Fiorentina-Torino 2-2: Maripán gela il Franchi al 94′, beffa viola

8 Febbraio 2026 di 9 min di lettura
Moise Kean
Lisa Guglielmi / IPA Sport / IPA

Sembrava fatta, la vittoria era lì a portata di mano. E invece il Franchi si è trasformato in un teatro di amarezza per la Fiorentina, raggiunta in pieno recupero dal colpo di testa di Guillermo Maripán che ha fissato il risultato sul 2-2. Una beffa atroce per la squadra di Paolo Vanoli, che nella ripresa aveva ribaltato lo svantaggio iniziale grazie alle reti di Solomon e Kean, salvo poi farsi rimontare quando i tre punti sembravano ormai in cassaforte.

Per il Torino di Marco Baroni è un punto d’oro, strappato con caparbietà quando tutto sembrava perduto. Per la Fiorentina, invece, è l’ennesimo colpo al morale di una stagione maledetta che la tiene prigioniera della zona retrocessione, ferma a 18 punti in compagnia del Lecce. La cronaca di Fiorentina-Torino racconta una partita ricca di emozioni, errori e ribaltamenti che fotografa perfettamente il momento delle due squadre.


Primo tempo: il Torino colpisce, la Viola spreca

L’inizio della sfida al Franchi è vivace e ricco di occasioni da entrambe le parti. La Fiorentina parte con il piglio giusto: già al quinto minuto Moise Kean colpisce di testa su calcio d’angolo, trovando però la risposta pronta di Paleari che blocca a terra.

Il Torino risponde colpo su colpo

I granata non stanno a guardare e nei primi dieci minuti creano due pericoli seri. Kulenović calcia dal limite dell’area, la palla viene deviata da Parisi e sfiora il palo alla sinistra di De Gea. Subito dopo è Lazaro a tentare la conclusione dalla distanza, sfiorando la traversa di un soffio.

Al decimo minuto arriva l’occasione più clamorosa per i padroni di casa: un bel lancio lungo di Fagioli scavalca l’intera difesa granata e trova Kean completamente solo davanti a Paleari. L’attaccante della Nazionale, però, calcia incredibilmente alto da posizione ravvicinata, sprecando una chance che avrebbe potuto cambiare la partita.

Casadei sblocca il risultato al 26′

Il Torino, con la pazienza e la solidità tipiche delle squadre di Baroni, aspetta il momento giusto per colpire. Al ventiseiesimo minuto la costruzione granata trova il varco decisivo: Ilkhan, lasciato colpevolmente solo sulla trequarti, ha tutto il tempo per alzare la testa e pennellare un cross perfetto in area di rigore. Cesare Casadei si inserisce alle spalle dei difensori viola, completamente dimenticato dalla marcatura, e svetta di testa battendo De Gea. È l’1-0 per il Torino, un gol che mette in luce le fragilità difensive di una Fiorentina che soffre tremendamente sui calci piazzati.

La Fiorentina spinge ma non sfonda

La reazione dei viola è veemente ma imprecisa. Brescianini calcia da buona posizione trovando la risposta con i piedi di Paleari. Il portiere granata si ripete poco dopo su un tentativo dal limite di Mandragora. Al 35′ arriva la giocata più bella del primo tempo: Gudmundsson si libera con una finta sul limite dell’area e lascia partire un tiro a girare che sfiora il palo, facendo tremare i tifosi granata.

La pressione della Fiorentina continua fino all’intervallo. Al 39′ Comuzzo svetta di testa su calcio d’angolo, mandando la palla a pochi centimetri dalla traversa. Il primo tempo si chiude sull’1-0 per il Torino, con i viola che recriminano per le numerose occasioni sprecate: 13 tiri totali contro i 5 dei granata, ma un solo gol subito che pesa come un macigno.

Secondo tempo: la rimonta viola e l’infortunio di Gudmundsson

Gudmundsson si ferma subito

La ripresa inizia con una doccia fredda per Vanoli. Dopo appena tre minuti Albert Gudmundsson è costretto ad alzare bandiera bianca per un problema muscolare. Il fantasista islandese lascia il campo zoppicando, sostituito da Harrison. Una perdita che sembra poter affondare definitivamente le speranze della Fiorentina, già privata del suo giocatore più creativo.

E invece succede esattamente il contrario.

Solomon pareggia al 51′ con un gol da applausi

La Fiorentina esce dagli spogliatoi con un’energia diversa. Al cinquantunesimo minuto arriva il gol che riaccende il Franchi: Mandragora recupera palla a centrocampo con un intervento aggressivo su Gineitis e serve immediatamente Manor Solomon sul limite dell’area. L’israeliano controlla, si coordina e lascia partire un destro imparabile che si infila sotto l’incrocio dei pali, senza che Paleari possa fare nulla.

È il gol dell’1-1, una rete di qualità tecnica straordinaria che scuote il Franchi e ridà fiducia a un ambiente che ne aveva disperatamente bisogno. Solomon conferma il suo momento positivo e si candida come uomo decisivo per la rincorsa salvezza.

Kean completa la rimonta al 57′

Passano appena sei minuti e la Fiorentina completa la rimonta. Proprio Harrison, entrato al posto di Gudmundsson, si rivela decisivo: il suo assist perfetto trova Kean in area di rigore, e l’attaccante questa volta non sbaglia. Un destro forte e preciso sul primo palo sorprende Paleari e vale il 2-1. Il Franchi esplode, Kean corre sotto la curva a farsi perdonare gli errori del primo tempo.

La rimonta è completata in dieci minuti di fuoco. La Fiorentina sembra aver trovato la chiave per sbloccare una partita che nel primo tempo l’aveva vista dominare senza concretizzare. Vanoli può tirare un sospiro di sollievo, almeno per il momento.

La gestione difettosa e la beffa finale

La Fiorentina si abbassa troppo

Dopo il vantaggio la Fiorentina commette un errore tattico che si rivelerà fatale: invece di continuare a spingere e cercare il terzo gol che avrebbe chiuso la partita, i viola si abbassano progressivamente, concedendo campo e iniziativa al Torino.

Baroni intuisce che c’è spazio per reagire e cambia le carte in tavola dalla panchina. L’ingresso di Simeone e Anjorin dà nuova linfa alla manovra granata, ma è la mossa decisiva quella che arriva all’82’: dentro Duván Zapata, l’uomo che per anni ha terrorizzato le difese della Serie A.

Zapata sfiora il pari, De Gea compie un miracolo

All’87’ il Torino ha la chance più clamorosa dell’intera partita. Aboukhlal inventa una giocata straordinaria sulla destra e serve Zapata al centro dell’area, praticamente dal dischetto del rigore. Il colombiano calcia a botta sicura, ma David De Gea compie un intervento miracoloso con il piede, deviando la conclusione e tenendo in vita le speranze di vittoria della Fiorentina.

Sembra il momento in cui la fortuna sceglie di stare dalla parte dei viola. Ma nel calcio, si sa, nulla è deciso fino al triplice fischio.

Maripán al 94′: il colpo di testa che gela il Franchi

Il recupero concesso dall’arbitro Colombo è di quattro minuti. La Fiorentina deve solo gestire, mantenere ordine e portare a casa tre punti che sarebbero stati preziosissimi in chiave salvezza.

Non ci riesce.

Al novantaquattresimo minuto il Torino conquista una punizione dal lato destro dell’area. Il cross tagliato viene pennellato a centro area, dove Guillermo Maripán svetta completamente indisturbato e insacca con un colpo di testa imperioso alle spalle di De Gea. Nessuno dei difensori viola riesce a contrastarlo, in una marcatura a zona che mostra tutti i suoi limiti nei momenti decisivi.

È il gol del 2-2, quello che gela il Franchi e regala un punto insperato al Torino. I giocatori granata corrono ad abbracciare Baroni in panchina, mentre Vanoli resta immobile sulla linea laterale, con lo sguardo di chi sa che questa beffa lascerà segni profondi.

Le conseguenze in classifica: la Fiorentina resta in zona rossa

Il pareggio non cambia la situazione di classifica della Fiorentina, che resta inchiodata a 18 punti al diciottesimo posto, in piena zona retrocessione e in compagnia del Lecce. Una posizione impensabile a inizio stagione per una squadra con la rosa e la storia della Viola, ma che riflette una stagione tormentata da risultati altalenanti, infortuni e una fragilità difensiva cronica.

I numeri parlano chiaro: con soli tre clean sheet in ventiquattro partite, la Fiorentina è la squadra che ha mantenuto meno volte la porta inviolata in tutta la Serie A. Un dato che racconta meglio di qualsiasi analisi le difficoltà strutturali di una difesa che concede troppo, specialmente nei minuti finali.

Il Torino, dal canto suo, sale a 28 punti e si allontana momentaneamente dalla zona calda, portandosi a dieci lunghezze di vantaggio proprio sulla Fiorentina. Per Baroni è un punto che vale doppio, conquistato con la forza della disperazione in un momento della stagione in cui ogni risultato conta.

Le parole dei protagonisti

Marco Baroni nel post-partita non ha nascosto la soddisfazione per la reazione della sua squadra, sottolineando come i granata venissero da una settimana intensa con l’eliminazione in Coppa Italia e pochi giorni di recupero. L’allenatore del Torino ha elogiato la caparbietà dei suoi giocatori e ha ribadito la volontà di migliorare una classifica che ancora non soddisfa. Da fiorentino, ha anche speso parole di incoraggiamento per la Viola, dichiarando di credere nella salvezza della squadra di Vanoli.

Per Vanoli è stata invece una serata amara. Il tecnico della Fiorentina deve fare i conti con l’ennesima occasione sprecata e con l’infortunio di Gudmundsson, che rischia di privarlo del suo giocatore migliore nelle prossime settimane cruciali per la salvezza.

Tabellino Fiorentina-Torino 2-2

Fiorentina (4-3-2-1): De Gea; Dodò, Comuzzo, Pongracic, Parisi; Mandragora, Fagioli, Brescianini (73′ Fabbian); Solomon (85′ Ranieri), Gudmundsson (48′ Harrison, 73′ Ndour); Kean (85′ Piccoli). All.: Vanoli.

Torino (3-5-2): Paleari; Marianucci, Maripán, Coco; Lazaro (69′ Aboukhlal), Casadei, Ilkhan (59′ Anjorin), Gineitis, Obrador (46′ Pedersen); Kulenović (59′ Simeone), Adams (83′ Zapata). All.: Baroni.

Arbitro: Andrea Colombo.

Marcatori: 26′ Casadei, 51′ Solomon, 57′ Kean, 94′ Maripán.

Ammoniti: Lazaro, Dodò, Maripán, Marianucci, Gineitis, Vanoli, Comuzzo, Aboukhlal.

Prossimi impegni e prospettive

Per la Fiorentina le prossime settimane saranno decisive. Il calendario non sorride: ogni partita diventa uno scontro diretto per la sopravvivenza in Serie A. Vanoli dovrà lavorare sulla tenuta mentale del gruppo e sulla gestione dei vantaggi, perché farsi rimontare nei minuti di recupero non può diventare un’abitudine.

Il Torino prosegue il suo cammino con maggiore serenità, ma Baroni sa che la classifica non consente distrazioni. L’assenza di Vlasic, definita insostituibile dallo stesso allenatore, resta un problema da risolvere per dare qualità e continuità alla manovra granata.

Condividi: