Genoa-Napoli 2-3: Højlund decide al 95′ una partita folle al Ferraris

8 Febbraio 2026 di 7 min di lettura
Hojlund (Depositphotos)
Hojlund (Depositphotos)

La ventiquattresima giornata di Serie A regala uno spettacolo indimenticabile al Luigi Ferraris di Genova. Genoa-Napoli 2-3 è il racconto perfetto di una partita che ha avuto tutto: errori difensivi clamorosi, rimonte, un’espulsione, un infortunio pesante e un rigore in pieno recupero che ha fatto esplodere di gioia la panchina azzurra. Rasmus Højlund, autore di una doppietta, trascina il Napoli di Antonio Conte verso una vittoria che vale oro nella corsa alle posizioni di vertice, mentre il Genoa di Daniele De Rossi esce dal campo con l’amarezza di una partita che avrebbe potuto e dovuto vincere.

Una sfida dai mille volti, giocata a ritmi altissimi, che lascia strascichi polemici per il rigore concesso agli azzurri al novantacinquesimo minuto e preoccupazioni per le condizioni di Scott McTominay, uscito all’intervallo per un problema muscolare. Ecco tutto quello che è successo nella cronaca di Genoa-Napoli.


Un inizio shock: rigore per il Genoa dopo 11 secondi

Bastano pochi istanti per capire che sarà una serata fuori dall’ordinario. Dopo appena undici secondi dal fischio d’inizio, un retropassaggio pigro e corto di Alessandro Buongiorno mette in difficoltà Alex Meret, costretto ad atterrare Vitinha lanciato verso la porta. L’arbitro Davide Massa non ha dubbi e indica il dischetto, decisione poi confermata dalla on field review del VAR.

Ruslan Malinovskyi si presenta dagli undici metri con la freddezza dei grandi: tiro potente e centrale che spiazza Meret, anche ammonito nell’occasione. Il Ferraris esplode, il Genoa è avanti 1-0 dopo appena tre minuti di gioco. Un avvio da incubo per il Napoli, tradito proprio dal suo difensore più affidabile.

La reazione del Napoli: doppietta lampo tra il 20′ e il 22′

Il Napoli accusa il colpo ma non si scompone. Spinazzola diventa il motore della manovra offensiva sulla fascia sinistra, ingaggiando un duello continuo con Norton-Cuffy. La pressione azzurra cresce minuto dopo minuto, con McTominay e Lobotka a dettare i ritmi a centrocampo.

Højlund apre le danze al 20′

La svolta arriva al ventesimo minuto. McTominay calcia con decisione verso la porta di Justin Bijlow, che respinge ma non riesce ad allontanare il pericolo. Højlund è il più lesto di tutti e ribadisce in rete con un tap-in che non lascia scampo al portiere olandese. È il gol dell’1-1, quello che riaccende le speranze partenopee.

McTominay firma il sorpasso al 22′

Passano appena due minuti e il Napoli completa una rimonta fulminea. Lo scozzese Scott McTominay lascia partire un destro dalla distanza, circa venti metri dalla porta, che sorprende Bijlow e si insacca alle sue spalle. È il gol del 2-1, un capolavoro balistico che cambia completamente l’inerzia della partita.

Il Ferraris ammutolisce. In appena centoventi secondi il Napoli ha ribaltato tutto, dimostrando la mentalità vincente che Conte ha saputo costruire in questa squadra. Il primo tempo si chiude con gli azzurri in vantaggio, nonostante un paio di occasioni per il Genoa: Norton-Cuffy sfiora il pari con un sinistro a giro che accarezza la traversa, mentre un gran tiro di Malinovskyi viene deviato in angolo da un Meret attento.

Secondo tempo: il caos si impossessa del Ferraris

L’infortunio di McTominay e il pareggio di Colombo

Il Napoli rientra dagli spogliatoi senza McTominay, fermato da un fastidio muscolare al gluteo che lo aveva già condizionato nel finale di primo tempo. Conte inserisce Giovane al suo posto, una perdita pesantissima per gli equilibri della squadra.

La musica cambia rapidamente. Al 57′ è ancora Buongiorno il protagonista in negativo: il difensore si fa soffiare il pallone in maniera goffa da Lorenzo Colombo, che non perdona e insacca il gol del 2-2. Il Ferraris torna a ruggire, il Genoa ci crede e la partita si riapre completamente.

Per la seconda settimana consecutiva, il Genoa di De Rossi si ritrova in una partita pazza con un pareggio conquistato in rimonta dopo essere andato sotto. Ma questa volta il copione finale sarà diverso.

L’espulsione di Juan Jesus

Come se non bastasse il pareggio e l’infortunio di McTominay, al 76′ arriva il colpo più duro per il Napoli. Juan Jesus, già ammonito per un fallo su Vitinha, commette un’altra trattenuta ingenua su Ekuban e riceve il secondo cartellino giallo. Espulsione inevitabile: gli azzurri restano in dieci uomini per l’ultimo quarto d’ora di gioco.

La superiorità numerica sembra dover premiare il Genoa. De Rossi inserisce forze fresche, ma i rossoblù sprecano diverse occasioni importanti:

  • Vitinha non riesce a trovare la porta da posizione favorevole
  • Malinovskyi calcia senza precisione prima di essere sostituito
  • Un paio di ripartenze vengono gestite male nell’ultimo passaggio

Il Napoli si chiude con ordine e disciplina, aspettando il momento giusto per colpire.

Il rigore al 95′: Højlund gela il Ferraris

L’episodio che decide la partita arriva in pieno recupero, al novantacinquesimo minuto. Su un calcio d’angolo conquistato grazie a una deviazione dell’ex Ostigard, la palla arriva nell’area del Genoa. Il neoentrato Maxwel Cornet interviene in maniera scomposta su Antonio Vergara, che cade a terra in area. L’arbitro Massa inizialmente lascia correre, ma il VAR lo richiama al monitor.

Dopo la revisione, il direttore di gara indica il dischetto. Decisione che scatena le proteste furiose della panchina e dei giocatori del Genoa. De Rossi nel post-partita non le manderà a dire, parlando di un calcio che non riconosce più.

Højlund si presenta sul dischetto con i nervi d’acciaio. Il suo tiro basso non è perfetto: Bijlow ci arriva, tocca la palla, ma non riesce a tenerla fuori dalla rete. È il gol del 3-2, quello che regala al Napoli una vittoria incredibile e al danese la sua prima doppietta stagionale in Serie A.

Le reazioni del post-partita

Le parole di Antonio Conte trasudano orgoglio: il tecnico pugliese ha sottolineato come la sua squadra non si arrenda mai, nemmeno in situazioni di emergenza e in inferiorità numerica. Una vittoria di carattere e determinazione che racconta molto della mentalità costruita in questa stagione.

Ben diverso il tono di Daniele De Rossi, furioso per il rigore assegnato al Napoli. L’allenatore del Genoa ha criticato apertamente l’utilizzo del VAR e l’incapacità degli arbitri di valutare certi episodi sul campo, parlando di un calcio in cui ci si attacca a tutto e in cui le regole sembrano cambiare partita dopo partita.

Le conseguenze in classifica

Con questa vittoria il Napoli sale a 52 punti, portandosi a un solo punto di distanza dal Milan secondo e a sei dall’Inter capolista, che ha però una partita in meno. La squadra di Conte resta pienamente in corsa per lo scudetto, dimostrando di saper vincere anche le partite sporche.

Il Genoa invece resta a 23 punti, in sedicesima posizione. Per i rossoblù è la seconda rimonta subita nel finale consecutiva dopo quella contro la Lazio, un trend preoccupante che rischia di pesare nella corsa salvezza. Le prossime quindici giornate saranno decisive per la permanenza in Serie A.

Tabellino Genoa-Napoli 2-3

Genoa (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Malinovskyi (74′ Masini), Ellertsson, Frendrup, Martin (74′ Messias); Vitinha (89′ Cornet), Colombo (64′ Ekuban). All.: De Rossi.

Napoli (3-4-2-1): Meret; Rrahmani, Buongiorno (59′ Beukema), Juan Jesus; Gutierrez, Lobotka, McTominay (46′ Giovane, 77′ Olivera), Spinazzola; Vergara, Elmas; Højlund. All.: Conte.

Arbitro: Davide Massa di Imperia.

Marcatori: 3′ Malinovskyi (rig.), 20′ Højlund, 22′ McTominay, 57′ Colombo, 90+5′ Højlund (rig.).

Ammoniti: Meret, Vasquez, Juan Jesus, Marcandalli, Spinazzola.

Espulso: Juan Jesus al 76′ per doppia ammonizione.

Spettatori: 30.748.

Prossimi impegni

Il Napoli tornerà in campo martedì 10 febbraio per i quarti di finale di Coppa Italia contro il Como al Maradona, prima di affrontare la Roma il 15 febbraio in campionato. Il Genoa avrà invece tempo per leccarsi le ferite e preparare la prossima sfida di Serie A, con De Rossi chiamato a lavorare sulla solidità mentale di un gruppo che deve imparare a gestire i momenti chiave delle partite.

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Dalla Puglia con furore. Appassionato di calcio e sport, ma anche di tutto il mondo del Lifestyle.

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