In un tempo in cui la comunicazione corre veloce e spesso diventa scontro, Domenico Maduli, editore e manager televisivo, richiama a un uso più consapevole delle parole. Alla guida del gruppo editoriale LaC Network, Maduli sottolinea come informare non basti, se nel frattempo si alimentano toni esasperati e logiche da tifoseria.
L’occasione è una breve intervista rilasciata in prossimità di San Valentino, scelta non casuale per parlare di rispetto, ascolto e responsabilità nel linguaggio dei media.
L’editore come custode del linguaggio
Secondo Maduli, un editore non gestisce solo contenuti. Custodisce un linguaggio.
Ogni titolo, ogni parola pubblicata, contribuisce a creare il clima sociale. Per questo l’informazione dovrebbe rallentare, evitare reazioni istintive e restituire profondità. Dietro ogni notizia ci sono persone reali, con emozioni e fragilità.
Informazione e alfabetizzazione emotiva
Il ruolo dei media, per Maduli, va oltre il semplice trasferimento di dati. Serve aiutare il pubblico a capire anche le emozioni.
Senza una vera alfabetizzazione emotiva, l’informazione rischia di disorientare, invece di chiarire. Educare all’ascolto e alla comprensione aiuta a leggere i fatti con maggiore equilibrio.
La gentilezza come forma di leadership
La gentilezza, nel racconto di Maduli, non è debolezza. È leadership concreta.
In redazione significa fiducia, responsabilità condivisa, qualità del lavoro. Un ambiente dove si può sbagliare senza paura favorisce un’informazione più onesta e più umana.
Media e polarizzazione del dibattito
Televisioni e piattaforme digitali possono fare una scelta precisa: essere eco del conflitto o ponte tra posizioni diverse.
Evitare la spettacolarizzazione della rabbia, dare spazio alla complessità e usare toni misurati non è solo una tecnica giornalistica. È una scelta editoriale che può ridurre la polarizzazione e migliorare il confronto pubblico.
Le scelte editoriali di ogni giorno
I valori, spiega Maduli, contano solo se diventano pratica quotidiana.
Titoli rispettosi, dibattiti equilibrati, attenzione alle storie e alle parole. La cultura editoriale nasce dalla coerenza, non dalle dichiarazioni. È così che si costruisce l’identità di un network.
San Valentino come simbolo
Non a caso Maduli sceglie San Valentino per questa riflessione.
“Amore è la parola più pronunciata e meno praticata”, osserva. La ricorrenza diventa un promemoria: amare significa riconoscere l’altro come reale, non astratto. Anche nel modo di comunicare.
Un invito alla responsabilità
Il messaggio finale è semplice: prima di parlare o scrivere, chiedersi se si sta aggiungendo comprensione o solo rumore.
Anche una sola parola scelta meglio può fare la differenza.
In un periodo segnato da tensioni e comunicazioni aggressive, le parole di Domenico Maduli riportano al centro il valore umano del linguaggio e il ruolo responsabile dei media nella costruzione di relazioni sociali più sane.