I vincitori dimenticati di Sanremo: che fine hanno fatto i campioni dell’Ariston

9 Febbraio 2026 di 9 min di lettura
Festival di sanremo - I Vincitori nella foto : 1997 - Jalisse con "Fiumi di parole" - Alberto Terenghi / IPA
Festival di sanremo - I Vincitori nella foto : 1997 - Jalisse con "Fiumi di parole" - Alberto Terenghi / IPA

Vincere il Festival di Sanremo dovrebbe essere il trampolino definitivo verso il successo. Per qualcuno lo è stato, per altri si è rivelato l’inizio della fine. Viaggio tra i campioni dell’Ariston che il pubblico ha dimenticato.

La storia del Festival di Sanremo è piena di contraddizioni affascinanti. Ci sono artisti che non hanno mai vinto eppure hanno costruito carriere straordinarie: basta pensare a Lucio Dalla, Vasco Rossi o Claudio Baglioni, che all’Ariston non hanno mai alzato il trofeo. E poi ci sono quelli che hanno alzato il Leone d’Oro, si sono presi l’applauso dell’Ariston, hanno occupato le prime pagine dei giornali per una settimana e poi sono scivolati lentamente nell’oblio.

Con la 76ª edizione alle porte, condotta da Carlo Conti dal 24 al 28 febbraio 2026, è il momento giusto per chiedersi: che fine hanno fatto i vincitori dimenticati di Sanremo?

Jalisse: 28 volte esclusi dopo aver vinto

È impossibile parlare di vincitori dimenticati senza partire da loro. Nel 1997 Fabio Ricci e Alessandra Drusian, in arte Jalisse, vincono il Festival con Fiumi di parole battendo nientemeno che Patty Pravo (che cantava un brano scritto da Vasco Rossi) e Nek con Laura non c’è. Una vittoria a sorpresa, arrivata praticamente dal nulla: il duo era passato dalle Nuove Proposte ai Big grazie a un regolamento che permetteva ai finalisti della sezione giovani di accedere alla categoria principale.

Quello che succede dopo è una delle storie più assurde della musica italiana. L’album Il cerchio magico del mondo vende appena 50.000 copie, un risultato deludente per un vincitore del Festival. Al Eurovision Song Contest di Dublino arrivano quarti, ma nel libro Vox Populi del giornalista Gigi Vesigna emergerà anni dopo che la Rai avrebbe sabotato la loro partecipazione per evitare di dover organizzare l’edizione successiva della competizione europea. Da quel momento inizia una discesa che ha dell’incredibile: dal 1998 al 2025, i Jalisse si sono candidati ogni anno per tornare a Sanremo. Ventotto tentativi, ventotto rifiuti. Un record negativo che li ha trasformati, loro malgrado, in un meme vivente.

Il duo non si è mai arreso. Ha pubblicato cinque album, ha partecipato a programmi come Ora o mai più nel 2018 e L’Isola dei Famosi nel 2023, e nel 2024 è finalmente tornato sul palco dell’Ariston come ospite nella serata delle cover, grazie a un’iniziativa di Fiorello. Un cerchio che si è chiuso dopo ventisette anni, anche se non nel modo che avrebbero voluto. I Jalisse vivono a Oderzo, in provincia di Treviso, sono ancora sposati e continuano a fare musica. Come hanno dichiarato loro stessi: “Noi lavoriamo 365 giorni l’anno, non solo prima e dopo Sanremo.”

Valerio Scanu: dal trionfo di Amici al dimenticatoio

I vincitori dimenticati di Sanremo: che fine hanno fatto i campioni dell'Ariston

La parabola di Valerio Scanu è emblematica di un’epoca precisa del Festival, quella in cui i talent show dominavano la scena. Sardo di La Maddalena, classe 1990, arriva secondo ad Amici di Maria De Filippi nel 2008 e due anni dopo vince il 60° Festival di Sanremo con Per tutte le volte che…, un brano scritto da Pierdavide Carone. La vittoria è controversa: il pezzo viene eliminato dalla giuria demoscopica nella seconda serata e ripescato dal televoto il giorno dopo. In finale batte il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici e un giovanissimo Marco Mengoni, che oggi è una superstar internazionale.

A rendere quella finale memorabile è la protesta dell’orchestra dell’Ariston, che straccia gli spartiti per contestare l’esclusione di Malika Ayane dal podio. Lo stesso Scanu, anni dopo, minimizzerà l’episodio definendolo “una scenetta teatrale organizzata prima”.

Dopo Sanremo, la carriera discografica di Scanu non decolla mai veramente. Il singolo vincitore ottiene il disco di platino, ma i progetti successivi faticano a trovare pubblico. Nel 2013 lascia la EMI e fonda la propria etichetta indipendente, la NatyLoveYou. Nel 2016 torna a Sanremo con Finalmente piove, scritta da Fabrizio Moro, ma si piazza tredicesimo. Partecipa poi a Tale e quale show, vincendo il torneo nel 2015, e all’Isola dei Famosi. A inizio 2025 lo ritroviamo nel cast di Ora o mai più, il programma di Rai 1 dedicato proprio alle ex stelle della musica italiana. In quell’occasione ha ammesso con disarmante sincerità di essere “finito nel dimenticatoio” e di aver diversificato le sue attività aprendo dei saloni di bellezza.

Marco Carta: il primo vincitore da talent show

Prima di Scanu c’era stato Marco Carta, cagliaritano classe 1985, vincitore di Amici nel 2008 e del Festival di Sanremo nel 2009 con La forza mia. Due vittorie in meno di un anno che sembravano il preludio di una carriera stellare. In realtà, dopo il boom iniziale e qualche successo discografico, la sua popolarità è calata progressivamente. A riportarlo sulle pagine dei giornali, nel 2019, è stata soprattutto la vicenda giudiziaria legata al presunto furto di magliette alla Rinascente di Milano, da cui è stato poi assolto. Oggi Carta continua a fare musica in modo indipendente, lontano dai grandi circuiti mediatici.

Tiziana Rivale: la vittoria che colse impreparati tutti

Andiamo indietro nel tempo, al 1983. In quell’edizione del Festival non c’è divisione tra Big e Nuove Proposte, e una giovane cantante di Formia di nome Tiziana Rivale arriva alla vittoria a sorpresa con Sarà quel che sarà. Il brano diventa un successo clamoroso, ma il problema è che nessuno se lo aspettava, nemmeno la sua casa discografica, che non aveva nemmeno un album pronto. Per anni la Rivale ha girato il mondo cantando quasi esclusivamente la sua hit, senza riuscire a replicare quel successo. In tempi più recenti l’abbiamo rivista in televisione a Tale e quale show, ma la sua carriera musicale è rimasta legata a quell’unica, folgorante canzone.

Aleandro Baldi: il talento cieco che vinse e scomparve

Nel 1992 Aleandro Baldi, cantante toscano non vedente, conquista il pubblico nella sezione Novità con Non amarmi, in duetto con Francesca Alotta. Due anni dopo torna tra i Big e vince con Passerà. Scoperto dal grande produttore Giancarlo Bigazzi, Baldi sembrava destinato a una carriera importante, spesso paragonato ad Andrea Bocelli per la comune cecità e l’origine toscana. Ma mentre Bocelli è diventato uno degli artisti italiani più famosi al mondo, Baldi è scivolato fuori dai radar nel giro di pochi anni. Non ha mai smesso di comporre e dedicarsi alla musica, ma sempre in tono decisamente minore rispetto a quel trionfo sanremese.

Annalisa Minetti: dalla vittoria alla pista d’atletica

“Il Salvatori 2015” festeggiato dai più grandi artisti dello spettacolo italiano -

Uno dei casi più singolari è quello di Annalisa Minetti. Nel 1998, a soli ventiquattro anni, la cantante milanese vince il Festival con Senza te o con te, partendo dalla sezione Giovani e conquistando il titolo assoluto grazie al regolamento che permetteva ai primi classificati tra le Nuove Proposte di gareggiare con i Big. Già affetta da una grave forma di retinite pigmentosa che la porterà alla cecità totale, la Minetti commuove l’Italia intera.

Dopo Sanremo però la carriera musicale non decolla. Annalisa Minetti trova la sua vera dimensione nello sport paralimpico, diventando una campionessa di atletica leggera con risultati significativi a livello internazionale. Una reinvenzione totale che l’ha portata lontano dal palco dell’Ariston ma le ha regalato soddisfazioni forse ancora più grandi.

Piccola Orchestra Avion Travel: troppo raffinati per il grande pubblico

Il 2000 è l’anno della vittoria più di nicchia nella storia del Festival. La Piccola Orchestra Avion Travel, formazione campana guidata dalla voce di Peppe Servillo, vince con Sentimento, un brano elegante e colto che conquista la critica ma lascia perplesso il grande pubblico. L’album di debutto post-vittoria non sfonda nelle classifiche, e il gruppo torna rapidamente nel circuito dei club e dei festival jazz da cui proveniva. Servillo ha continuato una brillante carriera come attore (fratello del più celebre Toni Servillo, protagonista de La grande bellezza) e la band non ha mai smesso di suonare, ma la vittoria sanremese resta un episodio isolato nella loro storia, più che un trampolino di lancio.

Giò Di Tonno e Lola Ponce: il musical che conquistò l’Ariston

Nel 2008 il Festival vede trionfare una coppia anomala: Giò Di Tonno e Lola Ponce con Colpo di fulmine. Entrambi provengono dal mondo del musical (lui da Notre Dame de Paris, lei dalla stessa produzione dove interpretava Esmeralda) e la loro vittoria viene accolta con stupore. Dopo Sanremo, entrambi tornano esattamente da dove erano venuti: il teatro musicale. Lola Ponce si trasferisce in Argentina e prosegue la carriera tra televisione e spettacolo in Sud America, mentre Di Tonno continua con i musical in Italia, lontano dai riflettori della musica pop.

Mino Vergnaghi: il Carneade per eccellenza

Se c’è un nome che incarna alla perfezione il concetto di “vincitore dimenticato”, è quello di Mino Vergnaghi. Nel 1979 il cantante piemontese vince il Festival con Amare, dopo essersi messo in evidenza l’anno prima con Parigi addio. Dopo la vittoria sparisce completamente dalla scena per quasi un decennio, salvo poi riemergere come coautore di brani per artisti del calibro di Zucchero e Giorgia. Un destino curioso: dimenticato come interprete, prezioso come autore nell’ombra.

Povia: dal fenomeno popolare al silenzio

Vincitore nel 2006 con Vorrei avere il becco, dopo aver già conquistato il grande pubblico l’anno precedente con il tormentone I bambini fanno ooh, il cantautore milanese sembrava avere tutte le carte in regola per costruire una carriera solida. Eppure, dopo i primi anni di successo, Povia si è gradualmente allontanato dal mainstream musicale. Ha continuato a pubblicare album e a esibirsi dal vivo, mantenendo un seguito fedele, ma senza mai ritrovare la visibilità di quei due Festival consecutivi che lo avevano reso un nome familiare in ogni casa italiana.

Perché alcuni vincitori spariscono e altri no?

Guardando l’elenco dei vincitori di Sanremo, è evidente che il Festival non è una garanzia di successo duraturo. Per ogni Mahmood, Måneskin o Marco Mengoni che hanno usato la vittoria come rampa di lancio verso carriere internazionali, ci sono altrettanti nomi che sono svaniti nel giro di pochi mesi.

Le ragioni sono diverse. In alcuni casi pesa l’assenza di un progetto discografico solido alle spalle della vittoria: i Jalisse e Tiziana Rivale ne sono l’esempio perfetto. In altri, è il meccanismo dei talent show a creare artisti troppo “costruiti” per resistere all’usura del tempo, come nel caso di Carta e Scanu. C’è poi chi, come gli Avion Travel, è semplicemente troppo raffinato per il mercato mainstream, e chi come Povia non è riuscito a mantenere nel tempo la connessione con il grande pubblico.

Il Festival di Sanremo 2026, con i suoi trenta Big in gara dal 24 al 28 febbraio, produrrà un nuovo vincitore. La storia insegna che quel nome potrebbe entrare nella leggenda della musica italiana o finire nella lista dei campioni dimenticati. Dipenderà dal talento, certo. Ma anche dalla capacità di costruire qualcosa di duraturo oltre quella settimana magica sul palco dell’Ariston. Perché vincere Sanremo è un traguardo. Restare nella memoria degli italiani è tutta un’altra storia.

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Scritto da

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 nella Giuria Stampa del Festival di Sanremo. Dottore in Comuncazione e Multimedia

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