Vittorio Brumotti ospite a La Volta Buona: il racconto tra record, tv e impegno sociale
Martedì 20 gennaio 2026 Vittorio Brumotti è stato ospite per la prima volta a La Volta Buona, il programma pomeridiano…
Martedì 20 gennaio 2026 Vittorio Brumotti è stato ospite per la prima volta a La Volta Buona, il programma pomeridiano condotto da Caterina Balivo. Nel corso di un’intervista one to one, Brumotti si racconta senza filtri, ripercorrendo una carriera costruita su sfide estreme, record mondiali e una forte attenzione ai temi sociali.
Una carriera fatta di record e imprese estreme
Campione di bike trial, Brumotti è conosciuto a livello internazionale per i suoi numerosi record, ottenuti affrontando percorsi impossibili, salti nel vuoto e prove di equilibrio ai limiti dell’umano. La bicicletta, per lui, non è solo sport ma mezzo di espressione, libertà e racconto.
Tra i dodici Guinness World Record conquistati, quello a cui tiene di più resta la scalata del grattacielo Burj Khalifa a Dubai: «Centosessanta piani e tremila scalini in due ore e venti minuti senza mai fermarmi e appoggiare il piede a terra, con una temperatura di 38 gradi».
Nel dialogo con Caterina Balivo emergono i sacrifici, la disciplina e la determinazione che lo hanno portato a superare i propri limiti, trasformando ogni impresa in un messaggio di forza e resilienza. Sotto il casco porta sempre una scritta in dialetto ligure, “figlio di Claudio”, in onore del padre che definisce il suo mito: «È una persona positiva, un bambinone che mi ha trasmesso il senso per il rispetto delle regole e la voglia di lavorare».
La televisione e le nuove sfide
Accanto allo sport, Brumotti parla anche della sua esperienza televisiva, che negli anni lo ha reso un volto molto popolare. Dal 2008 inviato di Striscia la Notizia, oggi è una presenza fissa di Realpolitik su Rete 4. La tv diventa uno strumento per arrivare a un pubblico più ampio, raccontare il territorio e accendere i riflettori su situazioni spesso ignorate.
«Striscia è la voce del popolo, degli ultimi, di chi non ha la forza, il potere e le conoscenze giuste per farsi sentire», ha spiegato l’inviato, sottolineando come la satira sia uno strumento potente per denunciare criminalità e sprechi. Un percorso che lo ha portato a unire adrenalina, racconto e responsabilità.
Le aggressioni e le minacce di morte
Nel corso dell’intervista, Brumotti non nasconde il prezzo pagato per le sue inchieste. «Vengo aggredito sia verbalmente che fisicamente. Però vinciamo sempre, a fine puntata sorrido e vado avanti». Ha raccontato anche dell’accoltellamento subito a Monza durante un servizio sullo spaccio: «Denunciavo lo spaccio in un parco e degli immigrati mi sono venuti incontro. Uno di loro è saltato con un coltello e me l’ha conficcato nel petto».
Le minacce non si fermano alle aggressioni fisiche: sui social i suoi servizi collezionano commenti come “Morirai male” o “Ti uccido la mamma e la sorella”, frasi che invece di suscitare sdegno raccolgono migliaia di like.
L’impegno sociale e il ricordo di Geremia
Il momento più toccante dell’intervista arriva quando Brumotti ricorda Geremia Fontana, giovane amico scomparso, ribadendo il suo impegno per i pazienti oncologici. Rivolgendosi a Caterina Balivo, visibilmente commosso, dice: «Ricordati che l’umore ammazza il tumore, e dunque noi dobbiamo andare in questi reparti e portare veramente felicità, perché basta un niente, soprattutto un po’ di adrenalina che gli smuove nelle persone. Potrebbe capitare a tutti noi, speriamo sempre di no, ma se capitasse mai, uniamoci veramente a fare il rock’n’roll nei reparti».
Un lato meno rumoroso rispetto alle imprese spettacolari, ma centrale nel suo percorso umano e professionale. «L’impegno sociale di ciò che faccio in tv è quello che mi muove. So che sto facendo qualcosa che mi permette di liberare situazioni incancrenite. Puntare una telecamera contro qualcosa che non funziona può fare la differenza».
A sostenere Brumotti anche la fede. Ha un legame particolare con Padre Pio: «La fede dà un’identità ed è una bussola per orientarsi nella vita. Ogni sera, mentre faccio stretching prima di andare a dormire, recito 25 volte il Padre Nostro e altrettante l’Ave Maria».
La conduttrice, commossa, ha concluso l’intervista con un invito: «Vittorio, io ti ringrazio. Spero che tu possa far parte di questa famiglia che va avanti da tre anni. Quando vuoi sei il benvenuto». Pronta la risposta di Brumotti: «Si sta comodi». Un momento di grande emozione che ha coinvolto anche la famiglia di Geremia, salutata in diretta dalla Balivo.