Atalanta-Juventus 3-0: la Dea vola in semifinale, bianconeri eliminati dalla Coppa Italia

6 Febbraio 2026 di 9 min di lettura
Scamacca (Depositphotos)
Scamacca (Depositphotos)

L’Atalanta travolge la Juventus 3-0 nei quarti di finale di Coppa Italia e conquista la semifinale. Alla New Balance Arena di Bergamo i nerazzurri di Palladino puniscono una Juve partita fortissimo ma incapace di concretizzare. Scamacca sblocca su rigore, poi Sulemana e Pasalic chiudono i conti nel finale. Per Spalletti sfuma il primo obiettivo stagionale.


La partita: Juve dominante, poi il crollo

Il copione della serata sembrava scritto a favore della Juventus. I bianconeri partono a mille e dopo appena 8 secondi Thuram si ritrova solo davanti a Carnesecchi: conclusione al volo che termina sul fondo di un soffio. È il preludio a un dominio territoriale che però non produce gol.

Conceição è il più pericoloso: prima impegna Carnesecchi con un destro insidioso, poi centra la traversa con una conclusione che fa tremare i tifosi bergamaschi. La Juve gira a ritmi altissimi, Locatelli viene murato al limite, le occasioni si susseguono ma il pallone non vuole entrare.

Il rigore che cambia tutto

Al 27′ arriva l’episodio decisivo. Cross dalla sinistra dell’Atalanta, il pallone colpisce il braccio di Bremer in area. L’arbitro Fabbri inizialmente lascia correre, ma il VAR lo richiama al monitor: penalty. La decisione fa discutere perché la distanza è ravvicinata e il difensore brasiliano non sembra avere il tempo di sottrarre il braccio.

Scamacca dal dischetto non sbaglia: destro potente che spiazza Perin e porta avanti la Dea contro il corso del gioco.

La reazione juventina è immediata. Schema su corner, palla in area per David che serve McKennie a porta praticamente vuota: Ahanor compie un miracolo salvando sulla linea. È l’occasione più nitida della serata per i bianconeri, l’ennesima sprecata.


Secondo tempo: la Juve si scopre, l’Atalanta colpisce

Spalletti cambia: dentro Boga e Holm (all’esordio in maglia bianconera), poi Koopmeiners contro la sua ex squadra e infine Openda. La Juventus si sbilancia alla ricerca del pareggio, ma così facendo si espone alle ripartenze dell’Atalanta.

Al 77′ arriva il raddoppio. De Roon recupera palla a centrocampo, Bellanova (appena entrato) mette un cross tagliato dalla destra e Sulemana sul secondo palo non perdona. C’è un tocco di Kalulu che svia la traiettoria, ma il risultato non cambia: 2-0 e partita in ghiaccio.

Otto minuti dopo il colpo del ko. Pasalic, entrato da pochi istanti, riceve palla sulla destra e lascia partire un diagonale perfetto che si infila nell’angolino lontano. Perin resta immobile, non può nulla. È il 3-0 che chiude definitivamente i conti.


Palladino, la bestia nera della Juventus

Con questa vittoria Raffaele Palladino conferma di essere un autentico incubo per la Juventus. Il tecnico campano ha battuto i bianconeri con tre squadre diverse: prima con il Monza, poi con la Fiorentina e ora con l’Atalanta.

Da quando ha preso la guida della Dea al posto di Juric, Palladino ha collezionato numeri impressionanti: 10 vittorie e 2 pareggi nelle 17 partite disputate tra tutte le competizioni. Una striscia che ha rilanciato i bergamaschi dopo un avvio di stagione complicato.

Nel post-partita della sfida valida per i quarti di finale di Coppa Italia “Atalanta-Juventus”, l’allenatore dell’Atalanta Raffaele Palladino ha dichiarato in esclusiva a “Coppa Italia Live” su Italia 1:

Con il Monza battuta la Juve all’esordio e ora anche alla prima sfida con l’Atalanta vittoria. Io bestia nera della Juventus? Eh sì, è vero, i numeri dicono questo e non posso negarlo. Ma al di là delle statistiche personali, sono semplicemente felice. Ringrazio i ragazzi, la società e tutti i nostri tifosi: stasera sono stati fantastici, lo stadio era una vera bolgia e ci siamo fatti trascinare dal loro entusiasmo. È stata una serata perfetta, magica. Ci teniamo tantissimo a questa competizione, vogliamo essere competitivi fino alla fine. Stiamo dando continuità ai risultati e stiamo crescendo. Ci tengo a sottolineare l’impatto dei subentrati: Bellanova, Krstovic, Sulemana, Kossounou, lo stesso Pasalic che ha fatto gol. Chi è entrato ha fatto la differenza e questo è lo spirito che mi piace: conto su tutti. Più concreti della Juve? Sì, siamo stati concreti e cinici, compatti quando c’era da soffrire. Onestamente la Juve mi ha impressionato per forza e qualità: sono allenati da uno dei tecnici più bravi in circolazione, Luciano Spalletti, venivano da una striscia di risultati positivi importante, interrotta solo dal Cagliari. Questo dà ancora più valore alla nostra vittoria. La partita è stata molto “borderline”: potevano passare in vantaggio loro, bisogna essere onesti. Ma queste sono le partite che amo, giocate a viso aperto. Vi svelo un retroscena: a fine primo tempo ho chiesto alla squadra se preferissero abbassarsi un po’ per gestire. La risposta è stata no: volevano continuare ad andare forte in avanti. Questo è il segnale di un grande gruppo. Cosa manca per raggiungere la perfezione? Alessio (Tacchinardi, ndr) conosce bene questo ambiente e sa che il DNA di questa tifoseria e di questa società è sacro. Noi dovevamo solo ritrovarlo. Ho la fortuna di allenare un gruppo di grandi uomini, con valori umani e tecnici alti, che nelle difficoltà si sono compattati. Siamo in corsa su tre fronti e ci aspetta un mese durissimo tra Champions, Coppa e campionato. Ma adesso mi aspetto il vero salto di qualità: voglio una prova di grande maturità lunedì contro la Cremonese. Spesso in queste serate di gala ci esaltiamo, per poi cadere contro squadre sulla carta inferiori. Ecco, questo non deve succedere: non possiamo permetterci cali di tensione”.


Spalletti: “Rigore discutibile, ma dovevamo segnare prima”

Nel post-partita il tecnico bianconero non nasconde l’amarezza in esclusiva a “Coppa Italia Live” su Italia 1:

Loro sono stati più bravi di noi nei momenti determinanti della partita, per cui poi quando si fa a contare un 3-0 è inutile andare a rincorrere le situazioni. Per cui gli si fanno i complimenti alla squadra di Palladino perché è una squadra che gioca un buon calcio, una squadra costruita bene, si fa i complimenti a tutti e gli si dice bravi. Cosa è mancato alla Juve questa sera? Nelle scelte determinanti, quando la partita si è fatta vera… ci sono dei momenti dove la partita diventa vera e allora vanno fatte le scelte importanti, bisogna prendere decisioni lucide, veloci: noi queste decisioni le abbiamo prese, ma le abbiamo prese tutte sbagliate, loro le hanno prese giuste. Quanto devono crescere quelli che stanno giocando poco? Secondo me per raggiungere poi un livello di calcio giocato è sempre un po’ merito di tutto il gruppo, di come si allenano, di quello che è il modo di ragionare e di pensare. Noi abbiamo qualche difetto, come lo hanno altre, però noi secondo me siamo una squadra e bisogna solo andare a rendersi conto di questi momenti che diventano determinanti, essere più precisi, saperli riconoscere di più, perché se si vuole andare a fare la conta delle situazioni stasera è tutto falsato quello che è il risultato della partita. Però poi se vai a raccontare di episodi… hai perso 3-0, per cui è un’analisi che si fa tra di noi, con serenità, perché i ragazzi poi si sono impegnati e hanno fatto anche una buona partita. Poi non mi è piaciuto da ultimo, quando ci siamo un po’ spampanati, sbaragliati per il campo, siamo andati un po’ a giro, a tentare di rimettere a posto senza avere sempre dentro quella che è una ricerca di ritagliarsi un qualcosa e uno spazio, in questo abbiamo perso ordine, mentre fin adesso riuscivamo a farlo rimanendo con una logica, stasera siamo stati un po’ disuniti in quel momento. Partita gestita meglio da noi? Quando ti capitano l’1-0 e quelle 4-5 palle, ma anche prima, che non la dai giusta, non scegli l’uomo giusto, la vai a portare verso la bandierina mentre c’è lo spazio per imbucare dentro, per mandarlo in porta, siamo due contro uno, ci si incasina la situazione. Manca un po’ il riconoscere determinate situazioni, poi ci sono delle caratteristiche dentro i calciatori, poi si arriva lì, fuori di un centimetro, traversa, palo, addosso al portiere e via dicendo. Non si riesce ad avere quella lucidità, a fare quella scelta determinante nel momento determinante. Il rigore di Bremer?  È rigore, perché la tocca con la mano. A me interessano altre cose, il mio è un lavoro differente. Vai a inciampare in queste situazioni che ti incasinano la partita, quello che diventa fondamentale è fargli riconoscere i loro reali comportamenti”.

La Juventus perde così il primo obiettivo stagionale, quello forse più accessibile. Ora la squadra dovrà concentrarsi sul campionato e sulla Champions League per salvare una stagione che rischia di complicarsi.


Le formazioni ufficiali

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (79′ Kossounou), Hien, Kolasinac; Zappacosta (75′ Bellanova), De Roon, Ederson, Zalewski; De Ketelaere (80′ Pasalic), Raspadori (79′ Krstovic); Scamacca (75′ Sulemana). All. Palladino

JUVENTUS (4-2-3-1): Perin; Kalulu, Gatti, Bremer, Kelly; Locatelli (78′ Koopmeiners), Thuram; Conceição (80′ Zhegrova), Cambiaso, McKennie; David (78′ Holm, 85′ Openda). All. Spalletti

Arbitro: Fabbri (Abisso al VAR)

Marcatori: 27′ Scamacca (rig.), 77′ Sulemana, 85′ Pasalic


I migliori in campo

Scamacca (7) – MVP della serata. Trasforma il rigore con freddezza e lotta su ogni pallone, facendo salire la squadra nei momenti di difficoltà.

Sulemana (7) – Entra e spacca la partita. Il gol del 2-0 è da attaccante vero, movimento perfetto sul secondo palo.

Scalvini (7) – Prestazione solida in difesa, annulla David e gestisce con personalità i momenti di pressione juventina.

Conceição (6) – Il migliore della Juve. Crea, tira, colpisce la traversa. Gli manca solo il gol, ma non per demeriti suoi.

Bremer (5) – Il rigore pesa come un macigno. Poi soffre nell’uno contro uno sul gol di Pasalic.


Cosa succede ora

L’Atalanta vola in semifinale dove affronterà la vincente di Bologna-Lazio (in programma mercoledì prossimo). La Dea sogna la finale e un trofeo che manca da troppo tempo a Bergamo.

Per la Juventus invece è già tempo di voltare pagina. Domenica c’è il big match contro la Lazio all’Allianz Stadium, un crocevia fondamentale per la corsa al quarto posto. Poi la Champions League, ultimo treno per salvare la stagione.

Gli esordienti Boga e Holm hanno mostrato sprazzi interessanti: il primo ha saltato l’uomo con la solita facilità, il secondo si è mosso bene sulla fascia. Troppo poco per ribaltare una serata storta, ma abbastanza per dare speranza in vista del futuro.


Il tabellino

ATALANTAJUVENTUS
Risultato30
Tiri totali1114
Tiri in porta54
Possesso palla44%56%
Corner47
Falli commessi1210

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Scritto da

La redazione di Lifestyleblog.it

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