J-Ax all’Ariston: 10 anni dal trionfo virale con Fedez

Era il 6 maggio 2016 quando un video musicale italiano frantumò ogni record esistente. Vorrei ma non posto di J-Ax e Fedez superò il milione di visualizzazioni in sole 24 ore, un’impresa mai riuscita prima a un artista del nostro Paese. In pochi mesi, quel brano avrebbe riscritto le regole del gioco per la musica italiana nell’era digitale.
Dieci anni dopo, i due protagonisti di quel fenomeno calcano di nuovo il palco dell’Ariston. Ma lo fanno separatamente, con storie e partner artistici differenti. J-Ax debutta come solista con Italia starter pack, mentre Fedez torna in coppia con Marco Masini portando Male necessario. Due traiettorie che si sono intrecciate, separate e reincontrate, specchio di un decennio di trasformazioni personali e artistiche.
Quando un tormentone cambiò tutto
Nel panorama musicale italiano del 2016, nessuno avrebbe scommesso su un brano che mescolava dancehall, hip hop e surf music con testi che fotografavano la dipendenza da social network. Eppure Vorrei ma non posto divenne il video italiano più popolare dell’anno secondo la classifica YouTube Rewind, accumulando quasi 120 milioni di visualizzazioni in sette mesi.
Il singolo, prodotto dal duo Takagi & Ketra con testi firmati insieme a Davide Petrella, conquistò immediatamente la vetta delle classifiche FIMI. Fu il primo brano italiano dopo anni a raggiungere il primo posto nella Top 50 di Spotify Italia, dimostrando che il rap nostrano poteva competere con i numeri delle produzioni internazionali.
La scelta di Cornetto Algida di utilizzarlo come colonna sonora dello spot estivo ne amplificò ulteriormente la portata, trasformandolo nel tormentone dell’estate 2016. Il ritornello “e compreremo un altro esame all’università” scatenò polemiche tra i rettori universitari, mentre il dito medio mostrato nel video verso Matteo Salvini alimentò discussioni politiche. Tutto contribuì a rendere il brano un fenomeno culturale che andava oltre la musica.
L’album che consacrò il duo
Vorrei ma non posto anticipò l’uscita di Comunisti col Rolex, pubblicato nel gennaio 2017, un album che confermò il sodalizio artistico tra i due rapper milanesi. Il disco raggiunse il primo posto in classifica e generò altri singoli di successo come Senza pagare (con T-Pain), Assenzio e Italiana.
Il tour culminò con il concerto a San Siro del 2 giugno 2018, una serata che avrebbe dovuto celebrare il trionfo della coppia e invece ne sancì la fine. Quella sera, davanti a decine di migliaia di fan, J-Ax e Fedez si abbracciarono sul palco senza sapere che il giorno dopo tutto sarebbe crollato.
La rottura che nessuno si aspettava
Il silenzio calò improvviso nell’estate 2018. I due artisti smisero di seguirsi sui social, le collaborazioni si interruppero e per anni nessuno dei due volle commentare pubblicamente l’accaduto. Solo nel 2019 Fedez rivelò la sua versione dei fatti: questioni societarie legate a Newtopia, l’etichetta discografica fondata insieme, e il coinvolgimento di un collaboratore che avrebbe agito alle sue spalle durante un periodo particolarmente fragile della sua vita, quando Chiara Ferragni era incinta di Leone.
J-Ax, dal canto suo, mantenne sempre un profilo più riservato sulla vicenda: “Non sono un traditore. Ma non parlerò mai di questa cosa in pubblico, perché voglio si parli di me per la musica”, dichiarò al Fatto Quotidiano.
La frattura coinvolse anche Fabio Rovazzi, l’altro grande protagonista di quella stagione musicale, creando uno scisma che sembrò definitivo.
La pace dopo la tempesta
Il disgelo arrivò nel maggio 2022, in circostanze drammatiche. Fedez aveva appena scoperto di avere un tumore al pancreas quando lui e J-Ax si risentirono al telefono dopo anni di silenzio. “Ci siamo rivisti il giorno in cui Federico ha scoperto di avere il tumore”, raccontò poi lo stesso J-Ax.
L’annuncio della riconciliazione avvenne sui social con una foto che li ritraeva abbracciati: “Ed eccoci qua, con un po’ di capelli bianchi in più, due padri, due mariti e forse un po’ più adulti di prima”, scrisse Fedez. Poco dopo annunciarono LoveMi, il concerto benefico in Piazza Duomo a Milano del 28 giugno 2022, i cui proventi andarono alla Fondazione TOG.
Sanremo 2023: la reunion della reunion
Il Festival di Sanremo 2023 segnò il ritorno ufficiale del sodalizio, anche se in forma diversa. Gli Articolo 31 (J-Ax con DJ Jad) parteciparono in gara con Un bel viaggio, brano che raccontava proprio il tema delle amicizie ritrovate. Fedez fu ospite nella serata delle cover, dove insieme a J-Ax e DJ Jad eseguì un medley dei successi storici del duo.
“Siccome il nostro pezzo parla di amicizie ritrovate e con Fedez è successa più o meno la stessa cosa, era bello fare il duetto insieme”, spiegò J-Ax durante il Festival. La performance si concluse con il celebre appello “Giorgia, legalizzala!” sulle note di Ohi Maria, indirizzato al Presidente del Consiglio.
A quel Festival seguì l’album Protomaranza e un tour trionfale che vide i tre artisti riunirsi più volte dal vivo.
Sanremo 2026: strade parallele
Quest’anno lo scenario è completamente diverso. J-Ax torna all’Ariston ma per la prima volta come solista in gara. Il brano Italia starter pack, scritto insieme ad Andrea Bonomo e Lorenzo Buso, promette di essere una nuova fotografia della società italiana, nello spirito che aveva caratterizzato Vorrei ma non posto dieci anni prima.
Per la serata delle cover, lo “Zio” sarà accompagnato dalla Ligera County Fam per interpretare E la vita, la vita. Una scelta che guarda alle radici milanesi del rapper, celebrando i 25 anni di carriera con chi ha condiviso il percorso nel mondo dello Spaghetti Funk.
Fedez, invece, ha scelto una strada radicalmente diversa. Dopo il successo del duetto nella serata cover di Sanremo 2025 con Bella stronza, il rapper ha deciso di tornare in coppia con Marco Masini portando in gara Male necessario. Il brano, ispirato a Nietzsche, esplora il concetto del dolore come passaggio obbligatorio per la crescita personale.
“È come se fosse una celebrazione delle tempeste che si attraversano, perché solo dalle tempeste c’è l’opportunità di uscirne migliori”, ha spiegato Fedez presentando il pezzo. Un messaggio che sembra riflettere il percorso personale degli ultimi anni, dalla malattia alla separazione da Chiara Ferragni.
Per la serata cover, Fedez e Masini saranno affiancati da Hauser, il violoncellista croato star mondiale, per una rivisitazione di Meravigliosa creatura di Gianna Nannini.
Due generazioni a confronto
Il Sanremo 2026 mette in scena un confronto generazionale che racconta molto dell’evoluzione della musica italiana. Da una parte J-Ax, 53 anni, pioniere del rap italiano con gli Articolo 31, che ha attraversato tre decenni reinventandosi costantemente. Dall’altra Fedez, 36 anni, che ha saputo fondere rap, pop e imprenditoria diventando uno dei personaggi più divisivi e influenti del panorama italiano.
La scelta di Masini come partner da parte di Fedez non è casuale. Il cantautore fiorentino, vincitore di Sanremo 1990 e 2004, rappresenta la tradizione del cantautorato italiano. L’incontro tra la sua voce graffiata e il flow del rapper milanese ha già dimostrato di funzionare, creando un ponte tra generazioni che pochi avrebbero immaginato.
J-Ax, invece, ha scelto di presentarsi da solo, forte della sua storia e della credibilità riconquistata dopo la reunion degli Articolo 31. Il suo è un ritorno alle origini, un rapper che si presenta senza filtri dopo aver attraversato polemiche, collaborazioni di successo e dolorose rotture.
L’eredità di Vorrei ma non posto
A dieci anni di distanza, è impossibile negare l’impatto che quel brano ebbe sulla musica italiana. Vorrei ma non posto dimostrò che un artista rap poteva dominare le classifiche mainstream, aprendo la strada a una generazione di artisti urban che oggi popolano le chart.
Il successo del duo J-Ax/Fedez anticipò fenomeni come quello di Sfera Ebbasta e della trap italiana, dimostrando che il mercato era pronto per sonorità più aggressive e testi meno convenzionali. La collaborazione con Takagi & Ketra stabilì un modello produttivo che sarebbe diventato dominante negli anni successivi.
Ma forse l’eredità più importante fu quella di sdoganare definitivamente il rap presso il grande pubblico televisivo italiano, preparando il terreno per le successive partecipazioni sanremesi di artisti come Achille Lauro, Mahmood e lo stesso Fedez.
Due destini che continuano a incrociarsi
Le vite artistiche di J-Ax e Fedez sembrano destinate a intrecciarsi periodicamente, come pianeti che seguono orbite diverse ma si ritrovano ciclicamente vicini. Dopo la collaborazione, la rottura, la riconciliazione e il nuovo allontanamento dovuto a percorsi individuali, eccoli di nuovo sullo stesso palco.
Non canteranno insieme, almeno non nel programma ufficiale. Ma la loro presenza contemporanea all’Ariston racconta una storia più grande: quella di due artisti che hanno definito un’epoca della musica italiana e che continuano a evolversi, ciascuno a modo suo.
Dieci anni fa un video frantumò i record italiani. Oggi i suoi protagonisti tornano dove tutto, in un certo senso, era destinato a portarli: sul palco più importante della musica italiana, pronti a scrivere un nuovo capitolo.
