Maria Bolignano racconta “Pornoprecarie”: «Dobbiamo chiederci perché ci sentiamo così soli»

9 Febbraio 2026 di 3 min di lettura
Maria Bolignano racconta "Pornocprecarie": «Dobbiamo chiederci perché ci sentiamo così soli»

Regista, attrice, autrice. Maria Bolignano porta in scena uno spettacolo che non ha paura di guardare in faccia le contraddizioni del nostro tempo. “Pornoprecarie” è una commedia che scava nel precariato lavorativo, sentimentale e sessuale delle donne over 50, in un’epoca in cui piattaforme come OnlyFans e l’intelligenza artificiale sembrano diventare l’unica risposta alla solitudine. Uno spettacolo coraggioso, prodotto da Rino Pinto per FAN, che mette insieme un cast d’eccezione con Nunzia Schiano, Yuliya Mayarchuk, Enza Barra, Chiara di Girolamo e Alessio Sica. L’abbiamo incontrata per farci raccontare come è nato tutto.


Come nasce l’idea di questo spettacolo?

Questo spettacolo nasce dall’idea di voler parlare di un argomento ancora per certi versi tabù: la precarietà lavorativa e sentimentale, nonché sessuale – in realtà forse più erotica e sessuale – di donne over 50 nell’epoca di OnlyFans e dell’intelligenza artificiale, che vengono sempre più spesso utilizzati per colmare il vuoto della solitudine.

Avete trovato una produzione lungimirante che ha subito sposato il vostro progetto. Come li hai convinti?

Questo spettacolo era da tanto che cercava una produzione. Non è stato facile trovarla, perché sappiamo che sono poche le produzioni che investono su progetti alternativi, se così vogliamo dire, e soprattutto è difficile trovare produzioni che si affezionino a un progetto e che lo curino con dedizione. Quello che non è successo in tanti anni di ricerche è successo in pochissimi giorni. In verità non è stato difficile convincerli: al produttore Rino Pinto di FAN è bastato mandare il copione ed è stato amore a prima vista.

La commedia analizza il mondo del precariato femminile nella società contemporanea ed è una disamina sull’impatto che piattaforme come OnlyFans hanno avuto sul mercato dell’eros. Pensi realmente che sia un fenomeno destinato a restare o credi che possa scemare questo grande boom?

Io penso che, nel bene e nel male, quello che ci accade intorno è lo specchio di quello che siamo diventati. E sono anche convinta che ogni mezzo in sé non sia buono o cattivo, ma è come viene sfruttato da noi che gli dà una connotazione positiva o negativa. Se il fenomeno possa scemare? Credo che possa più che altro evolversi in qualcos’altro, ma in questo momento non saprei dirti se in sé questa cosa possa portarci a un miglioramento o a un peggioramento. Sicuramente, guardando al qui ed ora – volendo utilizzare un concetto molto in voga in questi tempi così contraddittori – direi che dobbiamo porci molte domande sul perché ci sentiamo così soli e perché qualcosa di artificiale sembra essere l’unica alternativa.

Come hai scelto gli attori co-protagonisti dello spettacolo?

Per quanto riguarda Nunzia Schiano, la commedia è stata scritta pensando proprio a lei nelle vesti di Zia Rosaria. Direi un abito cucito su misura addosso a una modella che lo veste in maniera meravigliosa. Per quanto riguarda Yuliya, a differenza di Nunzia Schiano, che è una mia amica di vecchia data, ci siamo conosciute in un altro spettacolo ed è nata subito un grande feeling tra noi. Infatti è stata proprio lei poi a chiedermi se avessi un progetto al femminile, e da lì è partito tutto. Per gli altri attori e attrici del cast, abbiamo fatto degli incontri e ho scelto alla fine chi mi convinceva non solo dal punto di vista della recitazione e della mia visione dei personaggi, ma anche persone che fossero in linea con il mio modo di vivere la vita di compagnia.

In un aggettivo a testa, riassumi i tuoi colleghi in scena.

Uno solo a testa è sicuramente pochissimo. Ci provo: Nunzia Schiano, potente. Yuliya Mayarchuk, pronta a tutto. Enza Barra, generosa. Chiara di Girolamo, pura. Alessio Sica, sorprendente.Condividi

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Caporedattore di Lifestyleblog.it. Adoro il mondo del Lifestyle

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