designata. Per chi sta già pensando a una visita, Ancona è facilmente raggiungibile in treno (sulla linea adriatica Bologna-Bari), in auto (A14) e via mare (traghetti per Grecia e Croazia). L’aeroporto delle Marche, a Falconara, collega il capoluogo con le principali città italiane ed europee.

Il 2028 è lontano, ma il percorso di preparazione inizia adesso. Nei prossimi mesi verranno definiti i dettagli del programma culturale, le mostre, gli eventi e i percorsi che trasformeranno Ancona nella porta culturale dell’Adriatico.

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Scritto da Betty Barletta

Caporedattore di Lifestyleblog.it. Adoro il mondo del Lifestyle