Sanremo 2026 vs Sanremo 2025: tutte le differenze tra le due edizioni Conti
Carlo Conti torna al timone per la seconda volta consecutiva, ma il Festival di Sanremo 2026 non è un semplice copia e incolla dell’edizione precedente. Dalle date spostate per le Olimpiadi alla co-conduzione fissa di Laura Pausini, dal nuovo jingle al caso Pucci, ecco tutto quello che cambia (e quello che resta uguale) tra la 75esima e la 76esima edizione della kermesse.
La tabella riepilogativa: Sanremo 2025 vs Sanremo 2026
| Aspetto | Sanremo 2025 (75ª edizione) | Sanremo 2026 (76ª edizione) |
|---|---|---|
| Date | 11-15 febbraio | 24-28 febbraio |
| Conduttore | Carlo Conti | Carlo Conti |
| Co-conduttrice fissa | Nessuna | Laura Pausini (tutte le sere) |
| Co-conduttori a rotazione | Clerici, Scotti, Balti, Malgioglio, Frassica, Leone, Lamborghini, Follesa, Mahmood, Cucciari, Marcuzzi, Cattelan | Can Yaman, Achille Lauro, Nino Frassica*, Lillo, Gianluca Gazzoli, Irina Shayk |
| Big in gara | 30 (29 dopo ritiro Emis Killa) | 30 |
| Nuove Proposte | 4 (ritorno dopo era Amadeus) | 4 (confermata la formula) |
| Cover conta per la classifica? | No | No |
| Durata massima cover | 4 minuti | 3 minuti e 30 secondi |
| DopoFestival | Alessandro Cattelan (con Lucarelli, Dello Russo, Street Clerks) | Nicola Savino (con Aurora Leone, Federico Basso, Enrico Cremonesi) |
| PrimaFestival | Bianca Guaccero, Gabriele Corsi, Mariasole Pollio | Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi |
| Ospite fisso nave | Artisti vari | Max Pezzali (tutte le sere) |
| Superospite musicale | Jovanotti (1ª serata), Damiano David (2ª serata) | Tiziano Ferro (1ª serata) |
| Jingle | Tutta l’Italia (Gabry Ponte) | Emigrato (Welo) |
| Eurovision di riferimento | Basilea (Svizzera) | Vienna (Austria) |
| Caso ritiro | Emis Killa (indagine ultrà Milano) | Andrea Pucci (polemiche social) |
| Visita istituzionale | Videomessaggio di Papa Francesco | Visita al Quirinale da Mattarella |
| Vincitore | Olly (Balorda nostalgia) | Da stabilire |
*Nino Frassica sostituisce Andrea Pucci, ritiratosi dopo le polemiche.
| Maurizio D’Avanzo / IPA
Le date: perché Sanremo 2026 slitta a fine febbraio
La differenza che salta subito all’occhio è il calendario. Sanremo 2025 si è tenuto dall’11 al 15 febbraio, nella finestra tradizionale di inizio mese. L’edizione 2026 slitta invece al 24-28 febbraio per evitare la sovrapposizione con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio. È la prima volta da anni che il Festival si colloca così a ridosso di marzo: una scelta obbligata che ha impatto sulla programmazione Rai e sulle strategie discografiche degli artisti in gara.
La conduzione: da Conti solista a Conti-Pausini
Nel 2025 Carlo Conti ha condotto il Festival da solo, alternandosi con co-conduttori diversi ogni sera: Antonella Clerici e Gerry Scotti alla prima serata, Bianca Balti e Cristiano Malgioglio alla seconda, Miriam Leone, Elettra Lamborghini e Katia Follesa alla terza, Mahmood e Geppi Cucciari alla quarta, Alessia Marcuzzi e Alessandro Cattelan alla finale.
Nel 2026 la novità principale è Laura Pausini come co-conduttrice fissa per tutte e cinque le serate. Un ruolo inedito per la cantante romagnola, che debuttò proprio a Sanremo nel 1993 vincendo la sezione Novità con La solitudine. Accanto a lei e Conti, co-conduttori a rotazione per le singole serate: Can Yaman (prima serata), Achille Lauro (seconda), Nino Frassica (terza, al posto di Andrea Pucci), Lillo (quarta) e Gianluca Gazzoli (finale). La top model Irina Shayk è stata aggiunta come presenza nella quarta serata.
Un dettaglio che non è sfuggito agli osservatori: nel 2025 il palco vedeva un’ampia alternanza di volti femminili (Clerici, Balti, Leone, Lamborghini, Follesa, Cucciari, Marcuzzi), mentre nel 2026 Pausini è rimasta per lungo tempo l’unica donna sul palco, circostanza che ha generato discussione mediatica.
Il regolamento: cosa cambia davvero nel voto
Il meccanismo di gara resta sostanzialmente identico, come confermato dalla stessa Rai. Le tre giurie (Televoto, Sala Stampa TV e Web, Giuria delle Radio) operano con le stesse percentuali: 34%, 33% e 33%.
Le conferme rispetto al 2025 sono significative: la serata cover non influisce sulla classifica finale (novità introdotta da Conti nel 2025 e mantenuta nel 2026), i voti della finale si sommano a quelli delle serate precedenti (niente azzeramento), e le Nuove Proposte restano in una gara separata con quattro artisti.
L’unica differenza regolamentare concreta riguarda la durata massima delle cover: nel 2025 era di 4 minuti, nel 2026 scende a 3 minuti e 30 secondi, allineandosi alla durata dei brani in gara.
Il cast: 30 Big in entrambi i casi, ma con un’anima diversa
Entrambe le edizioni schierano 30 Big (29 effettivi nel 2025 dopo il ritiro di Emis Killa). Carlo Conti ha descritto il cast 2026 come caratterizzato da maggiore varietà musicale rispetto al 2025: rock, country, rap, sonorità latine, pop classico e cantautorato, con il ritorno di nomi come Patty Pravo, Ermal Meta, Raf, Francesco Renga accanto a volti più giovani e nuovi debutti.
Le Nuove Proposte nel 2025 erano composte da artisti selezionati tramite Sanremo Giovani 2024 (condotto da Alessandro Cattelan). Nel 2026 la formula cambia leggermente: due arrivano da Sanremo Giovani 2025 (Angelica Bove e Nicolò Filippucci) e due da Area Sanremo, la selezione promossa dal Comune di Sanremo.
DopoFestival e PrimaFestival: cambio totale di cast
Il DopoFestival vede il passaggio da Alessandro Cattelan (2025), affiancato da Selvaggia Lucarelli e Anna Dello Russo, a Nicola Savino (2026), con Aurora Leone dei The Jackal, Federico Basso e il Maestro Enrico Cremonesi. Il tono cambia: dall’approccio giornalistico-pop di Cattelan a quello più comico-leggero di Savino.
Anche il PrimaFestival cambia volto: da Bianca Guaccero, Gabriele Corsi e Mariasole Pollio (2025) a Ema Stokholma, Carolina Rey e Manola Moslehi (2026).
Sulla nave, la vera novità del 2026 è Max Pezzali come ospite fisso per tutte e cinque le sere, al posto della rotazione di artisti del 2025.
Le polemiche: da Emis Killa a Pucci
Ogni edizione del Festival ha il suo “caso”. Nel 2025 è stato il ritiro di Emis Killa a pochi giorni dal debutto, dopo il coinvolgimento nelle indagini sugli ultrà del Milan: il rapper avrebbe dovuto gareggiare con Demoni e il cast è sceso da 30 a 29.
Nel 2026 la polemica ha investito il co-conduttore Andrea Pucci, annunciato per la terza serata. L’ondata di critiche sui social per presunti atteggiamenti sessisti, omofobi e razzisti nei suoi spettacoli ha provocato reazioni dall’opposizione parlamentare e dal Codacons. L’8 febbraio Pucci ha annunciato la rinuncia. Al suo posto è stato chiamato Nino Frassica, già presente nella edizione 2025.
Eurovision: da Basilea a Vienna, tra rinunce e boicottaggi
Nel 2025 il vincitore Olly ha rinunciato a rappresentare l’Italia all’Eurovision di Basilea, cedendo il posto al secondo classificato Lucio Corsi.
Per il 2026 l’Eurovision si terrà a Vienna dal 12 al 16 maggio e il tema è già più spinoso: diversi artisti in gara (tra cui Levante, Serena Brancale e J-Ax) hanno dichiarato che in caso di vittoria non parteciperebbero all’Eurovision per protestare contro la presenza di Israele. Al contrario, Ermal Meta ha detto che andrebbe proprio per il messaggio della sua canzone Stella stellina. Una frattura che potrebbe condizionare le dinamiche di voto.
La novità assoluta: i cantanti al Quirinale
Per la prima volta nella storia della discografia italiana, il 13 febbraio 2026 tutti i partecipanti al Festival sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale. Un evento senza precedenti che ha dato alla vigilia del Festival un tono istituzionale mai raggiunto prima.
Sanremo Top: Conti recupera un’idea di Baudo
Tra le novità del 2026 c’è il ritorno di Sanremo Top, un format che riprende un’idea di Pippo Baudo (scomparso nell’agosto 2025) a cui Conti ha voluto rendere omaggio. Un ulteriore segnale di come l’edizione 2026 guardi alla storia del Festival con più consapevolezza rispetto al 2025, che era stato soprattutto il Festival del “ritorno alla normalità” dopo l’era Amadeus.
In sintesi: evoluzione, non rivoluzione
Sanremo 2026 non stravolge la formula vincente del 2025, ma la perfeziona. Il regolamento è praticamente identico, il numero di Big è lo stesso, la serata cover resta fuori dalla classifica. Le vere differenze sono di contesto (le date spostate per le Olimpiadi, il clima politico intorno all’Eurovision), di immagine (Laura Pausini come volto femminile stabile vs la rotazione del 2025) e di tono (la visita al Quirinale, l’omaggio a Baudo, la presenza di brani impegnati come Stella stellina di Ermal Meta).
Chi ha seguito Sanremo 2025 troverà nel 2026 la stessa struttura, ma un’atmosfera diversa. Carlo Conti, alla sua quinta conduzione complessiva, sembra aver trovato il suo equilibrio tra tradizione e rinnovamento. Il palco dell’Ariston, come sempre, farà il resto.