Atalanta-Borussia Dortmund 4-1: impresa storica, la Dea vola agli ottavi
Una serata da incorniciare per Bergamo e per tutto il calcio italiano. L’Atalanta ha compiuto un’impresa che resterà nella storia della Champions League, ribaltando il 2-0 subito all’andata in Germania e travolgendo il Borussia Dortmund per 4-1 alla New Balance Arena. Una rimonta pazzesca, coronata dal rigore di Lazar Samardzic al 98° minuto, che ha fatto esplodere uno stadio intero e ha salvato l’onore del calcio italiano in Europa.
Con l’eliminazione dell’Inter per mano del Bodø/Glimt e quella della Juventus contro il Galatasaray, l’Atalanta è rimasta l’ultima rappresentante della Serie A in Champions League. E la squadra di Raffaele Palladino non ha tradito, scrivendo una pagina indimenticabile del calcio europeo.
La vigilia: tutti contro la Dea, ma Bergamo ci crede
I numeri alla vigilia non sorridevano all’Atalanta. La Dea aveva perso tutte le ultime tre partite di Champions League e non aveva mai superato un turno a eliminazione diretta dopo aver perso l’andata con due o più gol di scarto. Il Borussia Dortmund di Niko Kovac, dal canto suo, aveva passato il turno in sette dei nove precedenti confronti europei dopo aver vinto l’andata.
Ma il calcio vive di eccezioni, e la New Balance Arena era pronta a diventare il teatro di una di queste. I tifosi bergamaschi hanno preparato una coreografia ispirata al gol di Josip Ilicic segnato a Dortmund, un omaggio al passato per ispirare il presente. Oltre ventiquattromila spettatori hanno creato quello che è stato ribattezzato il «muro nerazzurro», una risposta al celebre Gelbe Wand del Westfalenstadion.
A rendere il clima ancora più teso, l’assenza del tradizionale pranzo UEFA tra le due dirigenze, a causa delle tensioni legate al caso del giovane Samuele Inacio, cresciuto nel vivaio di Zingonia e trasferitosi al Dortmund senza firmare un contratto professionistico con l’Atalanta. Uno sgarbo che non è stato dimenticato.
Le formazioni: Palladino sceglie il tridente offensivo
L’Atalanta con Scamacca, Samardzic e Zalewski
Il tecnico campano ha schierato il 3-4-2-1 con Carnesecchi in porta, difesa a tre con Scalvini, Hien e Kolasinac. Sulle fasce Zappacosta a destra e Bernasconi a sinistra, con de Roon e Pasalic in mezzo al campo. In avanti Samardzic e Zalewski alle spalle di Gianluca Scamacca.
Il Dortmund con Guirassy punta centrale
Kovac ha risposto con un 3-4-2-1 speculare. Kobel tra i pali, difesa con Emre Can, Anton e Bensebaini. A centrocampo Bellingham (Jobe, non Jude) e Nmecha, con Beier e Brandt dietro a Serhou Guirassy, l’uomo che aveva fatto male all’andata con una doppietta.
Primo tempo esplosivo: Scamacca e Zappacosta ribaltano l’andata
Scamacca colpisce subito: 1-0 al 5° minuto
L’Atalanta non ha aspettato nemmeno cinque minuti per far capire le proprie intenzioni. Zalewski ha scatenato la fascia sinistra con un diagonale respinto da Kobel con un intervento prodigioso. Ma al 5° minuto è arrivato il gol che ha fatto esplodere lo stadio: cross di Bernasconi dal fondo sinistro, Bensebaini ha sfiorato appena il pallone e sul secondo palo è sbucato Scamacca, che ha insaccato da pochi passi.
Un avvio devastante che ha messo immediatamente in difficoltà il Dortmund, apparso sorpreso dall’intensità dei bergamaschi.
Dominio nerazzurro e raddoppio di Zappacosta
L’Atalanta ha continuato a premere sull’acceleratore. Zalewski è stato protagonista assoluto della prima mezz’ora, arando la fascia sinistra con giocate di qualità. Al 13° minuto Zappacosta si è inventato una galoppata travolgente sulla destra, fermata solo da un intervento disperato di Bensebaini che è costato al difensore un’ammonizione.
Al 24° Scamacca ha protetto palla come un leone tra due avversari e ha scaricato per Zalewski, il cui tiro è stato respinto da un Kobel monumentale. Il portiere svizzero ha tenuto a galla il Dortmund con almeno tre interventi decisivi.
Ma al 45° minuto, proprio allo scadere del primo tempo, è arrivato il raddoppio. Bernasconi è andato sul fondo e ha messo in mezzo un cross velenoso che Kobel ha respinto male, con i pugni fuori dall’area. La palla è finita sui piedi di Zappacosta, che ha controllato e calciato di destro: una deviazione di Bensebaini ha beffato definitivamente il portiere. 2-0, andata ribaltata.
La ripresa: Pasalic sorpassa, Adeyemi riapre tutto
Il colpo di testa di Pasalic vale il sorpasso
Il secondo tempo si è aperto con la stessa intensità. Il Dortmund era costretto ad attaccare, ma l’Atalanta ha continuato a gestire la partita con personalità. Al 57° minuto è arrivato il gol che ha messo la Dea avanti nel computo globale: de Roon ha pennellato un cross a girare sul secondo palo, dove Mario Pasalic è spuntato alle spalle della difesa tedesca e ha insaccato di testa. 3-0, vantaggio nel doppio confronto.
La New Balance Arena è esplosa in un boato assordante. Per la prima volta in tutta la doppia sfida, l’Atalanta era davanti nel punteggio complessivo.
Il sinistro di Adeyemi gela Bergamo
Kovac ha giocato le sue carte dalla panchina, inserendo quattro giocatori freschi tra cui Karim Adeyemi. Ed è stato proprio l’ultimo dei cambi a rivelarsi decisivo. Al 75° minuto, sugli sviluppi del primo corner conquistato dal Dortmund nella ripresa, Adeyemi è rientrato sul sinistro dal centro dell’area e ha scagliato un tiro imprendibile verso l’incrocio, battendo Ahanor (subentrato a Kolasinac).
3-1 alla New Balance Arena, 3-3 nel computo globale. Tutto da rifare. Lo spettro dei supplementari è tornato ad aleggiare su Bergamo.
Il finale da film: rigore al 98° minuto e festa storica
L’errore di Kobel e il fallo di Bensebaini
Gli ultimi minuti di partita sono stati un susseguirsi di emozioni da cardiopalma. Al 37° minuto della ripresa Samardzic ha sfiorato il palo con un sinistro dal limite. Il tempo regolamentare si stava esaurendo e i supplementari sembravano ormai inevitabili.
Ma al quarto minuto di recupero, quando i tre minuti concessi dall’arbitro erano già scaduti, è accaduto l’impensabile. Il portiere Gregor Kobel è uscito sulla trequarti per impostare, ma ha perso il pallone in modo goffo. Pasalic ha recuperato e ha crossato in area, dove Nikola Krstovic si è tuffato di testa per raggiungere il pallone.
In quel momento Ramy Bensebaini, nel tentativo di intervenire, ha colpito il montenegrino in pieno volto con un calcio, provocando una ferita sanguinante. L’arbitro spagnolo Sánchez Martínez ha inizialmente assegnato un corner, ma è stato richiamato dal VAR al monitor.
Samardzic dal dischetto: il gol della storia
Dopo aver rivisto le immagini, l’arbitro non ha avuto dubbi: calcio di rigore per l’Atalanta e secondo cartellino giallo per Bensebaini, che è stato espulso. La tensione è salita alle stelle, con proteste furiose di entrambe le panchine che sono costate il rosso diretto anche a Schlotterbeck e Scalvini.
Dagli undici metri si è presentato Lazar Samardzic. Il fantasista serbo, con una freddezza glaciale, ha piazzato il pallone sotto l’incrocio dei pali, dove Kobel non poteva in alcun modo arrivare. 4-1, e la New Balance Arena è stata investita da un’esplosione di gioia incontenibile.
Il gol, segnato al 98° minuto, è il secondo più tardivo nella storia della Champions League nei tempi regolamentari. Un record che rende ancora più epica una serata già indimenticabile.
I numeri di una notte leggendaria
La portata dell’impresa è certificata dalle statistiche:
- L’Atalanta è la prima squadra a qualificarsi dopo aver perso l’andata con due o più gol di scarto dal Liverpool contro il Barcellona nella semifinale 2018-19
- Solo altre due italiane avevano ribaltato un passivo di due o più gol in Champions: la Roma contro il Barcellona nel 2017-18 e la Juventus contro l’Atletico nel 2018-19
- Scamacca ha segnato nel 59% delle partite da titolare nelle competizioni europee dal 2022-23, la percentuale più alta tra i giocatori con più di 10 presenze
- Pasalic ha raggiunto quota 11 gol di testa con la maglia dell’Atalanta, tra i migliori centrocampisti della Serie A in questa specialità
- Il rigore di Samardzic al 97′ e 53 secondi è il secondo gol più tardivo della storia della Champions League, supplementari esclusi
Le reazioni nel post-partita
L’allenatore dell’Atalanta, Raffaele Palladino, ha definito la serata un sogno diventato realtà. Il presidente Percassi non ha nascosto l’emozione, sottolineando come la risposta del club al comportamento del Dortmund sul caso Inacio sia stata data sul campo.
Davide Zappacosta, autore del secondo gol, ha riassunto lo spirito della serata: tutti avevano dato la Dea per spacciata, ma la squadra non ha mai smesso di crederci. Un mantra che si è rivelato profetico.
Ora l’Atalanta attende il sorteggio di venerdì per gli ottavi di finale, dove affronterà una tra Arsenal e Bayern Monaco. Due avversarie di altissimo livello, ma dopo una notte come questa, Bergamo può legittimamente sognare in grande.
Cosa rappresenta questa qualificazione per il calcio italiano
L’impresa dell’Atalanta va ben oltre il risultato sportivo. Con l’eliminazione di Inter, Juventus e il mancato accesso del Napoli ai playoff, la Serie A rischiava di non avere nemmeno una rappresentante negli ottavi di Champions League per la prima volta da quando il format è stato introdotto nella stagione 2003-04.
La Dea ha evitato questa figuraccia storica, confermandosi come una delle realtà più solide e affidabili del panorama europeo. Un club che con investimenti oculati, un settore giovanile d’eccellenza e una gestione manageriale impeccabile, riesce a competere con i colossi del continente.
Dal miracolo di Gian Piero Gasperini alla conferma con Palladino, l’Atalanta dimostra che il modello di sostenibilità può funzionare anche ai massimi livelli. Una lezione per tutto il movimento calcistico italiano.
Il tabellino completo della partita
Atalanta-Borussia Dortmund 4-1 (aggregato 4-3)
Reti: 5′ Scamacca (A), 45′ Zappacosta (A), 57′ Pasalic (A), 75′ Adeyemi (D), 90’+8′ rig. Samardzic (A)
Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (77′ Djimsiti), Hien, Kolasinac (72′ Ahanor); Zappacosta, de Roon, Pasalic, Bernasconi; Samardzic, Zalewski; Scamacca (72′ Krstovic). All. Palladino
Borussia Dortmund (3-4-2-1): Kobel; Emre Can, Anton, Bensebaini; Ryerson, Bellingham, Nmecha, Svensson; Beier (60′ Fabio Silva), Brandt (60′ Chukwuemeka); Guirassy. All. Kovac
Espulso: Bensebaini al 90’+7′ (doppia ammonizione)
Ammoniti: Bensebaini, Emre Can, Hien, Fabio Silva