Inter-Bodø/Glimt 1-2: i nerazzurri fuori dalla Champions League, 5-2 nell’aggregato. Akanji disastroso, i norvegesi fanno la storia

25 Febbraio 2026 di 8 min di lettura
Christian Chivu (Depositphotos)
Christian Chivu (Depositphotos)

La missione era difficile ma non impossibile. Due gol da ribaltare, San Siro pieno, sette vittorie consecutive in Serie A alle spalle. L’Inter di Cristian Chivu ci ha provato per 57 minuti, poi un errore di Manuel Akanji ha cambiato la storia della serata e della stagione europea dei nerazzurri. Il Bodø/Glimt ha vinto 2-1 anche al ritorno e passa agli ottavi con un aggregato di 5-2 che non lascia spazio a discussioni. È la più grande impresa della storia del calcio norvegese in Champions League.

Primo tempo: tanto possesso, zero gol

Chivu sceglie Frattesi dal primo minuto al posto di Mkhitaryan per dare più strappo alla mediana, e conferma Pio Esposito accanto a Thuram in attacco (Lautaro fuori per infortunio). Il piano è chiaro: pressione alta, cross dalle fasce, cercare il gol nei primi 15 minuti per cambiare l’inerzia del doppio confronto.

L’Inter parte forte. Al 5′ Esposito stacca di testa su un cross dalla destra: palla di poco sopra la traversa. Al 12′ Dimarco calcia dal limite e costringe Haikin a una gran parata in tuffo. Sugli sviluppi del corner, Frattesi incorna: respinta sulla linea. Al 28′ altro corner di Dimarco, altro colpo di testa di Frattesi: Haikin respinge ancora. Al 32′ Zielinski vince un contrasto, si accentra e calcia con l’esterno: palla che esce di un soffio alla sinistra del palo.

Il possesso è schiacciante (67% nei primi 20 minuti), ma il Bodø fa esattamente quello che sa fare: blocco basso, linee strette, nessun varco concesso. Knutsen ha studiato la partita alla perfezione. L’Inter gira palla senza mai trovare la verticalità decisiva. Al 38′ e al 42′ i nerazzurri reclamano un rigore (prima per un tocco con l’ascella su un cross, poi per un contatto su Barella in area), ma l’arbitro Hernández lascia proseguire in entrambi i casi.

Si va al riposo sullo 0-0. San Siro inizia a mormorare. Servono almeno due gol, e il primo non arriva.

Secondo tempo: l’errore di Akanji cambia tutto

La ripresa si apre con Dimarco che prova direttamente da punizione (lenta e centrale) e con Bjortuft che anticipa di testa Thuram su un cross dalla sinistra. L’Inter spinge ma senza lucidità.

58′ – Hauge 0-1. Il momento che decide la doppia sfida. Akanji, pressato, sbaglia un passaggio in uscita e regala palla a Blomberg. Il norvegese punta Sommer e conclude: il portiere svizzero para, ma sulla ribattuta Jens Petter Hauge – l’ex Milan – deposita in rete da due passi. È il sesto gol di Hauge in questa Champions League. L’aggregato sale a 4-1 per il Bodø: adesso all’Inter servono quattro gol per passare, tre per i supplementari. San Siro ammutolisce.

La reazione è disordinata. Al 68′ Dimarco prende il fondo e crossa, Akanji gira di destro: palo pieno alla destra di Haikin. Sulla ribattuta Thuram non riesce a coordinare la conclusione a porta quasi vuota. È il minuto in cui la qualificazione sfugge definitivamente.

72′ – Evjen 0-2. Il gol più bello della serata. Percussione centrale di Evjen che riceve palla, controlla da manuale a pochi passi dalla porta e lascia partire un destro incrociato potente e preciso che si infila nell’angolino. Assist del solito Hauge, che in due partite contro l’Inter ha segnato due gol e servito due assist. L’aggregato è 5-1. Partita chiusa.

76′ – Bastoni 1-2. Sugli sviluppi dell’ennesimo corner battuto da Dimarco, mischia in area: Bonny (entrato al 62′) calcia, la palla viene deviata e Bastoni in scivolata la spinge oltre la linea nonostante il tentativo disperato di Haikin. Gol della bandiera. Troppo poco, troppo tardi.

All’81’ c’è spazio per il rientro in campo di Dumfries dopo il lungo infortunio. Ma è cronaca ordinaria: il Bodø controlla senza affanni fino al triplice fischio.

Il tabellino

Inter-Bodø/Glimt 1-2 (primo tempo 0-0)

Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck (81′ Dumfries), Akanji, Bastoni; Luis Henrique (62′ Diouf), Frattesi (62′ Bonny), Zielinski (62′ Sucic), Barella, Dimarco (81′ Carlos Augusto); Thuram, Pio Esposito. All. Chivu.

Bodø/Glimt (4-3-3): Haikin; Sjovold, Bjortuft, Gundersen, Bjorkan (85′ Aleesami); Evjen (82′ Saltnes), Berg, Brunstad Fet; Blomberg (77′ Maatta), Hogh (77′ Helmersen), Hauge. All. Knutsen.

Arbitro: Alejandro Hernández (ESP)

Marcatori: 58′ Hauge (B), 72′ Evjen (B), 76′ Bastoni (I)

Ammoniti: Gundersen (B)

Aggregato: Bodø/Glimt 5 – Inter 2 (andata 3-1, ritorno 2-1)

Le statistiche che raccontano il paradosso

L’Inter ha chiuso con 32 tiri totali contro 7 del Bodø, 552 passaggi completati contro 192, un possesso palla schiacciante. Ma ha segnato un solo gol in 90 minuti. Il paradosso di una squadra che ha dominato in ogni statistica tranne quella che conta: il tabellino.

Haikin è stato monumentale: il portiere russo-israeliano del Bodø è il miglior portiere della Champions League 2025/26 per expected goals evitati (+4.6 secondo Opta), davanti persino a Sommer dell’Inter (+2.6). Senza le sue parate nel primo tempo, la partita avrebbe preso una piega diversa.

L’impresa storica del Bodø/Glimt

Per capire la portata di quello che è successo, bisogna guardare i numeri. A gennaio il Bodø/Glimt aveva lo 0,3% di probabilità di raggiungere gli ottavi di Champions League. Aveva 3 punti dopo 6 giornate della league phase. Poi è successo qualcosa.

La squadra di Knutsen ha battuto il Manchester City 3-1 in casa, pareggiato 2-2 al Signal Iduna Park di Dortmund, vinto al Wanda Metropolitano dell’Atlético Madrid. E ora ha eliminato l’Inter, finalista della scorsa edizione, vincendo sia all’andata che al ritorno.

Il Bodø/Glimt diventa la prima squadra norvegese a vincere un doppio confronto a eliminazione diretta in Coppa dei Campioni/Champions League dal Lillestrøm nel 1987/88. Ed è la prima squadra al di fuori dei cinque grandi campionati europei a vincere quattro partite consecutive contro avversari di quei campionati dall’Ajax 1971/72 – l’Ajax che quell’anno vinse la Coppa dei Campioni.

Come ha detto Knutsen dopo la partita: “Una squadra di una piccola città del nord. È incredibile.”

Cosa non ha funzionato: l’analisi tattica

Akanji, il capro espiatorio con ragione. L’errore sul gol di Hauge è stato grave, ma non isolato. Lo svizzero ha sbagliato anche il posizionamento in diverse situazioni nel primo tempo e ha colpito il palo che avrebbe potuto cambiare tutto. Senza Lautaro davanti e con Akanji così fragile dietro, l’Inter non aveva i riferimenti per la rimonta.

Il triplo cambio al 62′. Chivu ha tolto insieme Frattesi, Zielinski e Luis Henrique per inserire Bonny, Sucic e Diouf. Una mossa disperata che ha cambiato l’assetto senza migliorare la produzione offensiva. Bonny non è Lautaro, Sucic non è Zielinski in una partita del genere.

La sterilità offensiva. 32 tiri, ma quanti veramente pericolosi? Il Bodø ha difeso con ordine e con fisicità. Bjortuft e Gundersen hanno vinto praticamente tutti i duelli aerei. L’Inter ha crossato tanto e concluso molto, ma senza mai creare la superiorità numerica nell’area piccola.

L’assenza di Lautaro. Il capitano argentino avrebbe cambiato la partita. Non solo per la qualità tecnica, ma per la capacità di attaccare la profondità e creare spazi. Con Esposito e Thuram, l’Inter ha avuto tanta fisicità ma poca inventiva negli ultimi 20 metri.

Le dichiarazioni

Chivu: “Abbiamo provato in tutti i modi, contro una squadra molto ben organizzata col blocco basso. Le energie sono difficili da trovare quando giochi ogni tre giorni. Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi.”

Barella: “Non ci hanno messo in grande difficoltà oggi. Abbiamo preso gol su un errore individuale. La cosa più difficile era sbloccarla, non ci siamo riusciti. Quando per un punto non passi agli ottavi perché danno un rigore al novantesimo che non c’era (Inter-Liverpool) e ti ritrovi a fare una trasferta impegnativa, può succedere.”

Knutsen (rispondendo a Chivu che all’andata aveva polemizzato sul campo di Bodø): “Non ci posso fare niente. Il Manchester City non aveva nemmeno nominato il campo, ci hanno solo fatto i complimenti.”

L’ultima eliminazione pre-ottavi: 2020/21

L’Inter non veniva eliminata prima degli ottavi di Champions dal 2020/21, quando sotto Conte chiuse ultima nel girone con Real Madrid, Borussia Mönchengladbach e Shakhtar Donetsk. Quell’anno poi vinse lo Scudetto, interrompendo un digiuno di 11 anni. Una coincidenza che a Chivu farebbe molto comodo ripetere: i nerazzurri guidano la Serie A con 10 punti di vantaggio sul Milan.

Cosa succede adesso

Il Bodø/Glimt affronterà agli ottavi una tra Sporting Lisbona e Manchester City. Il sorteggio è in programma venerdì 27 febbraio alle ore 12:00. Se fosse il City, i norvegesi li hanno già battuti 3-1 nella league phase.

Per l’Inter la stagione europea finisce qui, ma la concentrazione si sposta su tre fronti: la Serie A (praticamente in cassaforte), la Coppa Italia (ottavi il 3 marzo contro il Como) e il derby col Milan in campionato l’8 marzo. L’eliminazione dalla Champions potrebbe paradossalmente liberare energie fisiche e mentali per il rush finale.

Stasera (mercoledì 25) tocca alle altre due italiane tentare la rimonta: Atalanta-Borussia Dortmund alle 18:45 (andata 0-2) e Juventus-Galatasaray alle 21:00 (andata 2-5). Servirà ben più di quello che ha mostrato l’Inter ieri sera.

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Dalla Puglia con furore. Appassionato di calcio e sport, ma anche di tutto il mondo del Lifestyle.

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