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foto canva.com

SPID Poste Italiane a pagamento dal 2026: quanto costa, chi è esente e come pagare

di 3 Gennaio 2026

Dal 1° gennaio 2026 lo SPID di Poste Italiane è diventato a pagamento. Dopo anni di servizio gratuito, il principale provider di identità digitale in Italia ha introdotto un canone annuale di 6 euro per il rinnovo del servizio. La novità, comunicata agli utenti via email e pubblicata sul sito ufficiale PosteID, riguarda circa 30 milioni di italiani che utilizzano l’identità digitale di Poste per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione.

Quanto costa lo SPID di Poste Italiane

Il costo del servizio PosteID è fissato a 6 euro all’anno, IVA inclusa. La tariffa è allineata a quella già adottata da altri provider come Aruba e Infocert. Per i nuovi iscritti, il primo anno resta gratuito: il pagamento scatterà solo alla scadenza dei primi 12 mesi dall’attivazione.

Chi invece possiede già un’identità digitale con Poste dovrà versare il canone entro 30 giorni dalla scadenza della propria annualità. La data di rinnovo è consultabile nell’area personale su posteid.poste.it oppure tramite l’app PosteID.

Chi è esente dal pagamento

Non tutti gli utenti dovranno pagare. Il servizio resta completamente gratuito per alcune categorie:

  • Over 75: cittadini con almeno 75 anni di età
  • Minorenni: utenti under 18
  • Residenti all’estero: italiani iscritti all’AIRE
  • SPID professionale: chi utilizza l’identità digitale per scopi lavorativi

Come pagare il rinnovo dello SPID

Poste Italiane invierà una comunicazione via email 30 giorni prima della scadenza, con tutte le istruzioni per effettuare il pagamento. Il rinnovo può essere completato in due modi:

  • Online: direttamente dall’area personale di PosteID o dalla pagina dedicata sul sito di Poste
  • In ufficio postale: recandosi presso uno sportello con un documento d’identità

Cosa succede se non si paga

Se il pagamento non viene effettuato entro i 30 giorni dalla scadenza, lo SPID sarà sospeso temporaneamente. L’identità digitale rimarrà tecnicamente attiva, ma non sarà possibile utilizzarla per accedere ai servizi online.

La sospensione può durare fino a 24 mesi: in questo periodo l’utente potrà ancora regolarizzare la propria posizione versando i 6 euro dovuti. Trascorsi i due anni senza pagamento, lo SPID verrà definitivamente disattivato e sarà necessario crearne uno nuovo.

Come recedere senza costi

Chi non intende pagare può recedere dal contratto entro 30 giorni dalla comunicazione di modifica delle condizioni economiche, senza alcun onere aggiuntivo. In questo caso, sarà possibile scegliere un altro provider di SPID o passare a soluzioni alternative.

Le alternative gratuite allo SPID di Poste

Per chi vuole continuare a utilizzare l’identità digitale senza costi, esistono alcune opzioni:

  • CieID: l’identità digitale collegata alla Carta d’Identità Elettronica è completamente gratuita e consente di accedere agli stessi servizi dello SPID tramite l’app dedicata
  • Altri provider SPID: alcuni gestori offrono ancora modalità di attivazione gratuite, seppur con limitazioni

Perché lo SPID è diventato a pagamento

La decisione di introdurre un canone annuale non è casuale. I fondi pubblici destinati ai provider per coprire i costi di gestione del sistema sono stati sospesi tra il 2023 e il 2025. Nonostante lo stanziamento di 40 milioni di euro nel 2025, i gestori ne richiedevano almeno 50 per garantire la sostenibilità del servizio.

Il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti ha più volte sottolineato che lo SPID non ha un futuro a lungo termine: l’Italia sta infatti preparando il passaggio a un nuovo sistema di identità digitale basato su wallet per smartphone, in linea con le direttive europee.

I numeri dello SPID in Italia

Lo SPID rappresenta uno dei maggiori successi della digitalizzazione italiana, con oltre 41 milioni di utenti adulti e una penetrazione dell’82% tra la popolazione maggiorenne. Poste Italiane gestisce circa 30 milioni di identità digitali, pari al 70% del totale nazionale.

Il canone di 6 euro all’anno, pur rappresentando una novità per milioni di utenti abituati alla gratuità, resta una cifra contenuta e pensata per garantire la continuità e la sicurezza del servizio nei prossimi anni.

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