Napoli-Como di Coppa Italia: i lariani volano in semifinale ai rigori
Il Maradona resta a bocca aperta. Il Como elimina il Napoli ai quarti di finale di Coppa Italia con un’impresa che resterà nella storia del club lariano. La partita di martedì 10 febbraio 2026 si chiude 1-1 nei tempi regolamentari e si decide dalla lotteria dei calci di rigore, dove i ragazzi di Cesc Fabregas si impongono 8-7 grazie alla parata decisiva di Jean Butez su Stanislav Lobotka. Per il Como è un traguardo storico: la semifinale di Coppa Italia mancava da quarant’anni, dalla stagione 1985-86. Per Antonio Conte, invece, la serata segna l’ennesima delusione di una stagione che lo costringe ora a puntare tutto sul campionato.
Una sfida tra emergenza e ambizione
Il Napoli si presentava alla sfida in condizioni tutt’altro che ideali. L’assenza pesante di Scott McTominay, fermato da un problema muscolare al gluteo rimediato nella vittoriosa trasferta di Genova, ha costretto Conte a rivedere i piani. In mezzo al campo spazio quindi a Lobotka ed Elmas, con la scelta coraggiosa di schierare sulla trequarti i giovani Giovane e Antonio Vergara a supporto di Rasmus Højlund. Tra i pali il ritorno di Vanja Milinkovic-Savic, con Mazzocchi e Olivera sulle corsie esterne e una difesa a tre composta da Beukema, Rrahmani e Juan Jesus.
Il Como, al contrario, arrivava con le batterie completamente cariche. La squadra di Fabregas non aveva giocato nell’ultimo turno di Serie A a causa del rinvio della gara contro il Milan, posticipata per consentire i lavori a San Siro legati alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Il tecnico spagnolo ha schierato il suo consueto 4-2-3-1, con Butez in porta, Smolcic e Álex Valle sulle fasce, la coppia Ramon-Diego Carlos al centro della difesa e un centrocampo di qualità con Perrone e Da Cunha. In attacco il tridente Addai, Nico Paz e Martin Baturina alle spalle di Douvikas.
Primo tempo: il Como colpisce su rigore
L’avvio di gara è stato intenso e combattuto, con le due squadre che si sono affrontate a viso aperto sin dai primi minuti. Il pressing alto e qualche errore individuale hanno caratterizzato una fase iniziale nervosa.
La prima vera occasione è stata del Como: al 10′ Nico Paz ha raccolto un cross dalla sinistra e colpito di testa, trovando però una conclusione troppo centrale sulla quale Milinkovic-Savic non ha avuto problemi. Pochi minuti dopo Lobotka ha provato a sorprendere Butez con un tiro dalla distanza, senza trovare lo specchio della porta.
L’episodio chiave: il fallo di Olivera su Smolcic
Il momento cruciale del primo tempo è arrivato al 39′ minuto. Álex Valle, uno dei migliori in campo per tutto il match, ha sfondato sulla sinistra con la sua consueta progressione e ha messo un cross basso e teso verso il centro dell’area. Ivan Smolcic si è avventato sul pallone ma è stato atterrato da Mathías Olivera all’interno dell’area di rigore. L’arbitro Manganiello di Pinerolo non ha avuto dubbi nell’indicare il dischetto.
L’episodio ha scatenato le proteste della panchina azzurra, con Conte che ha chiesto l’espulsione del difensore avversario per simulazione, ma il direttore di gara ha confermato la propria decisione. Dagli undici metri si è presentato Martin Baturina, che ha spiazzato Milinkovic-Savic insaccando nell’angolo basso nonostante il portiere azzurro avesse intuito la direzione. 0-1 Como al Maradona.
Il Napoli ha chiuso il primo tempo in svantaggio, con poche idee in fase offensiva e la sensazione di una squadra affaticata e priva delle sue certezze.
Secondo tempo: la risposta immediata di Vergara
Se il primo tempo aveva lasciato molti dubbi sulla capacità di reazione del Napoli, l’inizio della ripresa ha cambiato completamente il volto della partita. Bastano appena 46 secondi per il pareggio.
Il gol di Vergara: talento puro
L’azione che ha portato al gol del pareggio è stata un capolavoro di semplicità ed efficacia. Højlund ha ricevuto palla sulla trequarti e con un tocco di prima ha liberato in profondità Antonio Vergara. Il giovane talento napoletano, classe 2003, è scattato sul filo del fuorigioco lasciando impietrita la difesa comasca, si è presentato a tu per tu con Butez e con il sinistro ha infilato il pallone alle spalle del portiere belga. 1-1 e Maradona in delirio.
Il gol ha galvanizzato il Napoli, che nella prima fase della ripresa ha schiacciato il Como nella propria metà campo. Al 65′ un colpo di testa di Rrahmani ha costretto Nico Paz a salvare sulla linea di porta, evitando il sorpasso azzurro.
Il finale: occasioni da entrambe le parti
Il Como ha resistito alla pressione napoletana e con il passare dei minuti ha ripreso coraggio. All’83′ il subentrato Mërgim Vojvoda ha avuto la palla per portare avanti i lariani, ma Milinkovic-Savic si è superato con una parata in punta di dita, deviando il tiro destinato all’angolino.
Conte ha provato a cambiare le carte in tavola inserendo Romelu Lukaku, Politano e Spinazzola, ma il risultato non si è sbloccato. Il regolamento di Coppa Italia in questa edizione non prevede tempi supplementari: in caso di parità al termine dei 90 minuti si va direttamente ai calci di rigore.
La lotteria dei rigori: Butez eroe, Lobotka tradisce
La tensione al Maradona era palpabile. I due tecnici si sono consultati a lungo con i collaboratori per scegliere i tiratori, consapevoli che la differenza tra semifinale ed eliminazione si sarebbe giocata su dettagli minimi.
La sequenza dal dischetto
La serie regolamentare dei cinque rigori per parte è stata quasi perfetta da entrambi i lati, con un’unica eccezione clamorosa: Romelu Lukaku, entrato nella ripresa proprio per dare peso all’attacco, ha calciato largo sprecando il suo tentativo e consegnando al Como un vantaggio di 3-1.
La svolta è sembrata arrivare quando Milinkovic-Savic ha parato il tiro di Máximo Perrone, riportando il Napoli in corsa. La serie è proseguita a oltranza in un crescendo di emozioni: hanno segnato in sequenza Kempf, Gutierrez, Vojvoda e lo stesso Milinkovic-Savic, autore di un rigore beffardo che ha colpito la traversa per poi carambolare sulla schiena di Butez e finire in rete.
L’errore fatale di Lobotka
Poi è arrivato il momento decisivo. Stanislav Lobotka, capitano e leader del centrocampo azzurro, si è presentato sul dischetto con la responsabilità di tenere in vita il Napoli. Il suo tiro ad incrociare è stato però intuito da Jean Butez, che si è allungato sulla propria destra respingendo il pallone. 8-7 per il Como e festa lariana al Maradona.
Butez è stato sommerso dall’abbraccio dei compagni, protagonista assoluto di una serata indimenticabile. Per il portiere belga una prestazione da man of the match che ha regalato al Como la semifinale quarant’anni dopo l’ultima volta.
Conte furioso: resta solo il campionato
Le reazioni a caldo del post-partita hanno fotografato lo stato d’animo delle due squadre. Antonio Conte si è presentato ai microfoni di Sportmediaset visibilmente nervoso e deluso. Per l’allenatore leccese è una stagione che continua a perdere pezzi: dopo l’eliminazione dalla Champions League già nella fase campionato, anche la Coppa Italia sfuma in modo beffardo.
Il Napoli, campione d’Italia in carica, si ritrova con il solo campionato da giocare. Il prossimo impegno sarà la sfida contro la Roma, un match dove non saranno ammessi passi falsi. L’emergenza infortuni resta un problema serio, con McTominay ai box e una rosa che mostra segni di stanchezza dopo mesi di battaglie su più fronti.
Fabregas esulta: traguardo storico per il Como
Dall’altra parte del campo, Cesc Fabregas ha vissuto una serata di trionfo. L’ex centrocampista di Barcellona, Arsenal e Chelsea ha avuto la meglio sul suo ex allenatore ai tempi dei Blues, confermando la crescita esponenziale del progetto Como.
Il tecnico spagnolo ha mantenuto i piedi per terra nelle dichiarazioni del dopo-gara, parlando di un traguardo storico ma invitando la squadra a non farsi prendere dall’euforia. La semifinale di Coppa Italia contro l’Inter rappresenta un’opportunità straordinaria per un club che solo poche stagioni fa militava in Serie B.
Il percorso del Como in questa Coppa Italia è stato impressionante:
- Sedicesimi: vittoria 3-1 contro il Südtirol
- Ottavi: successo netto 3-0 contro il Sassuolo
- Quarti (trasferta): 1-3 contro la Fiorentina
- Quarti: eliminazione del Napoli ai rigori (1-1, 8-7 dcr)
L’andata della semifinale contro l’Inter è prevista per il 4 marzo 2026, con il ritorno fissato al 22 aprile. I lariani sfideranno la squadra di Chivu con la consapevolezza di non avere nulla da perdere, ma anche con la certezza di poter competere con chiunque.
Le pagelle: i migliori in campo
Tra i protagonisti della serata spiccano senza dubbio Jean Butez, autentico eroe della qualificazione con la parata decisiva su Lobotka, e Antonio Vergara, il giovane talento napoletano che ha illuminato il secondo tempo con il gol del pareggio e una prestazione di personalità e qualità tecnica.
Dal lato del Como, Álex Valle è stato una spina costante nel fianco della difesa azzurra, creando pericoli continui dalla fascia sinistra. Bene anche Baturina, freddo dal dischetto e sempre pericoloso nelle combinazioni offensive. Per il Napoli, oltre a Vergara, si è distinto Milinkovic-Savic, autore di almeno due interventi decisivi e protagonista anche nella serie dei rigori.
Le note dolenti azzurre portano i nomi di Olivera, autore del fallo da rigore che ha sbloccato la partita, e di Lukaku, incapace di incidere dalla panchina e colpevole dell’errore dal dischetto che ha messo in salita la serie dei penalty.
Cosa cambia per il prosieguo della stagione
L’eliminazione dalla Coppa Italia ha un impatto significativo sulla stagione del Napoli. Gli uomini di Conte dovranno ora concentrare ogni energia sul campionato, dove occupano attualmente la terza posizione. Il calendario più leggero potrebbe essere un vantaggio nella rincorsa allo scudetto, ma la delusione di una serata come quella del Maradona può lasciare segni profondi nello spogliatoio.
Per il Como, invece, si apre uno scenario da sogno. La semifinale contro l’Inter e un campionato da vivere senza pressioni particolari permettono a Fabregas di lavorare con serenità, valorizzando un gruppo giovane e talentuoso che sta dimostrando di poter dire la sua anche ai massimi livelli del calcio italiano.